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CINEMA
ROWAN ATKINSON

«Ci sono molte cose che mi imbarazzano»

Rowan Atkinson, 63 anni, è tornato sul grande schermo con “Johnny English colpisce ancora”, terzo capitolo della saga comica dell’agente segreto dell’MI7. Nella vita reale teme per la libertà di opinione e vorrebbe che il nuovo James Bond fosse una donna.

TESTO
FOTO
JULIAN WEBER / PARIS MATCH / CONTOUR BY GETTY IMAGES
06 novembre 2018

 Rowan Atkinson: "La bontà di un film di Bond non dipende dal sesso del suo protagonista".

La tendenza delle commedie è verso un umorismo sempre più rozzo. “Johnny English” non sembra andare in questa direzione…
È vero, ma non è stata una decisione da parte nostra. Il film rispecchia semplicemente il mio personale senso dello humor. E poi mi fa piacere che sia Johnny English sia Mr. Bean, anche se sono stati pensati per un target adulto, incontrino anche il gusto dei più piccoli. Ho tantissimi fan tra i 4 e i 14 anni.

Lei ha detto di non amare il personaggio cult di Mr. Bean e che preferirebbe non vederlo invecchiare. Vale anche per Johnny English?
Sì. Nel film c’è una scena dove English è seduto in un caffè assieme a un collega per sorvegliare il cattivo. Il collega gli racconta aneddoti della sua vita privata ma lui si dimostra del tutto disinteressato e pensa solo alle auto veloci e alle belle donne. La scena è comicissima e descrive molto bene il suo carattere. Solo dopo averla scritta mi sono reso conto di quanto Johnny English si comporti male. Ma il punto è che lui è proprio così! Per Mr. Bean è lo stesso: prima viene lui e poi tutti gli altri.

Qual è il tipo di scene che ama di più?
Le scene che mi piacciono di più sono quelle dove c’entra in qualche modo un’auto! Quelle che abbiamo girato in Costa Azzurra erano fantastiche. Ma nemmeno in un luogo così incantevole riesco a rilassarmi se so che sono davanti alla cinepresa. Lo stress che mi procuro a volte è davvero irritante. Non ho ricordi positivi sulle riprese dei miei film perché le vivo in uno stato di perenne agitazione!

Lei è considerato il prototipo e anche la caricatura del tipico inglese. Ma in lei ci sono davvero tratti caratteriali “british”?
Mah, è difficile dirlo... Ci sono parecchie cose che mi mettono facilmente in imbarazzo. Spesso finiscono per intimorirmi. Si dice per esempio che gli inglesi siano piuttosto introversi; ecco, quello è un tratto che ritrovo anche nel mio carattere.

A guardare come va il mondo oggi, sembra che stiamo scivolando in una nuova “guerra fredda”…
Come nei film di spionaggio, c’è persino gente che finisce avvelenata. Stanno accadendo tante cose che mi inquietano. Ma io non sono un politologo e non spetta a me esprimersi pubblicamente. Una delle cose alle quali ho sempre dato molta importanza è il diritto alla libertà d’opinione. E credo che questo diritto sia per ora minacciato da tutto quello che sta accadendo sui social media.

Esatto, proprio per questo è così importante e prezioso…
Ma molti arrivano addirittura a pensare che dovrebbe esserci una legge che impedisca di dire qualcosa che possa ferire l’altro. Questi atteggiamenti sono in un conflitto diretto che i social oggi contribuiscono a inasprire fino all’estremo. Ogni opinione è ingigantita e distorta e il rischio di rovinare una carriera e fare rapidamente a pezzi una buona reputazione è dietro l’angolo.

Ha detto che uno dei problemi tipici degli inglesi è la tendenza a sopravvalutarsi. Crede sia stato uno dei motivi che ha portato alla Brexit?
Lo vedremo! Non sappiamo ancora che cosa significherà esattamente la Brexit. Il dibattito cambia di mese in mese. Johnny English almeno una cosa in comune con la Brexit ce l’ha: le sue ambizioni sono più grandi delle sue capacità. Il grande dilemma degli inglesi! Anch’io sono curioso di sapere come finirà.

A proposito di futuro: chi dovrebbe essere per lei il prossimo James Bond?
Fosse per me potrebbe essere anche una donna! Oppure fare due film: James Bond e Jane Bond! A mio parere la bontà di un film di Bond non dipende dal sesso o dal colore della pelle del suo protagonista.