X

Argomenti popolari

INTERVISTA
AIXA ANDREETTA

«Il Grigionitaliano è discriminato»

Aixa Andreetta, la nuova segretaria generale della Pro Grigioni italiano (Pgi), fa il punto sulla situazione difficile nei rapporti tra la minoranza italofona e Coira. E indica gli obiettivi e le iniziative per difendere la lingua nel Cantone. 

FOTO
MELANIE TÜRKYILMAZ
01 luglio 2019

L'archeologa Aixa Andreetta sarà dal primo settembre segretaria generale della Pro Grigioni italiano.

Lei è cresciuta in Mesolcina e ha studiato al liceo di Bellinzona. Qual è il suo rapporto con il Ticino?

Non dipende tanto dai miei quattro anni di liceo, perché poi ho studiato anche a Berna e a Neuchâtel. In realtà, il Moesano è una sorta di “terra di mezzo”, politicamente grigionese ed economicamente dipendente dal Ticino. Ma non esiterei un secondo a definirmi grigionese. Una specificità che ci viene riconosciuta anche dai ticinesi e che spesso dobbiamo far valere anche oltre San Bernardino.

Eppure non manca la “provocazione” sul Moesano che dovrebbe aggregarsi al cantone Ticino…

Appunto, è una “provocazione”, che non trova consensi nel Moesano. Anche se la vicinanza al Ticino porta alla nostra regione grossi vantaggi, dagli sbocchi lavorativi all’accesso agli ospedali, all’offerta culturale. “Provocazione” a parte, il ruolo del Moesano è quello di cerniera, per rafforzare la Svizzera italiana. Che non è, come spesso si equivoca a Berna, sinonimo di Ticino.

Due anni fa sulle pagine dei “Qgi” (1/17), è stato proposto di sciogliere la Pgi e la Pro Ticino per istituire una Pro Svizzera italiana. Qual è la sua opinione?

Non credo abbia senso fondare una nuova istituzione. Ci sono già oggi a livello nazionale vari enti che promuovono la cultura e la lingua italiana: dal Forum per l’italiano in Svizzera alla Dante. La Pgi deve continuare ad esistere perché il Grigionitaliano è una minoranza discriminata dal proprio cantone a livello di amministrazione, scuola, informazione, che i ticinesi non vivono.

«Coira fa fatica a rispettare il plurilinguismo».

Aixa Andreetta

Da settembre prossimo prenderà il timone della Pgi come segretaria generale. Quali sono i suoi obiettivi, le sfide che ha in agenda?

Sono quelle emerse da un recente rapporto sull’italiano, e sul rumantsc gritschun, del Centro per la democrazia di Aarau. In particolare, la ricerca parla apertamente di discriminazione dell’italiano nelle scuole del cantone Grigioni, dove le lezioni diminuiscono o sono cancellate, e della carenza di materiali didattici rispetto al tedesco. Coira fa fatica a rispettare il plurilinguismo all’interno del cantone. E la Pgi ha il compito di far pressione sull’amministrazione retica, farle prendere coscienza dei problemi e dare voce alle regioni italofone del Cantone. La nostra funzione è anche quella di alimentare la coesione culturale e si riflette sotto forma di monitoraggio linguistico. Per esempio, nella regione della Maloja c’è un comune italofono, ma a farla da padrone è il tedesco.

Quali sono le iniziative della Pgi per tenere insieme i 14mila italofoni sparsi nel Moesano, nella Bregaglia e Valposchiavo?

La Pgi si articola con gli uffici nelle singole regioni, oltre che nella capitale, dove si coltivano i contatti diretti con il territorio con un proprio operatore culturale. Nel corso degli anni si è sganciata dall’idea elitaria, creando progetti locali. Per esempio, nel Moesano organizziamo la rassegna biennale “CineMo”, promuovendo registi, attori e scrittori grigionitaliani; in Bregaglia c’è il festival della scrittura e in Valposchiavo sono da notare i laboratori teatrali e di scrittura.

Lo scorso anno la Pgi ha celebrato un secolo di vita, vincendo alcune battaglie sulla difesa della lingua italiana nel Grigione…

Il 2018, anno del Centenario, è stato importante innanzitutto perché abbiamo realizzato nuovi progetti sovraregionali. Per esempio, abbiamo pubblicato un’antologia, accompagnata da una mostra d’arte itinerante, una guida storico-artistica sul Grigionitaliano per ragazzi e manifestazioni con vari artisti. E poi ci siamo fatti sentire “politicamente” contro l’iniziativa cantonale “Per una sola lingua straniera”, che voleva privilegiare l’inglese a scuola a scapito dell’italiano. Infine, ci siamo opposti a “No Billag” perché la RSI è lo strumento informativo più capillare, grazie al quale il Grigionitaliano può avere visibilità. La situazione dei media, infatti, è ancora delicata, nonostante abbiamo ottenuto, nel 2017, un corrispondente italofono alla Keystone-Ats a Coira.

Aixa Andreetta: «La Pgi ha due anime, una locale e l'altra nazionale».

Sulla discriminazione dell’italiano nel canton Grigioni, il rapporto del Centro per la democrazia di Aarau chiede all’amministrazione retica delle misure per rispondere all’assenza di personale italofono nei quadri. Chi è il vostro interlocutore istituzionale a Coira?

È il Dipartimento dell’educazione, della cultura e protezione dell’ambiente, ma spesso dobbiamo parlare tedesco per farci ascoltare! In questo modo ci sentiamo meno considerati e non è accettabile che la popolazione grigionitaliana riceva risposta in tedesco quando telefona alla polizia per un caso urgente o contatta l’ospedale a Coira. Molti giovani delle nostre valli che hanno studiato e vorrebbero uno sbocco professionale nell’amministrazione cantonale sono di fatto discriminati, perché si privilegia il candidato di madre lingua tedesca. Pensiamo che questo studio del Centro per la democrazia metterà Coira di fronte alle proprie responsabilità e speriamo si possa agire, insieme, per migliorare la situazione.

La Pgi ha contatti con il consigliere federale Ignazio Cassis?

Sì, l’onorevole Cassis è stato anche ospite d’onore alla nostra ultima assemblea dei delegati nel 2018, congiuntamente al comitato del Forum per l’italiano in Svizzera, alla Consigliera nazionale Silva Semadeni e alla deputazione dei granconsiglieri grigionesi. Siamo un’associazione apartitica, ma facciamo sentire la nostra voce nei gremi nazionali per promuovere e difendere la nostra lingua.

A proposito, che rapporti avete con altre associazioni culturali italofone?

La Pgi ha due anime, quella locale, che difende l’italiano all’interno del canton Grigioni, e quella nazionale, rispetto al resto della Svizzera. E in questo ultimo ambito cerchiamo di dare il nostro contributo, collaborando con tutte le organizzazioni che operano fuori dal nostro territorio. Per esempio, con l’Osservatorio linguistico della Svizzera italiana, con il programma +Italiano dell’USI e con le sezioni fuori valle, che vorremmo riattivare con nuova linfa.


Il ritratto

Cresciuta in Mesolcina, Aixa Andreetta ha conseguito la maturità al liceo di Bellinzo- na, poi si è laureata in archeologia all’Università di Neuchâtel e ha ottenuto il dottorato di ricerca in archeoantropologia all’Università di Berna. Attualmente sta ultimando un master in Management culturale alla Supsi di Lugano. All’interno della Pro Grigioni italiana è stata presidente della sezione Moesano nel 2010-14. Dal primo settembre prossimo entra in carica come segretaria generale della Pgi.

www.pgi.ch