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L'energia che viene dal freddo

Coop produce ghiaccio per conservare energia. Può sembrare strano, ma in realtà ha una sua logica.

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PHILIPP ZINNIKER
28 dicembre 2018

Il serbatoio per il ghiaccio accanto al nuovo punto vendita di Etagnières (VD).

Esperti e comuni cittadini sono concordi: il futuro è nelle energie rinnovabili. E il primato della simpatia spetta al fotovoltaico, il quale converte energia solare in corrente elettrica senza bisogno di parti in movimento e senza produrre rumore. Dove possibile, anche Coop ha deciso di dotare i propri edifici di impianti fotovoltaici. L’energia solare ha un solo inconveniente: l’irregolarità. In una giornata di sole, un impianto fotovoltaico produce più energia di quella che necessita un negozio. Quando il cielo è coperto, gli impianti generano meno energia, ed entrano definitivamente in pausa nelle ore notturne. I banchi frigo, loro, devono però restare in funzione anche di notte.

Un impegno continuo per diminuire le emissioni di CO2

FATTO N. 85

Nel 2008 ci siamo prefissi l’obiettivo di diventare “CO2 neutrali” entro il 2023. Per questo, diminuiamo costantemente il nostro consumo energetico e usiamo sempre più le energie rinnovabili. Tra il 2008 e il 2016 abbiamo diminuito le emissioni di CO2 del 26,9% nei principali settori aziendali. Questo e altri fatti su: www.fatti-non-parole.ch/85

Gli ingegneri come David Guthörl, responsabile del Servizio specializzato in Energia/CO2 di Coop, stanno provando a stoccare l’energia in surplus prodotta durante il giorno per sfruttarla di notte. Succede nel nuovo punto vendita di Etagnières (VD), con l’aiuto del ghiaccio. Il surplus di corrente è impiegato per raffreddare e far congelare l’acqua in un serbatoio. Gli ingegneri sfruttano poi l’energia prodotta dalla transizione di fase, la proprietà fisica di un sistema termodinamico di passare da uno stato d’aggregazione a un altro.
In un moderno punto vendita il raffreddamento incide per il 60% circa sui consumi energetici. «Il ghiaccio rappresenta quindi il sistema di stoccaggio energetico più pratico, perché si trova in una forma, quella del freddo, che non necessita di ulteriori trasformazioni per il suo successivo impiego», spiega Guthörl. Grazie al serbatoio, l’impianto di refrigerazione funziona in maniera più efficiente. Il negozio può così utilizzare il 90% dell’energia ottenuta dal fotovoltaico per il proprio fabbisogno, risparmiando parecchia corrente.
Quel che sembra semplice è in realtà tecnicamente molto complesso. L’impianto di Etagnières funge perciò anche da terreno di sperimentazione. Se gestiti in maniera intelligente, questi sistemi di stoccaggio del ghiaccio contribuiscono però a stabilizzare la rete elettrica.
Quando diversi impianti fotovoltaici immettono simultaneamente corrente sulla rete elettrica, spiega Elimar Frank, responsabile del programma Solare termico e stoccaggio del calore all’Ufficio federale dell’energia (Ufe), occorre ampliare le reti. «In futuro dovremo migliorare l’autoconsumo della corrente generata dal fotovoltaico».
L’impianto di Etagnières è così innovativo che l’Ufe ha deciso di finanziarlo come progetto pilota. «Il progetto è straordinario perché permette a Coop di aumentare la produzione e l’utilizzo di corrente rinnovabile senza gravare ulteriormente sulla rete», dichiara Frank. Per l’esperto, secondo una prima stima, le spese d’investimento per un sistema di stoccaggio del ghiaccio sarebbero pari a quelle per l’installazione di una batteria, con la differenza che, in virtù della sua longevità, lo stoccaggio del ghiac- cio è nettamente più vantaggioso di una batteria.