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«Sono felice di poter essere qui»

Arrivato due anni e mezzo fa dalla Somalia, Yusuf Abdirahaman è stato inserito in un cosiddetto pretirocinio d’integrazione (PTI) promosso dalla Confederazione a cui Coop ha aderito sin da subito. L’impegno del giovane è molto apprezzato dai suoi assistenti.

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Salvatore Vinci
08 febbraio 2019

Yusuf al lavoro.

«Alle nove in punto dall’altoparlante dell’ipermercato Coop Sihlcity risuona un voce: «Il signor Abdirahman è pregato di presentarsi al chiosco!». Non appena l’annuncio termina, il destinatario dell’avviso si trova al punto d’incontro concordato. Inizialmente un po’ in soggezione, il 21enne somalo comincia a sciogliersi man mano che la conversazione entra nel vivo. Da quanto tempo è in Svizzera? «Da due anni e sette mesi», risponde senza esitazioni, mostrando di padroneggiare la lingua nonostante la breve permanenza in Svizzera. E sottolinea orgoglioso di capire anche lo svizzero tedesco.

Anche Remo Arnold, 38 anni, è sorpreso dal giovane africano. In qualità di coordinatore della formazione professionale nazionale da Coop, è il responsabile per l’inserimento di rifugiati nel cosiddetto pretirocinio d’integrazione (PTI). «Il signor Abdirahman rappresenta un caso esemplare del successo di questa misura di transizione» afferma Arnold. Scopo principale del progetto è integrare i rifugiati nel mercato del lavoro.

Grande motivazione

Lanciato nell’agosto 2018, il programma pilota della Confederazione dura in tutto quattro anni. «L’obiettivo del pretirocinio d’integrazione è trasmettere ai rifugiati riconosciuti e alle persone ammesse provvisoriamente che vi partecipano le competenze necessarie allo svolgimento di una formazione professionale di base», riporta il comunicato stampa diffuso nel maggio dello scorso anno dalla Segreteria di Stato della migrazione (SEM).

Anche Coop ha aderito sin da subito a questo progetto e offre a persone come Yusuf Abdirahman la possibilità di svolgere un PTI nel commercio al dettaglio e nella logistica. Remo Arnold è convinto della bontà del progetto. «Non posso che esprimere giudizi positivi», afferma e prosegue: «È incredibile l’impegno che ci stanno mettendo i partecipanti». I riscontri sono positivi anche da parte dei gerenti delle filiali Coop che offrono i PTI. «I rifugiati sono incredibilmente motivati», spiega Arnold entusiasta. Si vede subito che sono felici di poter lavorare. La conferma arriva anche dal suo pupillo Yusuf Abdirahman: «Sono molto contento che Coop mi abbia dato questa opportunità e non intendo farmela scappare».

La puntualità svizzera

Nel suo paese la vita non è facile. Per questo Yusuf ha scelto di fuggire. I suoi occhi si rabbuiano per un attimo. Preferisce non entrare nei dettagli. «Sono felice di poter essere qui». Anche in Svizzera ha avuto qualche problema. «Ma nulla di grave», precisa. «La sola cosa alla quale ho fatto fatica ad abituarmi è la puntualità svizzera». È un concetto molto lontano dalle usanze del suo paese natale. «In Somalia ci si dà appuntamento per un giorno, senza però specificare un orario preciso». Ma alla fine è riuscito ad abituarsi anche a questo, integrandosi alla perfezione. Oltre al PTI, il ragazzo va anche a scuola e con una media del 5,5 è il più bravo della classe. Sarebbe felice se al termine del pretirocinio potesse ottenere un vero posto di apprendistato da Coop. Come se non stesse aspettando altro, Remo Arnold afferma: «Che resti tra noi perché non è ancora ufficiale, ma è ovvio che quel posto lo otterrà», risponde il coordinatore rivolgendosi a uno Yusuf del tutto esterrefatto.

Stretta di mano tra Remo Arnold, coordinatore della formazione professionale nazionale da Coop e Yusuf Abdirahaman.



Fatto n. 112

Le prospettive per il futuro

In veste di grande azienda siamo chiamati ad assumerci un’importante responsabilità anche nei confronti della società e dei nostri collaboratori. Siamo la seconda azienda svizzera, in ordine di grandezza, ad offrire posti d’apprendistato per un totale di 3.505 in 31 settori professionali diversi.

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