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Ti racconto una storia

Invogliare i piccoli ad andare a letto può tramutarsi in una trattativa estenuante.
La lettura di una fiaba prima del sonno è sempre vincente.

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22 novembre 2019

Il momento di mettere a letto i bambini non sempre è quello più tranquillo della giornata. Bisogna convincerli ad infilare il pigiama, lavare i dentini che spesso richiede più di due minuti e, pur di guadagnare tempo, le creature fanno domande a cui non basta una vita rispondere o si lanciano in discussioni così articolate da perdere il filo del discorso. Così si perde la pazienza e si alzano le voci.

Il trucco per vederli sotto il piumone in tempi accettabili c’è. Basta prendere in mano un libro e proporre di leggerlo. Se poi si accende una lucina speciale, o se nel diffusore si mettono due gocce di lavanda dai poteri rilassanti, si crea quello che gli specialisti chiamano un rituale. Presto si trasformerà in una piacevole abitudine e il bambino assocerà il profumo e la luce soffusa a un istante speciale. Andare a letto per ascoltare una storia avrà la meglio sul fare tante storie prima di andare a letto.

Ma nell’era dei tablet, degli audiolibri interpretati da attori professionisti, ha senso leggere storie ai propri figli? Lo abbiamo chiesto ad Anna Bernaschina Durisch, libraia e raccontastorie presso la Libreria Voltapagina a Lugano. «Non ho dubbi: ai bambini, anche ai nativi digitali, piace ancora tantissimo e rinunciano volentieri a guardare i loro cartoni animati preferiti pur di ascoltare una storia. Avere un momento così speciale con un adulto non fa che aumentare la magia del racconto. La voce del genitore che legge, la sua presenza fisica rassicurano il bambino. Al sicuro, sotto le coperte e con un adulto vicino, il bambino riesce ad affrontare draghi e streghe o a cenare in compagnia del re».

Genitori, fratelli maggiori e nonni

Ma quei genitori che proprio non possiedono doti da attore, come possono fare per interessare i bambini? «I piccoli non hanno bisogno di un attore professionista! Se la mamma, il papà o, perché no, il fratello o la sorella maggiore, riescono a fare voci diverse va benissimo. Ma non è indispensabile. L’importante è coinvolgere i pargoli nella lettura e lasciarsi anche coinvolgere, chiedere spiegazioni e ascoltare le risposte dei propri figli, incamminandosi insieme nella fiaba».

Ma quali racconti scegliere? Solo ed esclusivamente le fiabe classiche o vanno bene anche quelle inventate? «Tutte le fiabe vanno bene se adatte all’età dell’ascoltatore. Se il genitore decide di inventare ogni sera una storia nuova, deve però avere l’accortezza di farle finire bene. Il lieto fine rassicura e sapere che i cattivi vengono vinti dai buoni tranquillizza. Ma non devono solo essere storie fantastiche: anche i racconti della vita vissuta dai nonni da piccoli esercitano un grande fascino e parlano di un passato che ai loro occhi sembra quasi inventato».

Il momento della fiaba della buona notte può essere arricchente, sia per chi la ascolta come per chi la racconta. Magari ci invoglia ad andare a cercare i libri che amavamo sfogliare da piccoli, oppure sono i nonni ad inventare mille e più racconti che fanno ridere a crepapelle i nipotini. Sarebbe un peccato delegare questi momenti ad uno smartphone quando possiamo essere noi a creare dei bellissimi attimi di condivisione con i nostri figli. Al di là dell’indiscusso potere terapeutico delle fiabe, rifiutare un pizzico di magia a fine giornata è un vero peccato. Indipendentemente dalla nostra età anagrafica. 

 

 

Come inventare una storia

Il classico “C’era una volta” porta l’ascoltatore in uno spazio magico, dove i paesi sono regolati da norme precise e spesso i protagonisti possono rivolgersi a magici aiutanti.

Gli ingredienti principali per inventare una fiaba sono: trovare un protagonista (buono), un antagonista (cattivo) e un aiutante o alleato (buono).

Lasciare briglia sciolta alla propria fantasia.

Ricordarsi che la storia deve avere un lieto fine, perchè se finisce male potrebbe diventare angosciante
per il piccolo ascoltatore.

 

Letture utili ai genitori sul tema delle fiabe 

Nel manuale Mi racconti una storia? Perché narrare fiabe ai bambini, ed. Meltemi Linee, l’autore Giancarlo Chirico riflette sulla complessa esperienza del fiabesco da un triplice punto di vista: come e perché raccontare; se e perché credere in quel che si racconta; come interpretarlo.

Un prezioso vademecum dei titoli e degli autori imperdibili per bambini da 0-6 anni è quello di Angela Dal Gobbo, Quando i grandi leggono ai bambini, Donzelli Editori. L’autrice si sofferma
sui libri più belli destinati all’infanzia scelti da “Nati per leggere”.