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INTERVISTA
MUSICA

«La musica si crea con il cuore»

Il rapper ticinese Mattak ci racconta la sua passione per la musica e per le metriche, i suoi valori e la sua fonte di ispirazione. Un artista felice che vuole essere single. 

TESTO
FOTO
SANDRO MAHLER
06 novembre 2018

Il rapper Mattak, all'anagrafe Mattia Falcone, ha 24 anni.

Il ritratto

Mattak

 Mattia Falcone

Mattia Falcone, in arte Mattak, 24 anni di Comano, diplomato postino e appassionato di freestyle, è uno dei rapper ticinesi più apprezzati. Ha esordito nel 2013 con il mixtape “Spanna-ti”. Nel 2014 vince il JoiTheCrew a Milano e nel 2016 forma i kobr akai, insieme a Mc Serpe, Caveman e eS production, pubblicando l’Ep “Ultimo viene il corvo”. I suoi punti di riferimento musicale sono Eminem, Mac Miller e XXX Tentacion. www.facebook.com/mattakpochespanne

Qual è per te l’importanza di far parte di questo mondo musicale?
Io faccio musica per me e per gli altri. È una valvola di sfogo e mi permette di raccontare di me stesso.

Come crei la tua musica?
Intanto, ho ansia nello scrivere, ma anche trovare un ritmo e la sicurezza, perché non ne ho e cerco di dare sempre di più in quanto sono insoddisfatto. È una lama a doppio taglio, perché ci sto male, vado in paranoia, e spesso non scrivo niente per mesi…

C’è stato un momento che hai pensato di mollare tutto?
Sì, più di una volta. Mi demoralizzo, perché non mi piaccio quando scrivo e penso che non sia la mia strada. Però poi continuo a scrivere testi.

Come fai, ti affidi a qualcuno o a te stesso?
Trovo le energie in me stesso pensando al percorso che ho fatto, a tutti i sacrifici. Poi penso alle persone che mi ascoltano e mi metto nei loro panni, nel senso che se il mio idolo smettesse di rappare per me sarebbe deprimente. Quindi, mi convinco che ho qualcosa da dare e allora proseguo. Il pensiero di smettere, di buttare via tutto quello che ho fatto è solo un capriccio, una paranoia che dura poco.

Per te e la tua carriera musicale sono più importanti i soldi o essere famoso, avere contatti internazionali?
Di sicuro, i soldi sono importanti anche se non la cosa più importante. Certo, chi ha i soldi e i contatti giusti ha spesso il potere.

Prima di diventare cantante e di diplomarti come postino avevi altri progetti?
Da piccolo volevo studiare i dinosauri (ride). No, in realtà non avevo altri progetti; ho fatto vari stage e non ho mai avuto idee chiare sulla professione più adatta per me.

Quali sono per te i valori più significativi?
L’educazione, il rispetto per gli altri, la famiglia e la musica.

Che cosa ti rende felice?
Nel privato mi piace stare con gli amici, divertirmi, ma credo che ciò che mi renderà veramente felice devo ancora scoprirlo. Nella musica una bella soddisfazione mi viene quando scrivo un testo che mi piace.

Dove trovi l’ispirazione per scrivere le tue canzoni?
Vivendo e guardando quello che mi circonda. Insomma, tutto ciò che scrivo fa parte della mia quotidianità.

Quali sono le canzoni preferite del tuo repertorio?
Depersonalizzazione e Finisterrae Jerry, i due brani che mi rappresentano di più.

Ti consideri il solito rapper o pensi di essere qualcosa di più?
Confesso di sentirmi qualcosa di più, perché al solito rapper non piacciono le metriche, mentre a me piacciono tanto e so di essere unico con il mio stile.

Che cosa significa allora per te la musica?
È tutta la mia vita, una cosa che non si può spiegare con la ragione. È un’energia che si crea solo se ci metti il cuore, altrimenti è solo rumore.

Stai già preprarando un nuovo brano?
Sì, un disco in collaborazione con amici. Entro dicembre si potranno ascoltare le mie nuove tracce.

Impegnato sentimentalmente oppure felicemente single?
Single a vita, perché voglio dedicarmi totalmente alla musica.

La redattrice

Debora Jehle

Apprendista di vendita (20 anni) presso Coop Resega, ama ballare il reaggeton e pratica la box.