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Una nonna piena di energia

C’è un libro che parla della nonna ed è già alla seconda tiratura in pochi mesi. Ideato e pubblicato da Enrico Abruzzi e Daniela Abruzzi-Tami dell’Associazione ABBA* parla anche di “nonnità e vecchiezza”, due termini usati da Graziano Martignoni nell’introduzione.

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HSASKIA CEREGHETTI
17 giugno 2019

un libro con 58 volti

Effetto nonna

Il libro “Effetto nonna”, edito da Nonsolostorie di Corzoneso, raccoglie 58 volti, ricordi e storie di nonne di personaggi che vivono nel nostro tempo, con un’introduzione di Graziano Martignoni. Troviamo per esempio autori conosciuti come Daniele Finzi Pasca, Norman Gobbi, Silvia Semadeni, Sebalter, Fra Martino Dotta, Marco Borradori, e tanti altri. L’intero ricavato dalla vendita del libro va a favore di progetti sostenuti dall’associazione ABBA. Il volumesi trova nelle maggiori librerie del Cantone e nel Grigioni Italiano.

Per chi volesse ordinarlo presso l’associazione, può scrivere a: info@abba-ch.org.

(il costo è di ventiquattro franchi)

Cercavo una persona che mi parlasse della nonna in modo del tutto nuovo. Non volevo sentirmi dire le stesse cose, quelle che già conoscevo sull’affetto, la bravura in cucina della nonna o del ricordo di quando se n’è andata. Incontro il professor Graziano Martignoni: «Prende appunti o mi registra?», mi chiede il dottore. Prendo appunti. Mi sorride, di solito sono gli altri a parlare e non lui. Toccheremo un tema che mi sta a cuore: la nonna. Ma a chi non sta a cuore la nonna con tutte le attenzioni e l’amore incondizionato che ci regala durante la nostra esistenza? Magari mentre lo viviamo non ce ne rendiamo conto, ma quando siamo costretti ad andare a cercare dentro di noi il suo ricordo possono rivelarsi utili anche i fazzoletti. «Il grande cambiamento che ha segnato la nostra contemporaneità sta nei sempre più confusi passaggi generazionali», spiega Martignoni. «Passaggi che oggi, sono messi sotto forte pressione. Infanzia, adolescenza, adultità e persino l’anzianità, che io chiamo “vecchiezza”, sembrano perdere i loro confini, sempre, – non dimentichiamolo – , costituiti e governati dalla cultura e dai modelli sociali dominanti. Si parla di società adolescentomorfa dominata dalla “dittaura del presente”, come se le ali del tempo – il passato e la sua biblioteca della memoria e il futuro con le sue piccole o grandi utopie – fossero spezzate e a volte abbandonate tra le cose inutili. La vecchiezza e la “nonnità” rimangono “avamposto dell’esistenza” che dovremmo meglio custodire contro una società del qui ed ora».

Nonna al passo coi tempi

Però, poi, ci sono nonni che amano proprio fare i nonni, come è il caso di Dolores, che sin dalla nascita dei suoi due nipotini si occupa a tempo parziale di loro mentre la mamma è al lavoro. Oggi, per esempio, la troviamo in giardino a trapiantare fiori con Jason e Sharon di 6 e 9 anni. «Il vaso è diventato troppo piccolo, li metteremo in uno più grande». I due nipotini hanno gli occhi sgranati mentre seguono con interesse i gesti della nonna. Dolores oltre ad essere una nonna è anche volontaria della biblioteca locale e vicesindaco del suo paese. «Devo ammetterlo, nonostante io sia una nonna al passo coi tempi e piuttosto impegnata fuori casa, ritagliarmi dello spazio con i miei nipotini mi gratifica molto. È tempo prezioso nel quale sia io sia mio marito ci dedichiamo completamente a loro». Così facendo, tramanda il suo bagaglio di conoscenze ed esperienze. Vivere appieno la “nonnità” è di fondamentale importanza per il professor Martignoni, perché c’è un’energia speciale e paradossale nelle persone anziane: «È l’energheia, quella intesa alla maniera di Aristotele, che si vede nel loro sguardo. È quella luce preziosa che si scorge anche solo nei loro movimenti oculari». Un’energia che va custodita come nutrimento dell’anima.

«La “nonnità” è arte di curare le mappe della vita tra i suoi tramonti e le sue nuove albe», afferma il professor Martignoni. Temiamo forse la vecchiaia? «Per nascondere la sua verità si parla ormai di terza o di quarta anzianità e di “giovani anziani». Che cosa sarebbe dunque opportuno fare? «Rimanere bibliotecari del grande archivio della memoria, che vive in quella penultima età il suo confine ma anche la sua verità». Esco dallo studio del professore con una nuova consapevolezza: è fortunati chi ha modo di vivere coi nonni e ricevere il loro testimone. Viva la nonna, e anche il nonno: viva la “nonnità”!

*ABBA: Abbastanza per Tutti, è un’associazione che si occupa di progetti di sviluppo nei Paesi del Sud.