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Le anime di quartiere

L’associazionismo come modello di integrazione. L’esempio di un quartiere nel Locarnese e di un altro nel Luganese, le cui attività incidono positivamente sulle comunità che vi abitano.

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SANDRO MAHLER
23 ottobre 2018
Rosanna Camponovo-Canetti nel suo quartiere Rusca-Saleggi.

Rosanna Camponovo-Canetti nel suo quartiere Rusca-Saleggi.

«Ricorda il Canetti? Era il luogo di tutti, al di là del ceto sociale e dell’età. Ecco, ne vorremmo fare il modello per il nostro quartiere». Il quartiere è il Rusca-Saleggi di Locarno e a pronunciare l’auspicio è Rosanna Camponovo-Canetti, che nella celebre Cantina di Piazza Grande è cresciuta aiutando – ancora bambina – i nonni Ambrogio e Anna, fondatori del ritrovo, poi i genitori. Oggi, qualche decennio dopo, Rosanna presiede il «variopinto e multietnico» comitato dell’associazione di un quartiere che desidera modellare secondo i criteri «del coinvolgimento e del mutuo aiuto. Perché – dice – lo spirito è importantissimo: dà l’impronta al territorio in cui si vive».
Il territorio in cui opera Marco Imperadore, presidente della commissione di quartiere, è invece quello di Pregassona: una cospicua fetta di Lugano (oltre 9.500 abitanti, uno dei cinque più popolosi Comuni del cantone) finita al centro delle cronache per il caso di disagio sociale in via Industria. «L’appartamento è là dentro – dice Imperadore, indicando lo stabile conosciuto come “la Torre” –. È diventato un emblema del degrado. Esattamente ciò contro cui noi ci impegniamo da mesi». Lo sforzo di Marco, compiuto unitamente alla commissione e, con il membro ed ex presidente Luca Campana, è in una serie di iniziative puntuali. La prima riguarda proprio via Industria, dove il piccolo parco giochi è stato rimesso a nuovo dal Dicastero servizi urbani sulle indicazioni della commissione di quartiere.

Marco Imperadore nel piccolo parco giochi rimesso a nuovo.

E non è un caso se il segmento degli spazi ludici per giovanissimi sia considerato, assieme a quello per gli “over 60”, centrale anche al Rusca-Saleggi Locarnese, dove l’associazione di quartiere ha favorito la riscoperta del parco giochi in via delle Scuole, che verrà dotato di una bibliocabina specializzata nell’offerta per i più giovani. «Altre due, con libri non soltanto in italiano, sono in arrivo in Piazza Fontana Pedrazzini e in zona Peschiera», dice Rosanna. Ma il cahier des charges è “Racconta il tuo quartiere”, i momenti condivisi in cui personaggi raccontano la propria esperienza di vita nel quartiere attraverso i suoi cambiamenti; sono gli incontri pubblici con i municipali e gli addetti ai servizi comunali per uno scambio diretto di informazioni; è la visita agli orti privati, la cura condivisa di quello della Spai, nonché la ricerca di nuove porzioni di terreno per crearne di pubblici, sempre più richiesti.

Obiettivi comuni

«Abbiamo poi stretto puntuali collaborazioni con scuole medie e scuola dell’infanzia e “occupato” Giardini Arp, Giardi- ni Rusca, Parco della Pace e, il prossimo 13 dicembre, i Giardini Pioda con il mercatino di Natale: tutte attività che ravvivano gli ambienti», aggiunge Rosanna. Che nel capitolo “speranze” inserisce nuovi albi comunali-infopoint: «Solo nel Rusca-Saleggi ci sono seimila abitanti, quasi un terzo di tutta Locarno, e raggiungerli tutti è impresa ardua».
Tornando a Sud del Ceneri, i temi che affollano l’agenda a Pregassona vanno dal traffico alla pulizia, dall’assistenza sociale in collaborazione con i Servizi agli incontri con gli anziani, dall’iniziativa del Caffè di Quartiere ai doposcuola, dalle immagini per la pagina della commissione sul sito della Città, passando per la verifica di tutti i parchi gioco e il futuro dell’ex clinica Villa Viarnetto: a questo proposito, «nell’attesa di decisioni, noi abbiamo contribuito, con la popolazione, alla pulizia simbolica dell’arco di ingresso e presentato idee per villa e parco. Al Municipio abbiamo chiesto di ripristinare il decoro; naturalmente l’attenzione e l’ascolto delle istituzioni locali è fondamentle». 


Tasselli strategici

Marzio Della Santa

Intervista

Marzio Della Santa.

Capo della sezione enti locali.

Ulteriori informazioni qui: Marzio Della Santa

Come giudica il ruolo delle associazioni di quartiere in un contesto sociale in rapida trasformazione?
I processi aggregativi hanno modificato la geometria locale del Cantone e nell'ambito di Ticino 2020 si sta riflettendo su una diversa ripartizione dei compiti fra Cantone e Comuni, anche per restituire ai secondi un'autonomia strategica e operativa. Ritengo che la commissione, l'assemblea o l'associazione di quartiere, se inserite come tasselli di quel "puzzle" istituzionale che è il Comune, siano soluzioni interessanti sia per quello che noi definiamo il Comune democratico (generatore di democrazia attraverso un coinvolgimento qualitativo della cittadinanza), sia per il Comune comunitario (generatore di collettività). 

Parti di un ingranaggio più complesso, dunque, ma essenziali per le loro funzioni.
Esatto. Parliamo di laboratori stimolanti, sulla cui portata non sempre c’è la dovuta consapevolezza. Ruolo del Comune è assicurare una qualità di vita appropriata a chi vi abita, e creare le premesse affinché la comunità possa mantenersi viva. Ben vengano quindi entità simili, e l’attribuzione alle stesse di risorse finanziarie che consentano loro di raggiungere determinati sco- pi, a condizione che questi siano chiaramente esplicitati.