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SOCIETÀ
SABATO SERA

Vita mondana a casa

Niente bagordi, ma home cinema, coperta e sushi. Si chiama “Kalsarikännit”, ed è una moda istituzionalizzata in Finlandia. I locarnesi Richard e Nicoly l’hanno in parte sposata. Il filosofo Paolo Cicale: «Attenti a non esagerare». L’isolamento non fa bene.

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MELANIE TÜRKYILMAZ
26 settembre 2019

Nicoly e Richard alle prese con i fornelli nella loro cucina.

Pop corn, snack, abiti comodi, una coperta, una bibita. Sono gli ingredienti del trend “Kalsarikännit”. Arriva dalla Finlandia, e consiste nel trascorrere le proprie serate in casa. Possibilmente da soli. Richard Calitri e la sua ragazza Nicoly Rocha Souza di Gordola, hanno scelto la variante di coppia. «Usciamo poco la sera – dice lui, 19 anni –, è una nostra scelta». «Preferiamo starcene per i fatti nostri», aggiunge lei. Niente bagordi, niente discoteca. È la rivolta di chi non ama la vita mondana. E non solo alle nostre latitudini, dove l’offerta serale- notturna viene un po’ingiustamente definita un mortorio. Il fenomeno fa il giro del globo e sbarca anche negli Stati Uniti, dove è stato ribattezzato col termine di “Nesting”.

«Forse la nostra quotidianità ha ritmi esagerati – ipotizza il filosofo, Paolo Cicale –. Viviamo in un mondo in cui tutti ci chiedono di produrre qualcosa. Quindi, nel nostro tempo libero, da una parte abbiamo bisogno di un rifugio, dall’altra abbiamo quasi la necessità di non entrare in relazione con gli altri. Il fatto di stare in casa diventa un modo per prendersi cura di sé, per coccolarsi».

Il “Kalsarikännit” in Finlandia è un’istituzione. Viene addirittura promosso dal ministero degli affari esteri. In Svizzera la moda è più tiepida ed è più moderata anche per il consumo alcolico. «Noi siamo completamente astemi», afferma Richard. Non esistono statistiche ufficiali, ma la gente che decide di trascorrere una serata tra le mura domestiche piuttosto che uscire è in sensibile aumento.

«Noi cuciniamo insieme – spiega Richard –, mangiamo, scherziamo, poi ci guardiamo un film. Io amo il genere comico, lei gli horror. Bisogna mediare». «Stando a casa si spende poco e si va sul sicuro – ammette Nicoly –. Non siamo amanti della ressa. Se esci, spesso finisci in un bar, magari pieno di gente, senza avere la possibilità di dialogare, e non sai mai se ti divertirai veramente. A casa invece siamo certi di fare le cose che ci piacciono. Scegliamo noi».

Tutto a portata di mano

D’altra parte, oggi si può avere tutto a portata di divano. Dal film più recente, fino al sushi. «A me questo aspetto preoccupa un po’ – fa notare il sociologo –. Sempre più persone si isolano in casa, davanti a uno schermo, magari chattando… L’essere umano ha bisogno anche di stare in compagnia. La solitudine fa bene. Tuttavia in un’epoca sempre più virtuale, l’isolamento non va incentivato. Mi spaventa come alcuni sottovalutino gli effetti collaterali di questo rito. Immaginatevi una persona che la sera torna a casa dal lavoro e sta da sola davanti a uno schermo. Non mi pare sano».

In tal senso, la soluzione di coppia scelta da Richard e Nicoly riceve il benestare di Cicale. «Quando c’è interazione dal vivo, è diverso. Passare la serata in coppia a casa, può valorizzare la relazione. Ma, attenti a non esagerare».

Tradotto: anche la coppia ha bisogno di prendere aria. «La casa è il nostro nido – conclude Cicale –. Ma se la vivi costantemente da solo, o con la stessa persona, diventa una cuccia».