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Le 236 facce dei mestieri

Dal 5 al 10 marzo, il Centro esposizioni a Lugano ospita la 13ª edizione di Espoprofessioni. Ne parliamo con Rita Beltrami, direttrice dell'Ufficio dell'orientamento scolastico e professionale del canton Ticino.

26 febbraio 2018

Rita Beltrami dirige da dieci anni lUfficio dellorientamento scolastico e professionale.


L'intervista

TESTO: ISABELLA VISETTI – FOTO: MELANIE TUERKIYLMAZ

Da bambina aveva un lavoro
dei sogni?
Mi dicevano tutti di fare la maestra, perché ero quella che nel gruppo disponeva e organizzava. Ho studiato da maestra, ma ho scoperto che insegnare non mi piaceva, mentre è vero che mi veniva naturale pianificare e dirigere. La mia fortuna è stata che alla fine della Magistrale i posti scarseggiavano e così ho potuto sviluppare le mie inclinazioni.

Alla fine cosa ha fatto da grande?
Io sono al sesto posto di lavoro. Ho assolto diverse formazioni, come assistente sociale e animatrice, poi come orientatrice, ho ripreso l'università e dieci anni fa ho assunto la carica di  direttrice dell'Ufficio dell'orientamen to scolastico e professionale del canton Ticino. Con il mio carattere, il posto per tutta la vita non era per me, e avere avuto l'opportunità di svolgere professioni diverse è stato importante anche dal punto di vista personale.

Il 5 marzo parte la 13ª Espoprofessioni, un evento che richiama sempre un foltissimo pubblico: qual è il segreto di questo successo?
Espoprofessioni è la fiera più visitata in Ticino ed è entrata nel DNA del nostro cantone: viene sempre richiesta e suscita grandi aspettative. Mi sorprende ogni volta scoprire che, al di là del pubblico di riferimento composto da giovani, scolaresche e studenti, vi sono anche molti altri visitatori, affascinati dai mestieri e dalle scuole che li insegnano. Durante la penultima edizione ho per esempio incrociato una signora sull'ottantina che, con il suo bastone, si aggirava fra gli stand. Le ho chiesto come mai era lì. Mi ha risposto che voleva vedere com'era cambiato il mondo del lavoro, quali erano le nuove professioni… 

Professioni che anche quest'anno sono molte, ben 236, presentate in modo molto pratico...
C'è tutto il mondo del lavoro e della formazione in vetrina, perché crediamo che i giovani per compiere una scelta 

Riproponete il salone della  formazione superiore: perché?
Da due edizioni, oltre allo spazio espositivo dedicato alle formazioni che si possono intraprendere dopo la scuola dell'obbligo, c'è un padiglione per tutte le formazioni del settore terziario, le scuole specializzate superiori, la scuola universitaria professionale e tutti i corsi di perfezionamento che si possono seguire dopo una formazione di base. In questo senso, Espoprofessioni non è più rivolto solo ai ragazzi di scuola media, ma a tutti quelli che vogliono specializzarsi o che sono interessati alla formazione continua. Riconfermata anche l'iniziativa 

“A tu per tu”: di cosa si tratta?
Sono veri colloqui di lavoro pensati per ragazzi di quarta media che stanno cercando un posto di apprendistato e che possono così entrare in contatto con le aziende. Un confronto tra candidato e potenziale datore di lavoro che dura un quarto d'ora e che può sfociare in un contratto di tirocinio, nell'offerta di un posto di stage o risultare utile per sviluppi futuri. In questo caso, Espoprofessioni è anche una piattaforma dove si incrociano domande e
richieste di lavoro.

Il suo ufficio si sta impegnando molto anche per contrastare
gli stereotipi di genere nelle scelte professionali...
Ormai si sa che sulle professioni ci sono molte rappresentazioni stereotipate, ci sono mestieri considerati maschili e altri femminili; ci sono immagini precostituite di lavori dove si potrà fare carriera o guadagnare di più. Su questi cliché culturali e sociali stiamo lavorando molto, soprattutto per scardinare quelli di genere, penalizzanti per le ragazze che si trovano a scegliere fra meno professioni. È una sensibilizzazione e una preparazione che dovrebbe già iniziare alla scuola elementare: qui non si tratta di “orientare” il giovane verso una formazione o un'altra, ma di abituare i ragazzini e le ragazzine a vedere le professioni senza filtri o paraocchi.

E invece, l'idea del lavoro dei sogni come la si addomestica?
Con un percorso di orientamento, dove da una parte c'è il giovane e dall'altra il mondo esterno. Fra queste due parti c'è una dinamica di comunicazione e mediazione: cosa sono io, quali sono i miei talenti e le mie aspirazioni e qual è l'offerta e le possibilità che posso sfruttare. Si tratta di capire che volere non è automaticamente potere, una presa di coscienza che fa parte del diventare grandi. Non è sempre un cammino facile per un allievo o un'allieva di seconda o terza media. Per questo c'è l'aiuto in classe dei
docenti, che trattano il tema dell'educazione alle scelte. E poi c'è la consulenza individuale dell'orientatore.

Quale aiuto fornisce un orientatore? Quali sono le sue doti?
Deve avere buone capacità di ascolto e di mediazione, deve saper dare al ragazzo gli input giusti. L'orientatore lo accompagna, ma il percorso lo decide il ragazzo. È importante che non gli dica “tu puoi fare..., tu devi fare..., tu non devi fare...”, ma lo metta in condizione di
arrivarci da solo. È un processo che richiede tempo ed esperienze concrete. Per esempio, sono importanti gli stage che aiutano il giovane a schiarirsi le idee e lo mettono di fronte alla realtà delle cose. La maggiore consapevolezza così acquisita gli permette una scelta autonoma, fatta con convinzione e di cui si assume la responsabilità.

In questa dinamica, come interviene la famiglia?
È, ovviamente, una componente fondamentale. Nella consulenza dell'orientatore sono coinvolte le famiglie e per loro organizziamo periodicamente, nelle scuole medie, serate informative. Spesso i genitori si preoccupano per il futuro dei figli dopo la scuola media, dimenticandosi che possono aiutarli in tanti
piccoli modi prima di questo passaggio. Per esempio, possono parlare ai figli della loro professione oppure si possono analizzare insieme i mestieri presenti nella rete famigliare e amicale, che è un modo semplice per toccare realtà diverse. Poi i genitori dovrebbero capire che oggi si può “andare a studiare” senza fare per forza il liceo; in questo la nostra mentalità latina è un freno: a Espoprofessioni proponiamo diverse testimonianze di carriere incredibili costruite scegliendo la strada professionale e rese possibili grazie alle caratteristiche del sistema formativo svizzero. Le grandi potenzialità di questo sistema andrebbero meglio conosciute e sfruttate. Espoprofessioni offre proprio l'opportunità di farlo.

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Espoprofessioni si tiene dal 5 al 10 marzo al Centro esposizioni a Lugano. Presenta 236 mestieri e percorsi formativi. Organizzata fra gli altri dall'Ufficio dell'orientamento scolastico e professionale (UOSP),questa fiera biennale aiuta i giovani a esplorare il mondo del lavoro e della formazione. E fa scoprire l'attività dell'UOSP, le sue consulenze e le campagne di collocamento per i posti di tirocinio.

www.ti.ch/espoprofessioni
www.ti.ch/uosp