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RISTORAZIONE

Cameriera per passione

Ritrovare l’autostima lavorando nella ristorazione: è accaduto ad Adélie Chatton, cameriera al “Café des Avenues” di Losanna e campionessa svizzera del servizio 2020. Per la vodese un buon servizio inizia con l’accoglienza cordiale.

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Valentin Flauraud
06 marzo 2020
Adélie Chatton, specialista della ristorazione,in posa con il suo trofeo di campionessa svizzera del servizio.

Adélie Chatton, specialista della ristorazione,in posa con il suo trofeo di campionessa svizzera del servizio.

Adélie Chatton si sta gustando un caffè al tavolo. Vincitrice del titolo svizzero di campionessa del servizio 2020, la trentenne cameriera del Café des Avenues di Losanna adora la vita dei bistrot. Di padre svizzero e madre francese, Adélie è cresciuta nel quartiere, lo stesso nel quale oggi vive e lavora.

Tra i 18 e i 23 anni ha vagabondato un po’ ovunque. Dopo una formazione da attrice a Parigi e un’esperienza nel sociale, la giovane donna ha cercato la sua strada: «È stato duro, ho vissuto anche il dramma della disoccupazione. Poi però, grazie alla ristorazione, sono riuscita a ritrovare la stima in me stessa e da sette anni lavoro al Café des Avenues». Le sue prime esperienze come cameriera risalgono ai tempi in cui viveva ancora nella capitale francese e studiava teatro. «A poco a poco ho capito che amavo veramente questo lavoro. Il legame con la scena e il sociale è stretto. Il cerchio si era chiuso, ma io cercavo ancora una legittimazione».

È così che Adélie Chatton consegue a pieni voti l’attestato federale di capacità in specialista in ristorazione. Jacques Ballois, docente di servizio di sala per gli apprendisti del canton Vaud, ha creduto in lei e l’ha spronata a partecipare ai Campionati del servizio, il più importante concorso professionale a cadenza biennale nel settore della ristorazione in Svizzera.

Scommettere su di lei è stata la scelta giusta: Adélie si è aggiudicata il titolo di campionessa, battendo i cinque avversari svizzero tedeschi della sua categoria. «Mi ha sorpreso la sua capacità di gestire lo stress e le emozioni. Affabile e sorridente, ha saputo comunicare serenità. Quando una persona è sicura del fatto suo e fa la sua parte, lo si percepisce», racconta Jacques Ballois.

Un lavoro dinamico e autentico

Adélie Chatton è dunque ambasciatrice della Società professionale della ristorazione, una carica a cui tiene moltissimo. È già andata a incontrare gli apprendisti per trasmettere loro la sua grande passione: «Il lavoro è difficile, ma è dinamico, reale, autentico. Poterlo fare in questa società completamente digitalizzata è una grande opportunità». È questo il messaggio che ha cercato di far passare ai ragazzi per migliorare l’immagine di una professione spesso sottovalutata. Per la vodese, un buon servizio dovrebbe essere la regola, a prescindere dalla categoria del locale. E un buon servizio passa anche attraverso l’accoglienza: «Non c’è niente di più fastidioso che entrare in un ristorante e non essere salutati!». La giovane racconta di trattare tutti i clienti allo stesso modo, indipendentemente dal loro umore: «Non conosciamo la loro situazione né la loro vita. Quando mi capita di servire un cliente particolarmente insopportabile, cerco di prendere le distanze. Ma a volte è complicato, specialmente quando la gente ti sbatte in faccia le sue emozioni».

Decorazione della tavola, mixology, flambage, tartare, servizio di vini e formaggi, taglio torte, barista: gli aspiranti al titolo di campione del servizio 2020 si sono tutti misurati con queste prove, anche se non le praticano tutte quotidianamente. «Un professionista preparato ha tante frecce al suo arco. L’importante è disporre di un bagaglio di conoscenze e mettere amore in ciò che si fa», conclude Adélie Chatton.

 

L'immagine oggi

Intervista a Roman Helfer, segretario generale della Società professionale della ristorazione

Perché la Società professionale della ristorazione parla di specialisti della ristorazione e non di camerieri?
Per sottolineare la competenza dei professionisti che operano in questo settore. È una professione estremamente diversificata. Non basta solo saper prendere una comanda e portare un piatto al tavolo. È essenziale consigliare e guidare l’ospite.

Com’è l’interesse dei giovani per questo mestiere?
In questi ultimi anni c’è stato un calo. Credo principalmente dovuto a una cattiva immagine della professione. Spetta a noi della categoria il compito di migliorarla.

Migliorare l’immagine, ma gli orari restano difficili e gli stipendi modesti…Certo, si lavora la sera e durante i fine settimana. Ma a qualcuno questi ritmi stanno bene. E gli stipendi non sono affatto malaccio: per chi ha appena concluso l’apprendistato, il salario minimo è di 4.195 franchi, al quale si aggiungono le mance.