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Lo stile "glamour"

Cosa significa essere "glam", come portare il giallo, i "dress code" sempre più originali.

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RETO CRAMERI
25 settembre 2018

Consulente d'immagine

Roberta Piemontesi

Ulteriori informazioni qui: Roberta Piemontesi

“Glam”, “glamour” sono parole che spesso si associano alla moda quale sinonimo di eleganza. Potrebbe per favore spiegarmi che cosa significano?
Oggi tutto è glamour, basta apparire in modo chiassoso e agghindato, basta abbagliare, basta mostrarsi. Un insieme confuso di forme, aderenze, e generose porzioni di pelle nuda in vista è considerato glamour, ma non è forzatamente sinonimo di fascino e seduzione, perché manca il mistero, la magia, la giusta attitudine. Questo stile è vuotato del suo significato e si allontana dai suoi codici originali. Per essere glam occorre rifarsi alle irraggiungibili e ammalianti dive anni ’30-’40 che, sinuose come sirene, si avvolgevano in abiti illusori che mettevano in evidenza il corpo e il suo movimento con grazia e misura.

Amo il giallo e tutte le sfumature calde. Posso portarlo nelle varie occasioni?
Ogni colore ha una sua simbologia frutto di complesse dinamiche. Il giallo è un colore gioioso, simpatico, adatto ad una personalità molto aperta, e comunicativa. Per antica tradizione è però anche sinonimo di falsità, perché simile all’oro e quindi bugiardo. Giuda il traditore è spesso raffigurato con un mantello giallo, i Simpson poco seri e superficiali sono gialli. Che dire? È una tinta che piace ai bambini e meno agli adulti. Suggerisco quindi di vestire di giallo in contesti informali oppure di abbinarlo a colori che tendono a spegnere la sua esuberanza. Si può scegliere gradazioni più spente (pastello, ocra, ...) o giocare con i toni aranciati, più rassicuranti.

Da sempre partecipo a eventi alquanto mondani. Ultimamente i “dress code” sono sempre più originali, meno chiari e vaghi. Che cosa ne pensa?
Le infinite contaminazioni e la ricerca dell’inedito portano a situazioni particolari e complicate da gestire dal punto di vista della coerenza estetica. Tutto ciò che è classico è ideale e controllato. I capi e gli abbinamenti classici hanno un passato importante, appartengono a icone perfette e sono socialmente approvati. L’originalità, al contrario, è più spontanea, meno noiosa ma più critica. Oggi si è più liberi nel vestire, ma l’eleganza mantiene comunque i suoi codici. Occorre valutare le varianti e abbinare con coerenza e creatività gli ingredien- ti di base. Per esempio, nel caso di un inedito matrimonio in fattoria, sceglierei abiti da cerimonia con tagli semplici e raffinati, tessuti con strutture piuttosto organiche e motivi dal sapore campestre.