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FAMIGLIA
ASMA E PRURITO

Il polline è in agguato

Le allergie di tipo respiratorio sono in aumento, soprattutto  tra i bambini. Spesso hanno conseguenze anche sull’alimentazione. I suggerimenti di Marcel Bergmann, pediatra e allergologo.

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FOTOLIA / MAD
25 marzo 2019

Riconoscere le allergie da polline aiuta a neutralizzarle.

Gli specialisti la chiamano “tempesta di pollini”. Si scatena, ogni anno, tra marzo e aprile e colpisce uno svizzero su tre. Oltre il 30% della popolazione ha un potenziale allergico. E le allergie, anche quelle crociate, connesse all’alimentazione, sono in aumento. «Particolarmente a rischio sono i bambini – evidenzia Marcel Bergmann, pediatra e allergologo –. I primi sintomi da allergia ai pollini possono manifestarsi attorno ai 4-5 anni».

Starnuti, occhi gonfi, pruriti. E una stanchezza continua. Naso, vista e apparato respiratorio sono messi a dura prova. «Per molti ragazzini un’allergia ai pollini può essere invalidante – riprende il medico –. C’è chi deve stare a casa per settimane perché gli lacrimano gli occhi e non può né leggere né scrivere. Altri non possono fare sport, a causa dell’asma». Le ragioni per cui una persona diventa al- lergica sono ancora ignote. «Viene sviluppata una iper reattività a determinati elementi esterni, ad esempio pollini, acari, cibo. Il boom delle allergie è arrivato con l’industrializzazione».

Pediatra e allergologo

Marcel Bergmann

Dettaglio non da poco. «Il cambio del nostro stile di vita, unitamente all’inquinamento, potrebbe avere avuto un ruolo importante. Alcuni studi sostengono che siamo troppo puliti. I bambini che crescono in fattorie, a contatto con gli animali, sono meno a rischio di sviluppare allergie, se paragonati con quelli che crescono in ambiente cittadino».

Antistaminici e spray nasali sono i principali rimedi per tenere a bada i sintomi dell’allergia. Spesso attorno ai 40 anni le persone allergiche hanno miglioramenti. Qualcuno riesce a guarire del tutto. «Nei casi più gravi, tuttavia, bisogna intervenire prima, ricorrendo a una desensibilizzazione strutturata sull’arco di tre anni. Funziona bene soprattutto con i bambini».

Il discorso si allarga, se si prendono in considerazione le allergie crociate. Si manifestano con un prurito orale al consumo di frutta o verdura crude. «Si tratta di complicazioni dell’allergia ai pollini, che comportano una reattività a determinati alimenti. Un paziente ha un’asma o una rinocongiuntivite perché reagisce a una proteina che c’è in un determinato tipo di polline. Del resto, nel mondo vegetale, alcune proteine si assomigliano. E le ritroviamo anche in altri contesti. Può capitare che una persona allergica al polline della betulla o del nocciolo, sia anche allergica alle mele, alle pesche, alle mandorle, ai finocchi o alle pere. Assurdo? In fondo, il polline viene dai fiori, che spesso si trasformano in frutti».

Il succo di limone

Circa il 70% degli allergici ai pollini soffre di reazioni crociate con il cibo: c’è chi è allergico alle graminacee e non può mangiare né le arachidi, né i kiwi. E nemmeno le patate crude, la menta, la soia e i pomodori. «Alcuni collegamenti sono al limite dell’impensabile. Addirittura pazienti allergici agli acari della polvere non possono mangiare crostacei, in particolare gamberetti. E se lo fanno, possono anche avere una reazione anafilattica». L’evoluzione della problematica può essere imprevedibile. «C’è chi, da un’allergia a un polline, deve purtroppo rinunciare a qualsiasi tipo di frutta o verdura cruda. Io, in ogni caso consiglio sempre di cuocere bene l’alimento. O perlomeno di sbucciarlo e metterlo per qualche minuto nel forno a microonde. Se qualcuno è allergico alle mele, suggerisco di cambiare famiglia; magari le mele rosse non gli danno lo stesso effetto delle mele gialle. Anche la macedonia è una buona soluzione, lasciata in frigo – dunque al freddo –, per una notte. E se qualcuno, per caso, dovesse avere ancora pruriti o reazioni, si può optare per un sorso di succo di limone, capace di neutralizzare questi sfoghi».


Le allergie crociate

Betulla, artemisia e graminacee

  • Pollini di betulla, ontano, nocciolo (gennaio–aprile). Alimenti a rischio: frutta a granella e a nocciolo, mele, pere, prugne, albicocche, ciliegie, nocciole, noci, mandorle, pomodori, carote, sedano, mango, avocado, finocchi, kiwi e litchi
  • Pollini di artemisia (luglio–agosto). Alimenti a rischio: sedano, carote, finocchi, carciofi, camomilla, pepe, senape, aneto, prezzemolo, coriandolo, cumino, anice, semi di girasole
  • Pollini di graminacee (maggio–luglio). Alimenti a rischio: arachidi, patate crude, soia, kiwi, pomodori, meloni, cereali, menta.

Per maggiori informazioni sulle allergie, cliccare sul link (anche in italiano):

www.aha.ch