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FAMIGLIA
VOLONTARIATO

Giovani creativi e solidali

Il 5 dicembre è la giornata internazionale del volontariato. Due giovani ci raccontano il loro modo di interpretare la solidarietà sul territorio.

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G8, UNFORGETTABLEWORD / MAD
03 dicembre 2018

 5. tappa all'antico ponte di Olten di 20 del tour in bici di Music Ride 4 Hope: nel 2017 Tom Alemanno ha percorso 1.800 km per raccogliere fondi a sostegno dell'Associazione GreenHope, che offre momenti di spensieratezza ai bambini malati di cancro.

Hanno 30 anni, sono aperti al mondo, creativi e hanno voglia di contribuire alla collettività. Assieme a Tom Alemanno dell’associazione no-profitThe Dj Marathon e Music Ride for Hope –MR4H) e Nevia Elezovic, con No Boarders Photography e MAN, sono oltre 900 gli enti, le associazioni e i gruppi che a Lugano coordinano il lavoro dei numerosi volontari attivi in diversi ambiti: sociale, culturale, ambientale e sportivo.
La passione e la voglia di contribuire sono il carburante che alimenta i progetti di Tom Alemanno. «The Dj Marathon nasce dall’amore per la musica e dalla voglia di unire le persone, attraverso i dj locali, per fare del bene – tanti artisti che prestano 1 ora del loro tempo, messi assieme fanno un evento che devolve fondi per progetti locali o internazionali, come ad esempio la costruzione di pozzi per prelevare acqua dal suolo in Indocina». La vita di oggi è piena di incombenze e l’agenda si satura rapidamente, ma volere è potere… «Trovo sia una sorta di dovere morale sostenerci e aiutarci gli uni con gli altri, in misura delle proprie possibilità poiché tanti pochi fanno assai!», dice Tom. La storia di Nevia Elezovic parte dallo stesso principio. «La mia è una necessità di sentire che faccio la differenza nella vita di qualcun altro. Alleviare il dolore, proteggere dal freddo, ridare dignità con un paio di mutande nuove, prestare orecchio a voci che hanno bisogno di uscire e nessuno vuole ascoltare, scambiare un sorriso con un altro: ognuna di queste cose nutre la mia fame di felicità», spiega Nevia. Una fotografa che, convinta che l’altruismo sia la forma di egoismo più bella, ha creato No Boarders Photography – un progetto che unisce fotografia e solidarietà, offrendo parte del ricavato dei servizi fotografici a iniziative di aiuto. Vi immaginate come sarebbe un mondo in cui parte del guadagno di ogni lavoratore fosse condivisa?
Quest’anno, sentendo il bisogno di avere un maggiore impatto, Nevia ha inaugurato MAN - Ma Anche Noi. Una piccola ma efficiente organizzazione no-profit che aiuta i rifugiati. I fondatori sono Nevia, sua madre Indira e il fratello Elio. Perché un’associazione con la propria famiglia? «Perché, a parer mio, è giusto iniziare da dentro, per poter fare qualcosa fuori. E nessuno è più dentro di noi della nostra famiglia». La no-profit vuole ridare dignità a persone private di casa, di vestiti, di passato e futuro, che non hanno più nemmeno quelle scarpe, per riprendere il cammino che li riporti alla vita.

La speranza è altruista

Nevia, dopo aver difeso la tesi di Master in Aiuto Umanitario in Situazioni di Emergenza, è ripartita per i campi profughi in Bosnia, con l’intenzione di restarci qualche mese per dare una mano concreta nei mesi invernali che sono i più duri. È la seconda volta che, assieme ad un gruppo di volontari, va in Bosnia. Se tra le tante dovesse scegliere di raccontare il suo impegno con una parola, questa sarebbe: Speranza. «Niente e nessuno può fermarla, nemmeno i muri, le barriere fisiche e mentali, i confini. Il desiderio che ci muove è quello più umano che ci sia: la felicità, che è reale quando è condivisa».
Ed è proprio la speranza che ha portato Tom a lanciarsi nell’avventura di MR4H. Nel 2017, con un giro della Svizzera in bici di oltre 1.800 km, sportivi, gente comune e musicisti si sono uniti per riflettere sul dolore dei bambini malati di cancro e offrire sostegno. I fondi raccolti sono andati all’Associazione GreenHope, che offre momenti di spensieratezza ai piccoli eroi.
Quest’anno Music Ride for Hope sosterrà La Borsa delle Donne, iniziativa che finanzia gli studi alle ragazze che non hanno i mezzi. «Chi fa la differenza? Ognuno. Cosa fa la differenza? La consapevolezza che chiunque sia importante, anzi essenziale, per qualcun altro», conclude Nevia.

SABRINA ANTORINI MASSA

Presidente comitato Conferenza Volontariato Sociale.

La continuità è essenziale

Quale importanza riveste il volontariato nel nostro tessuto sociale?
L’investimento individuale è fondamentale per il tessuto sociale. Se pensiamo al mondo dello sport o dello scoutismo, senza il volontariato moltissimi bambini non avrebbero la possibilità di fare un’attività a costi contenuti. Lo stesso vale in ambito culturale, sociale, ambientale o a favore degli animali. Il volontariato è una ricchezza per tutti: per chi lo fa, per chi ne beneficia e per l’intera società.

In che modo i giovani di oggi sono invitati a contribuire attivamente a dei progetti sociali?
Molte sono le iniziative che promuovono l’attività volontaria nelle scuole. Molto si apprende dal modello famigliare, come pure dal contesto associativo. Dal nostro osservatorio numerosi sono i giovani che si attivano in forme di volontariato, come pure coloro che lanciano con passione nuove iniziative. Queste esperienze sono molto utili anche per arricchire il proprio percorso professionale. Un recente studio ha anche mostrato che i giovani sono sempre più orientati ad un volontariato nuovo, detto “social”, con presenze meno continuative. Questo deve far riflettere il settore del volontariato sociale, dove la continuità nella relazione è essenziale.