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SOSTENIBILITÀ

Meno è meglio

Coop compensa una parte delle proprie emissioni di CO2 in Svizzera. Per esempio con il progetto Agroforst, che mira a piantare nuovi alberi non solo per ridurre i gas serra, ma anche per migliorare la qualità del suolo.

FOTO
MISCHA CHRISTEN / PHILIPPE JEAN-PETIT-MATILE / INFOGRAFICO DI CAROLINE KOELLA
25 febbraio 2019

Come la vecchia betulla sullo sfondo, l?albero appena piantato da Ueli Gassner contribuirà a migliorare la qualità del suolo.

Non è un caso se le emissioni di CO2 sono sulla bocca di tutti: hanno un effetto diretto sul clima, che si fa sentire sotto forma di temperature medie più elevate e condizioni climatiche estreme. In Svizzera – uno dei paesi più ricchi del mondo – l’emissione pro capite del cosiddetto gas serra è particolarmente alto ed è uno dei fattori responsabili dei cambiamenti climatici in atto. Dovrebbe pertanto essere ridotta per rallentare il riscaldamento globale. Poiché non è sempre possibile ridurre le emissioni, dal 2007 Coop compensa le proprie, prodotte da trasporti aerei inevitabili, consegne coop@home e viaggi di lavoro. L’azienda agricola di Ueli Gassner di Ipsach bei Biel ci offre un esempio di come questo avviene con Agroforst, il progetto di protezione del clima finanziato da Coop e gestito dalla fondazione myclimate in collabo- razione con il WWF e Bio Suisse.

Ueli ha cinquant’anni e appartiene alla quarta generazione della famiglia che gestisce l’azienda agricola, fondata nel 1916. Dopo vari anni di gestione convenzionale, a partire dal 1996 ha scelto di percorrere nuove strade. «L’ambiente e il clima ci stan- no molto a cuore», dice. Per questo, cinque anni fa, insieme alla moglie Angela, è passato all’agricoltura biologica: «Usare prodotti chimici era diventato per noi sempre più improponibile. Non volevamo dipendere dai grandi gruppi agroindustriali, ma lavorare la nostra terra in armonia con la natura».

Compensazione in Svizzera

FATTO N. 356

Già dal 2007 compensiamo le nostre emissioni di gas serra generate da trasporti aerei inevitabili, consegne coop@home e viaggi di lavoro. Insieme ai nostri partner WWF, Bio Suisse e myclimate, ora realizziamo progetti di tutela del clima per migliorare il nostro bilancio CO2 anche in Svizzera. Questo e altri fatti su: www.fatti-non-parole.ch/356

130 nuovi alberi

Più facile a dirsi che a farsi, anche perché sui terreni di Gassner erano stati usati per decenni fertilizzanti sintetici e pesticidi. Dopo aver letto del progetto Agroforst su una rivista specializzata e aver saputo che Coop cercava sia agricoltori biologici che per la gamma La mia Terra, Gassner si è messo all’opera: ha presentato la sua domanda e ha ricevuto consigli e sostegno. Nel quadro di questa collaborazione, lo scorso autunno ha piantato nei suoi campi ben 130 alberelli di visciolo, sor- bo ciavardello, pero selvatico, castagno, farnia e melo sel- vatico.

Gli alberi sono ancora giovani, ma hanno già iniziato ad assorbire l’anidride carbonica presente nell’atmosfera, fungendo così da deposito naturale di CO2. Queste piantagioni non solo giovano all’ambiente, ma anche alle attività di Ueli Gassner, come ci dice Christian Som del WWF: «Il rimboschimento promuove la biodiversità, che a sua volta rafforza le resistenze naturali delle aree coltivate». Detto in altre parole, la biodiversità ha un effetto positivo anche sul potenziale economico della terra che la accoglie. Lo dimostra l’esempio di una vecchia betulla isolata che si trova da decenni sul campo di Gassner, la quale consente di aumentare notevolmente l’attività del suolo nelle immediate vicinanze: entro un raggio di circa 25 metri dall’albero la neve si scioglie più velocemente, e questo ha ripercussioni positive sui campi cir- costanti, dove l’agricoltore coltiva segale, frumento invernale, soia, quinoa e miglio.

Sul lungo termine, gli alberi di Ueli Gassner non solo immagazzineranno circa 200 tonnellate di CO2, contribuendo in modo significativo alla compensazione climatica di Coop, ma miglioreranno anche la qualità del suolo dei suoi campi. E c’è dell’altro, come spiega Bettina Kahlert di myclimate: «Con il tempo anche l’humus prodotto dagli alberi contribuirà a ridurre ulteriormente le emissioni di CO2».