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FUORI DAL NIDO

Mamma, stasera esco

La prima uscita con i propri coetanei è un momento di euforia per i figli, al contrario i genitori sono sopraffatti dall’ansia. Consigli utili per non soccombere.

15 luglio 2019

Un bel giorno arriva la richiesta di uscire la sera con gli amici. Vuoi perché una compagna ha organizzato una cena a casa sua, vuoi perché danno quel film che bisogna assolutamente andare a vedere, vuoi per assaporare le serate estive e le chiacchiere in compagnia. Anche noi, alla loro età, non vedevamo l’ora di ritrovare il gruppo di amici per continuare a cicalare anche se la pizza era finita da un pezzo. Ma oggi, che siamo dall’altra parte della barricata, il mondo ci sembra pieno di pericoli, di insidie e di tentazioni a cui non sappiamo bene, se i nostri figli sono in grado di resistere.

Link utili:
http://www.radixsvizzeraitaliana.ch/
http://www.ingrado.ch/
https://www.comfamiliare.org/antennaicaro

Come reagire correttamente alle richieste e come fare per non passare una serata divorati dalle ansie? L’ho chiesto a Vincenza Guarnaccia, psicologa e responsabile di progetti in ambito scolastico per Radix. «I giovani hanno bisogno di uscire perché è proprio stando con gli amici che sviluppano molte competenze sociali. Tuttavia, è anche vero che proprio per la loro natura di adolescenti – sia i ragazzi che le ragazze, pur conoscendo i rischi o i pericoli a cui vanno incontro, li sottovalutano pensando erroneamente che le disgrazie capitino sempre e solo agli altri. Uno dei compiti più difficili per i genitori è proprio quello di porre dei limiti chiari e di mantenere vivo il dialogo. Un buon modo per intavolare la discussione è quello di proporre dei temi o delle notizie di attualità legati al mondo degli abusi, delle droghe non per discutere il loro comportamento, ma per capire come si pongono davanti al problema». Se i genitori hanno un approccio di curiosità, piuttosto che inquisitorio, i ragazzi si aprono, perché avvertono che non c’è pregiudizio e quindi si può instaurare un bel dialogo.

Imitare il gruppo

Ma come reagire, se ci accorgiamo che il ragazzo, una volta tornato a casa, ha consumato sostanze proibite? «È inutile negarlo, la fase di prova esiste. I ragazzi possono incontrare le sostanze e magari per sentirsi parte del gruppo le consumano. L’importante è che il genitore affronti l’argomento quando è calmo. Se reagisce a caldo, in piena ansia, rischia di fare terra bruciata e compromettere così l’ascolto futuro del figlio che, sentendosi colpevolizzato, tenderà a chiudersi a riccio», spiega la psicologa.

Dunque, meglio rimandare la discussione all’indomani, quando l’adulto ha recuperato il suo equilibrio e sarà in grado di discutere dell’accaduto in modo più sereno, osservando il comportamento del figlio e focalizzandosi sui cambiamenti che lo preoccupano. Ad ogni modo, non è molto saggio da parte dell’adulto, proiettarsi troppo in là, rispetto a quanto il giovane vive in quel momento.

Spazio di confronto

Ma se l’abuso di sostanze dovesse farsi problematico, ci sono strutture che offrono uno spazio di confronto neutro, come, ad esempio, Radix, dove genitori e figli possono esternare le loro preoccupazioni e ricevere dei consigli.

Se, invece, la dipendenza diventa una costante, allora nel Sottoceneri, ci si può rivolgere al MAPS (mediazione-adolescenti-parenti-sostanze), che fa capo a Ingrado; nel Sopraceneri al FAST (famiglia/adolescenza/sostanze/trattamento), coordinato da Antenna Icaro. Cosa consiglia, invece, ai genitori? «È sempre pagante lavorare sulla prevenzione e nello specifico significa rafforzare le competenze psicosociali come l’autostima, il saper fare delle scelte autonomamente, il saper dire di no. Questi sono strumenti indispensabili, che ogni persona dovrebbe avere nella sua personalissima cassetta degli attrezzi e ai quali potrà ricorrere in ogni fase della sua vita». Non ci resta che regalargliela, questa cassetta degli attrezzi, facendo tesoro delle parole di Ernest Legouvé che sosteneva «crescere un bambino, è insegnargli a fare a meno di noi».

  1. Opuscolo: «Adolescenti in casa, una bussola per orientarsi», edizione curata da Radix Svizzera italiana

  2. Porre dei limiti: è il genitore in base all’età del figlio, alla sua capacità di rispettare le regole e di assumersi responsabilità che deciderà quali spazi di libertà concedere.

  3. Stabilire l’ora di rientro: spesso il tema è fonte di discussione, ma è necessario fissare un orario realistico e adatto alla sua età.

  4. Gestione dei soldi: specificare chiaramente che i soldi che riceve per l’uscita non sono destinati all’acquisto di alcol, tabacco o sostanze illegali.

  5. Informarsi sulla sua uscita serale: se, ad esempio, la festa si svolge in una casa privata, accertarsi che ci sia un adulto. 

  6. Mezzi di trasporto: informarsi su come andrà all’appuntamento e come intende tornare a casa.

  7. Fiducia reciproca: bandito l’eccessivo controllo. La comunicazione va mantenuta aperta, interessandosi, ad esempio, di com’è andata la sua uscita.