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La tregua

Andrea Inglese sul suo nuovo romanzo “La vita adulta”: la tensione tra due artisti, la difficoltà di essere normali.

02 agosto 2021

I personaggi di “La vita adulta” si muovono nel campo dell'arte performativa. Affiora un giudizio sospeso tra affettuosa ironia per gli artisti e critica feroce per i galleristi.

Ha perfettamente colto lo spirito, a patto però di marcare l’ambivalenza che rende ogni artista nemico del contesto mercantile in cui lavora e nello stesso tempo complice. Ma questo è un processo che riscontro in diversi ambiti della cultura. Esiste una contraddizione a cui gli artisti sono confrontati. Da un lato essi nutrono creativamente la cultura di un paese, dall’altro sono impiegati di un’industria culturale che trasforma in una merce la loro attività.

Il ritratto

Andrea Inglese

Originario di Milano, classe 1967, vive nei pressi di Parigi. Scrive in versi e in prosa. Tra le sue pubblicazioni, il romanzo “Parigi è un desiderio” (Ponte alle Grazie, 2016; finalista Premio Napoli 2017, Premio Bridge 2017) e la raccolta di saggi “La civiltà idiota” (Valigie Rosse, 2018). Il nuovo romanzo è “La vita adulta” (ed. Ponte alle Grazie).

Il suo appare un romanzo sull’impossibilità di essere normale, ma le mail che i due protagonisti, Tommaso e Nina, si scambiano nel finale sembrano ratificare un’avvenuta pacificazione che sa di normalizzazione. È la conquista della vita adulta?

Questa è davvero una bella domanda. La questione però si gioca meno sul terreno della normalità/anormalità che su quello tra successo/fallimento. Normalità significa aderire il più possibile alle esigenze del proprio ambiente, con la promessa di ottenere, grazie a questo, un premio, un successo. I due sono colti, nel finale, in un momento di tregua, ma non di disarmo. La tregua corrisponde a una profonda autocritica, dopo che una critica vigorosa è già stata da loro espressa verso il mondo circostante. La vita adulta significa comprendere la propria ambivalenza verso valori che nella giovinezza abbiamo contestato con eccessivo trasporto. Non siamo mai stati solo vittime, ma anche complici. Questo apre scenari complessi e imprevedibili.

È la complementarità tra il pensiero erotico di Tommaso e la fisicità di Nina a rendere ineludibile un incontro che sembra alimentarsi delle reciproche tensioni?

Tommaso e Nina sono il sogno di un’integrazione tra una dimensione intellettuale sviluppata e una dimensione corporea altrettanto consapevole. In termini psicologici, l’attrazione tra i due fa pensare alla ricerca di un nuovo equilibrio all’interno di un singolo individuo; in termini sociologici, fa pensare a un’alleanza tra persone più dedite allo studio del mon- do e persone più attive nella sua trasformazione.