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MUSICA
NOVITÀ DISCOGRAFICA

Cremonini, il “best of”

È uscito “Cremonini 2C2C The Best Of”, cofanetto antologico per i 20 anni di carriera dell’artista italiano. Nel nostro incontro ci parla della sua ascesa nel mondo del pop, dagli esordi da teenager con i Lùnapop alla maturità di oggi. E nel 2020 è in arrivo il tour negli stadi.

FOTO
Francesco Carrozzini/mad
16 dicembre 2019

Cesare Cremonini (Bologna, 1980) è cantautore, attore e scrittore.

Vinci il cd

Cremonini 2C2C The Best Of

Cooperazione mette in palio 5 cd Cremonini 2C2C The Best Of. Condizioni di ­partecipazione:vedi impressum. Termine d’invio: 20 dicembre 2019 alle 16.

Ulteriori informazioni qui: https://www.cooperazione.ch/concorsi-e-passatempi/2019/vinci-il-cd-246721/

Vent’anni di carriera. Cesare Cremonini li festeggia con una corposa antologia, Cremonini 2C2C The Best Of (Universal), che raccoglie singoli di successo, rarità, brani strumentali, versioni pianoforte e voce e, soprattutto, sei inediti. Ne esce un ritratto a 360° dell’artista italiano, dall’esordio da teenager coi Lùnapop di 50 Special e Un giorno migliore fino alle mature prove d’autore di Poetica e Nessuno vuole essere Robin. Incensato dalla critica e amato da un pubblico multi-generazionale, Cremonini guarda al futuro e punta in alto. E per l’anno prossimo prepara un tour negli stadi: la data più vicina per i fan ticinesi è il 27 giugno a San Siro, Milano.

Cesare, ha fatto le cose in grande. Non il solito best, ma un progetto più ambizioso.

Ho cercato di mettere insieme tutto il mio repertorio, con le varie sfaccettature. Sono passati due decenni di grande cambiamento, in cui ho lavorato sempre in prospettiva: questa è la storia della mia vita. E mi sembra una bella storia da raccontare.

Fra poco compirà 40 anni: tempo di bilanci?

Di certo è un momento importante. Sono cresciuto come uomo e come artista, ma sono rimasto fedele alla mia idea di partenza, in casa ho ancora il pianoforte con cui, da ragazzino, ho scritto 50 Special, il mio primo successo. È come se avessi la fede al dito con la musica. E mi sento addosso l’energia dei 20 anni, forse perché non ho avuto tutto subito, ma me lo sono conquistato nel tempo.

Per l’occasione ha scritto anche sei inediti.

Non sono dei riempitivi, per me è stato come lavorare a un nuovo album. In questi pezzi il focus è su di me, mi sono raccontato in maniera molto intima. C’è tanta autobiografia, quindi. In Al telefono racconto la sofferenza dopo la fine di una storia, mentre Giovane stupida parla del mio nuovo amore con una ragazza più giovane, è un ironico scontro generazionale. In quest’epoca così confusa, credo che l’amore sia un buon modo per decifrare la realtà: è lo specchio dei nostri tempi, è lì che capiamo cosa valiamo e facciamo i conti con la vita.

Lei è molto amato dalla critica: sente il peso di dover alzare sempre l’asticella?

Io sono cresciuto in un periodo di mez- zo, fra i grandi cantautori e le nuove leve anni 2000. Mi piacciono la modernità e i suoni elettronici, ma rimango lega- to a certa musica del passato. Non m’interessano i brani veloci di oggi, che devono arrivare subito, preferisco toccare la sensibilità della gente e scrivere canzoni da ascoltare fino alla fine. Perciò vado avanti per la mia strada, con coerenza e senza compromessi: non avrebbe senso per me competere su Spotify con chi ha la metà, o anche meno, dei miei anni.

Cosa c’è nel suo futuro?

In questo momento non vedo più la riva da dove sono partito, finalmente mi sono perso nella vita. Ed è il momento ideale per scrivere nuove canzoni. Mi sento pronto per la seconda parte della mia carriera, senza punti di riferimento e con un futuro da costruire. L’ambizione resta quella di scrivere una pagina di musica italiana, ma le cose stanno cambiando molto velocemente e c’è sempre tanto da imparare. Però vedo di fronte a me un’enorme quantità di gente che ha voglia di ascoltare. E sono fiducioso.

L’anno prossimo si esibirà negli stadi italiani...

Al di là dello streaming e delle visualizzazioni su internet, il live oggi è il vero appuntamento: farò i miei successi e gli inediti, porterò sul palco i tanti stili musicali che ho affrontato. C’è l’ambizione di far conoscere il progetto e, perché no, far crescere il gusto critico del pubblico. Dare alla gente divertimento, ma anche spunti di riflessione.