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Lo spuntino ideale per i bimbi

Gli spezza fame sono da considerarsi un complemento ai pasti. Da prediligere sono frutta e verdura, senza demonizzare il dolce. – CARMELA MACCIA

05 febbraio 2018

Tab 1

Volete rendere una mela più appetibile, allora trasformatela in un simpatico granchio. Come? Il gioco è presto fatto, anche senza l'intervento di mago Merlino o della fata Morgana. Prendete una mela, dimezzatela verticalmente, quindi tagliate una fetta da 1 cm da una delle metà, rimuovete i semi, procedendo a zig zag formate delle chele. A questo punto ricavate otto spicchi dall'altra metà della mela. Eliminate i semi. In un piatto piano, disponete sui due lati rispettivamente 4 spicchi di mela, poggiatevi sopra la metà della mela intera. Praticate due piccoli fori che coprirete con l'uva sultanina, ottenendo così gli occhi del granchio, infine disponete le due chele davanti agli occhi. Come vi sembra il “crostaceo meloso”? Chiedetelo a vostro figlio, che dopo la sorpresa, comincerà a spolpare di gusto la delizia. Se invece vi chiede: «cos'è 'sta roba», allora spiegategli che si tratta di una nobilissima mela del territorio, trasformata in una ghiottoneria. Questo è uno dei tanti spunti culinari descritto nell'opuscolo “Idee per spuntini creativi” pubblicato dalla Società svizzera di nutrizione. Ma, dal punto di vista alimentare quale valore bisogna dare allo spuntino? Lo abbiamo chiesto a Rubina Bianchetti (nella foto sotto), collaboratrice scientifica dell'Ufficio del medico cantonale. «Lo scopo di una merenda è di ricaricare le pile nel corso della giornata ed evitare di sgranocchiare continuamente qualcosa. Per un bambino o un adolescente in età scolare vuol dire anche più capacità di concentrazione tra i banchi e arriva re ai pasti principali meno affamati. Inoltre, è l'occasione per riequilibrare uno di essi».



Ricreazione
Se un bambino riesce a fare colazione soltanto con un bicchiere di latte, lo spuntino durante la ricreazione aiuta a completare il primo pasto della giornata. In questo caso, un farinaceo, come un panino integrale, e un frutto di stagione intero o a bocconi sono importanti, in quanto compensano quei nutrienti che sono mancati a colazione. Al contrario, con una colazione completa si può fare a meno dello spuntino.

Sul palmo della mano
La merenda è anche l'occasione per bere. Ricordiamoci che un adulto ha bisogno di 1-2 litri di liquidi al giorno, mentre un bambino di 7-9 anni dovrebbe consumarne almeno 9 decilitri. «Meglio optare per l'acqua; in alternativa ci sono le tisane senza aggiunta di zucchero. I succhi, invece, anche quelli 100% frutta, sono da considerare alimenti, perché ricchi in zuccheri», afferma Rubina Bianchetti. Allora, cosa vuol dire una merenda equilibrata? «Significa consumare una porzione di frutta e/o verdura, ossia quanto sta sul palmo di una mano. Eventualmente, a seconda dell'attività fisica, della fame e dei bisogni, lo spuntino può essere completato da un latticino o da un farinaceo (es. pane o fette biscottate integrali). Anche mandorle, noci e nocciole (ca. 20 g) sono degli ottimi alimenti per una merenda, ma se il bambino non ha fame, meglio non forzarlo», sottolinea la nostra interlocutrice. Considerato che questo pasto rapido e leggero non è obbligatorio, ma consigliato, viene da chiedersi: la merenda del pomeriggio ha un senso? «In genere, tra pranzo e cena trascorrono molte più ore che tra colazione e pranzo. Bambini e ragazzi hanno fame, prendersi il tempo per una merenda è importante», dice Rubina Bianchetti: «e qui, se i piccoli sono a casa, coinvolgerli nella preparazione è divertente». Per loro stare in cucina, lavare gli alimenti, pelare una carota o creare forme fantasiose è divertente. Ciò che si prepara assieme è apprezzato. Inoltre, proporre frutta e verdura, variare i metodi di cottura (cotto, crudo, mixato, al forno) sono armi vincenti, perché il gusto dei bambini evolve continuamente; lo stesso alimento preparato in modo diverso potrebbe piacergli di più. «Spiegare e integrare, piuttosto che vietare, favorendo i cibi più equilibrati dal punto di vista nutrizionale. Da ricordare che nulla è vietato: al massimo una volta al giorno, si può consumare anche un dolce o uno snack salato. Ciò che conta sono la qualità e la quantità. I dolci non vanno demonizzati; se poi si ha tempo di prepararli in casa, scegliendo ingredienti di qualità, come ad esempio della farina integrale al posto di quella bianca, ancora meglio. Per i prodotti in commercio, il consiglio è di imparare a leggere le etichette. Non bisogna negarsi niente, ma alternare e variare sì», conclude Rubina Bianchetti.

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Foto: mad