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«Sì, l'auto ha un futuro»

A colloquio con Peter Goetschi, presidente del Touring club svizzero, sul Salone dell'auto di Ginevra, sul futuro dell'automobile – dai veicoli elettrici a quelli automatici – e su quali misure adottare per ridurre il traffico e le code sulle nostre (auto)strade.

05 marzo 2018

L'intervista

TESTO: GEHRARD LOB – FOTO: PETER MOSIMAN

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L'8 marzo apre il Salone dell'auto di Ginevra. Lo visiterà?
Intanto, il Touring club svizzero è presente al salone con una propria bancarella e molti visitatori sono nostri affiliati. In ogni caso, è un evento che mi interessa e incuriosisce. Mi affascinano moltissimo i nuovi modelli d'auto. Suscitano in me forti emozioni.

Oltre alle emozioni, però, provocano anche le emissioni… I produttori d'auto sono sotto pressione. Si pensi solo al “Dieselgate”. Queste esposizioni hanno ancora senso?
Ciò che è successo con il Dieselgate è
riprovevole, ma non vanno dimenticati i risultati positivi raggiunti dal settore automobilistico negli ultimi decenni. Il consumo di carburante e le emissioni di gas nocivi sono diminuiti, la sicurezza dei veicoli migliorata. Il motore a combustione è meglio di ciò che si tende a far credere.

Oggi si parla di veicoli poco inquinanti, ma il mercato delle auto elettriche e dei modelli ibridi in Svizzera non raggiunge il 2%. Come mai?
Perché i motori a combustione sono migliorati e le loro emissioni diminuite considerevolmente negli ultimi anni. Tuttavia, visto che il petrolio è una risorsa destinata ad esaurirsi, è importante sviluppare delle alternative. L'auto elettrica è una buona alternativa ma è poco venduta, perché continuano a sussistere problemi sull'autonomia di percorrenza e sui prezzi elevati d'acquisto.

Nei paesi scandinavi si sta pensando al divieto di circolazione dei veicoli con motori a combustione. Qual è la sua opinione?
Penso sia una scelta sbagliata e che sia necessario differenziare. A dipendenza della situazione può essere più adatto un tipo d'auto piuttosto che un altro. Nel traffico cittadino le auto elettriche e quelle ibride sono un buon mezzo di trasporto, anche se a mio avviso la presenza di due motori in un veicolo non è ideale.


In Svizzera, entro il 2021, i nuovi veicoli dovranno avere un'emissione massima di 95 grammi di CO2. Per tale obiettivo si dovrà aumentare la pressione sui produttori?
I produttori si stanno già muovendo, non è necessaria un'ulteriore pressione. Vi saranno sicuramente progressi nei prossimi anni. Per le auto elettriche sono previsti miglioramenti anche per le batterie, così da aumentare l'autonomia di percorrenza.

Recenti sondaggi hanno evidenziato che i giovani sono meno interessati ad avere un'auto. Un mito in declino?
No. La società si sviluppa, il mondo cambia. Quando avevo 20 anni la mia Golf d'occasione significava libertà. Oggi i giovani con pochi soldi possono volare ovunque. I risultati di questi sondaggi vanno relativizzati. Nelle regioni peri
feriche i giovani desiderano ancora avere un'auto. L'auto è importante e tale rimarrà.

L'Ufficio federale delle strade ha calcolato che nel 2016 gli automobilisti svizzeri hanno trascorso 24mila ore in coda. Cosa si può fare per cambiare questa situazione?
Nessuno trascorre volentieri il suo tempo in coda, ma c'è un grande bisogno di mobilità. Per poter venire incontro
a questa esigenza sono necessarie infrastrutture adeguate. La popolazione aumenta, la mobilità aumenta; è una ricchezza e una conquista della nostra società.

La Confederazione realizzerà un ampliamento della rete autostrade. Le esperienze fatte, però, hanno evidenziato che dopo pochi anni anche le strade ampliate sono intasate. Cosa fare per interrompere questo circolo vizioso?
Non sono le strade a creare il traffico bensì la mobilità. In Svizzera la superficie a disposizione è relativamente poca e non è quindi possibile continuare ad ampliare la rete stradale. È necessario adeguare la rete nazionale realizzata negli anni Sessanta alla situazione demografica attuale. Il popolo svizzero ha votato a favore di questo adeguamento, accogliendo il Fondo per le strade nazionali e il traffico d'agglomerato (FOSTRA), come aveva già fatto prima con il trasporto pubblico (FAIF).

Alcune tratte autostradali, cronicamente congestionate, non possono essere ampliate per mancanza
di spazio. Come risolvere allora il problema delle code?
Dobbiamo riflettere su misure di gestione del traffico che potrebbero permettere un miglioramento del flusso di veicoli, come la possibilità di sorpassare a destra o di utilizzare la corsia d'emergenza in caso di forte traffico. Pensa che il “Carsharing” possa contribuire a ridurre il traffico? Non cambierà molto il problema delle code. Un reale miglioramento del traffico si otterrebbe se riuscissimo ad
aumentare il numero di occupanti per auto. Oggi la media è di 1,2 persone. Come TCS collaboriamo per trovare soluzioni in quest'ambito.

Negli Stati Uniti esistono corsie preferenziali per i veicoli occupati da più persone. Potrebbe essere una soluzione anche in Svizzera?
In Svizzera non è immaginabile, ma si possono immaginare degli incentivi per favorire un miglior utilizzo dell'auto. Si potrebbero offrire tariffe ridotte nei parcheggi alle auto con più passeggeri.

Per evitare il collasso del traffico, una modalità già in vigore a Milano e a Londra è far pagare l'entrata delle auto nel centro città. Una soluzione anche per le città svizzere?
No, la regolamentazione del traffico non dovrebbe basarsi su proibizioni, che colpirebbero de facto alcune fasce salariali. I conducenti meno abbienti non si possono più permettere di entrare in città. A Londra in centro circolano solo auto costose. Si tratta di una società a due classi che non posso condividere.

Offrire trasporti pubblici gratuiti può diminuire il traffico?
Non mi sembra una buona soluzione, perché alla fine qualcuno deve pagare. Sono convinto che ci sarà uno sviluppo multimodale della mobilità, cioè per effettuare un tragitto useremo vari mezzi: auto, treno, bicicletta a noleggio… Le nuove tecnologie, in particolare le “Apps”, ci aiuteranno a raggiungere le nostre destinazioni nel modo migliore.

Si parla molto di veicoli senza
conducenti. Che cosa ne pensa?
Il veicolo automatico all'interno del quale i passeggeri potranno sorseggiare un bicchiere di vino senza nessuno alla guida non è per l'immediato futuro. Ci vorrà ancora parecchio tempo. Attualmente vi sono ancora molti punti da chiarire su questioni di responsabilità
e di sicurezza.

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L'avvocato Peter Goetschi è dal 2012 presidente del Touring Club Svizzero (1,5 milioni di affiliati), coordina 24 sezioni, rappresenta l'organismo nella politica del traffico e nei contatti con i partner internazionali. L'88ª edizione del Salone internazionale dell'auto di Ginevra si tiene dall'8 al 18 marzo. Sono presenti 180 espositori. In anteprima, 110 nuovi modelli europei e mondiali.

www.saloneautoginevra.com
www.tcs.ch/it