X

Argomenti popolari

INTERVISTA
AGNèS PIERRET

«Siamo un polo culturale»

Il 15 settembre il centro culturale LaFilanda di Mendrisio, sostenuto da Coop cultura, festeggia il suo primo anno. Un bilancio con la responsabile Agnès Pierret.

TESTO
FOTO
SANDRO MAHLER
09 settembre 2019

Agnès Pierret: «Da gennaio a maggio abiamo avuto circa 13mila visite al mese».

Quello che all’inizio sembrava solo un esperimento per ridare vita a un edificio in disuso e alla Biblioteca cantonale di Mendrisio, si è dimostrato una formidabile esperienza sociale e culturale. Un successo di pubblico con oltre diecimila visite al mese. Domenica prossima 15 settembre LaFilanda festeggia il suo primo anno di attività. Un bilancio con la responsabile Agnès Pierret.

Come valuta il traguardo raggiunto?

Siamo molto felici. LaFilanda in un anno è riuscita a posizionarsi bene in diversi campi. Abbiamo un’impronta molto comunitaria e siamo allo stesso tempo un polo culturale. Non solo per Mendrisio ma per tutta la regione. I dati confermano inoltre che siamo una sorta di piazza intergenerazionale. Sicuramente questi risultati sono incoraggianti. Si sente dire in continuazione che le biblioteche non sono più necessarie e che nessuno legge più. Invece non è così, continuiamo a ricevere nuove iscrizioni. Da gennaio a maggio abbiamo avuto circa tredicimila visite al mese, mentre nei mesi di luglio e agosto siamo scesi a diecimila. L’affluenza c’è. Senza nessuna ambizione, stiamo diventando anche un polo formativo, nel senso di apprendimento e di sviluppo personale.

Era qualcosa che mancava nella regione?

Nei mesi precedenti alla nostra apertura tutti ci ripetevano che la nostra era una bellissima idea, ma che in Ticino non avrebbe mai avuto successo. Adesso possiamo dire che mancava proprio un luogo come LaFilanda. Le nostre ricette hanno funzionato.

Quali sono state le chiavi di questo successo?

A far la differenza è stato sicuramente l’orario d’apertura e lo spirito d’accoglienza. Per noi è importante che a LaFilanda ognuno possa sentirsi a proprio agio. Per questo motivo quasi tutte le nostre attività, oltre ad essere gratuite, non necessitano di iscrizioni. Chiunque può partecipare in qualsiasi momento. Per imparare a fare il feltro o la maglia, giocare a burraco, praticare una lingua, ascoltare una conferenza, seguire un gruppo di scrittura. Siamo aperti 84 ore settimanali: da lunedì a domenica, dalle ore 9 alle ore 21.

Al centro della filosofia de LaFilanda c’è l’aspetto umano…

LaFilanda non è un luogo di passaggio come può esserlo un museo. È invece un luogo di ritorno; raramente qualcuno ci viene una volta sola. In questo modo si crea un legame con gli utenti. È una bella sfida riuscire ad accogliere persone con interessi diversi e farle convivere in buona armonia in un edificio in cui non ci sono né porte né stanze separate. LaFilanda è un luogo vivo, dedicato all’incontro, allo scambio. Per me il successo è ancora un mistero. Ufficialmente la gente viene per la biblioteca, ma sappiamo che ci sono tante persone che vengono regolarmente e non hanno mai letto un libro.

Altro elemento essenziale di questo successo sono i “Filanderi”. Ci racconta quest’esperienza?

LaFilanda vive grazie a tante persone motivate che mettono a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità a titolo volontario. Sono i “Filanderi” che accolgono, collaborano in tante mansioni, aiutano e propongono gli intrattenimenti. Si chiamano così per ricordare le origini dello stabile e in onore alle numerose filandaie (la “filandèra” nel nostro dialetto) che ci lavoravano. Ne abbiamo 82, di tutte le età, dal liceale al pensionato. Sono persone dalle risorse incredibili. Quasi tutte le attività che abbiamo lanciato sono frutto della loro creatività. Quindi proposte che provengono dal territorio, da chi ne conosce le esigenze.

Come lei diceva prima, i dati della Biblioteca cantonale dimostrano che non è vero che la gente non legge più.

Forse c’è stato un cambiamento del tipo di lettori. La Biblioteca cantonale ha rinforzato certi poli che non erano presenti nel catalogo tradizionale di Mendrisio, specializzata nelle scienze. Fino al 2018, non aveva libri per bambini. Oggi si sta sviluppando come una biblioteca di pubblica lettura. Un esempio: l’emeroteca de LaFilanda si è arricchita di diversi titoli che parlano di animali, di cucina, di giardinaggio.

La Filanda ricorda il modello delle biblioteche moderne…

Il nostro è un progetto scaturito da vari viaggi. Uno dei nostri primi modelli è stata la Kantonsbibliothek Baselland a Liestal, una biblioteca di pubblica lettu- ra. Poi quella di Aarau, di Delft e Amsterdam in Olanda, di Münster in Germania. Abbiamo preso qualcosa di ciascun luogo e provato ad adattarlo alle nostre esigenze. Siamo la prima biblioteca in Ticino che utilizza un sistema di auto-prestito RFID con postazioni self service per gli utenti. All’inizio alcuni erano scettici pensando che gli utenti tradizionali avrebbero fatto fatica. Invece hanno apprezzato il sistema, semplice, veloce e con la garanzia di una certa riservatezza.

Quali sfide per il futuro?

Vogliamo organizzare attività diverse, per esempio legate al mondo digitale. Abbiamo già provato con delle sessioni informative sull’uso dell’e-banking o dei tablet. Abbiamo anche il sostegno del DECS, che riconosce come innovativo il nostro approccio alle competenze di base per gli adulti. Speriamo, per il futuro, di sistemare il secondo piano de LaFilanda e ricavare nuovi spazi. 

www.lafilanda.ch


Il ritratto

Nata ad Anversa (Belgio) nel 1962, Agnès Pierret ha lavorato nel ciclismo professionistico (è stata direttrice amministrativa del Tour de France), ma anche nel mondo dei media, a Ginevra e negli Usa. Arrivata in Ticino nel 2004, è stata direttrice dei Mondiali di ciclismo di Mendrisio 2009. Dal 2010 è responsabile dell’Ufficio sviluppo economico della Città di Mendrisio e, dal 2016, responsabile de LaFilanda. Il programma dei festeggiamenti de LaFilanda del 15 settembre su: