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FATTI NON PAROLE
SOLIDARIETÀ

Una minestra che scalda i cuori

Il 22 novembre 2018 si tiene la XV edizione della “giornata della zuppa”, per raccogliere fondi in favore di “Tavola Svizzera”. L’evento coinvolge diverse località elvetiche, ma non il Ticino. La direttrice Daniela Rondelli, di origini locarnesi, spiega il perché.

TESTO
FOTO
PINO COVINO / MAD
20 novembre 2018

Daniela Rondelli, direttrice nazionale di Tavola Svizzera a Kerzers (FR), osserva il carico di merce fornito da Coop.

Forniamo 11 milioni di pasti.

FATTO N. 105

Dal 2005 sosteniamo Schweizer Tafel e Tavolino Magico donando loro una grande quantità di alimenti che non possono più essere venduti malgrado la loro qualità sia comunque ottima. Queste due organizzazioni distribuiscono in seguito i prodotti a istituzioni sociali o direttamente alle persone povere della Svizzera. Questo e altri fatti su: www.fatti-non-parole.ch/105

Una decina di chef rinomati, personalità illustri e oltre 3.000 litri di minestra. Sono questi gli ingredienti della 15esima giornata della zuppa 2018, che si terrà dopodomani, 22 novembre, in 16 postazioni di 15 città svizzere, Ticino escluso. La manifestazione nasce su ispirazione dell’opera di Santa Elisabetta, contessa di Turingia e principessa di Ungheria (1207-1231) che, nella sua breve vita, si dedicò all’aiuto degli oppressi, distribuendo minestre agli indigenti. In Svizzera si è tenuta la prima “Giornata della zuppa” il 19 novembre del 2004, giorno in cui, nei paesi tedescofoni, si festeggia la Santa.

In Ticino niente “Tavola”

L’evento è organizzato da Schweizer Tafel (“Tavola svizzera”), associazione che si prefigge di distribuire cibo a centri d’accoglienza per i senzatetto e a istituzioni sociali. In Ticino è stata presente per cinque anni, nei primi anni Duemila. «Abbiamo collaborato con Tavolino Magico e Con-dividere», afferma Daniela Rondelli, direttrice di Schweizer Tafel, incontrata a Kerzers, nel Canton Friburgo, dove si trova la sede centrale di Tavola Svizzera. «Abbiamo lasciato il Ticino perché ci siamo resi conto che lì è la chiesa a occuparsi della consegna diretta di alimentari alle persone bisognose e rischiavamo di essere un doppione di Tavolino Magico. Inoltre, in Ticino, non esistono quelle istituzioni storiche diffuse al nord delle Alpi come l’Esercito della Salvezza e altri enti che si occupano di dare un caldo pasto nelle mense per i poveri», continua la 55enne di origini locarnesi.

Mostrare la povertà

Alleviare la povertà, reintegrare i disoccupati nel mondo del lavoro, ridurre lo spreco alimentare (in Svizzera vengono buttate via oltre 2 milioni di tonnellate di viveri all’anno, 300 kg a testa): sono questi i capisaldi di Tavola Svizzera. «Il nostro compito più difficile, tuttavia, è di fare capire alla gente che, nella ricca Svizzera, la povertà esiste», afferma Rondelli, che spiega quanto sia «importante sensibilizzare la nostra società, che stigmatizza e tiene nascosta la povertà, condizione esistenziale fatta di emarginazione e solitudine, che tocca sempre più persone», aggiunge Rondelli, riferendosi ai dati statistici ufficiali, dai quali emerge che, nel nostro Paese, sono 615.000 le persone povere, il 7,5% della popolazione totale, di cui ben 100.000 bambini.
Nella Svizzera nordalpina la tradizione delle mense per poveri è molto antica. «In questi luoghi, oltre a poter consumare un pasto caldo, si socializza, nascono amicizie. E poi c’è anche il parrucchiere, che viene una volta al mese a tagliare i capelli gratuitamente». E grazie a “Tavola Svizzera”, sostenuta da partner preziosissimi qua- li Coop, vengono raccolte sedici tonnellate di derrate alimentari di qualità in eccedenza presso venditori al dettaglio e produttori, e ridistribuite gratuitamente, con 37 furgoni frigo, a 450 istituzioni sociali in dodici regioni svizzere.
«Purtroppo il fabbisogno è maggiore rispetto a quanto riusciamo a fare. In ogni caso, il nostro obiettivo è di alleviare la povertà, attraverso un valore importantissimo: la solidarietà. Con la giornata della zuppa, grazie alla partecipazione di VIP, riusciamo ad attirare una certa attenzione mediatica, che aiuta a farci conoscere meglio».


fonte schweizer tafel Infografico caroline koella

 

colletta alimentare

Quantità di prodotti alimentari raccolta nel 2017