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MUSICA
ITALIANA

Mannoia, un album “Personale”

Nuovo disco per la cantante italiana. Un lavoro “personale” dai forti risvolti sociali e con autori come Barbarossa e Fossati. Nel libretto interno le foto scattate da Fiorella nei suoi viaggi per il mondo. Da maggio il tour.

FOTO
FRANCESCO SCIPIONI / MAD
01 aprile 2019

Fiorella Mannoia (Roma, 1954) ha pubblicato 39 album, di cui 19 in studio.

Vinci il cd

Mettiamo in palio 5 cd “Personale” di Fiorella Mannoia. Ulteriori informazioni qui: https://www.cooperazione.ch/concorsi-e-passatempi/2019/vinci-un-cd-200889/

È una delle più intense cantanti italiane. E anche una donna volitiva e attenta alle cose del mondo. Fiorella Mannoia torna con un nuovo cd, Personale (Sony), che mescola ballate d’autore e testi importanti. A maggio il tour: per i fan ticinesi, da non perdere la data del 14 agli Arcimboldi di Milano (replica il 3 ottobre).

Mannoia, perché questo titolo: “Personale”?

C’è un doppio significato: racconto la mia personale visione del mondo attraverso le canzoni, ma anche con le mie fotografie. Una passione nata da meno di due anni e coltivata su Instagram. All’inizio ero titubante a mettere quelle immagini nel libretto del disco, mi sembrava di osare troppo. Ma dal mio team hanno insistito e, forse, avevano ragione loro. In futuro penso a una mostra con finalità benefiche.

Ma qual è la sua personale visione del mondo?

Oggi ci sono troppo odio e mancanza di empatia, credo si debba ribilanciare tutto e combattere questo clima, a partire dal linguaggio. Perché le parole sono come armi e non bisogna stuzzicare la pancia della gente che vive i problemi sulla propria pelle. Perciò ho voluto realizzare un disco d’amore nel senso più ampio, quello per il prossimo. C’è un verso di una canzone, L’amore al potere, scritta da Luca Barbarossa, che riassume bene il concetto: “Con le carezze facciamo opposizione”.

Anche il singolo “Il peso del coraggio” va in questa direzione…

Sì, e sono felice che il pezzo stia andando così bene. È nato dopo una lunga telefonata con Amara, che l’ha composto con Marialuisa De Prisco. Me l’ha mandato ed è stato come un pugno nello stomaco, perché ha descritto esattamente ciò che sentivo, come del resto hanno fatto anche gli altri autori dell’album. È una canzone necessaria. Dice che ognuno di noi deve fare la sua parte per rimettere in circolo l’amore. Qualcuno m’accuserà d’essere buonista, una parola orribile, ma vabbè, lasciamoli parlare...

Ci sono anche tante donne. Ivano Fossati ritrae una particolare versione della mitologica “Penelope”, mentre “Carillon” racconta una storia di violenza domestica.

Ivano non è mai mancato nei miei dischi. Stavolta mi ha dato un brano un po’ in stile Panama, una specie di ritorno al futuro, con un bellissimo solo di fisarmonica e la figura di una donna che aspetta con pazienza e caparbietà. Molto poetica. Carillon è più rabbiosa: me la prendo con le donne che non se ne vanno, ma si ostinano a rimanere vicini agli uomini violenti. Li vedono deboli e il loro istinto materno le spinge a restare: un errore gravissimo. Del resto oggi noi donne subiamo attacchi continui. Non pensavo che nel terzo millennio dovessimo ancora difendere i nostri diritti, sembra d’essere tornati al Medioevo. Ma non dobbiamo sottometterci.

È molto combattiva e con tanta voglia di esporsi. Come ha fatto, tempo fa, sostenendo il Movimento 5 Stelle: lo rifarebbe?

Non ce la faccio a tenere la bocca chiusa, perché prima che una cantante sono una cittadina. Quindi mi espongo. Poi si può sbagliare. Ma non c’è pentimento nella speranza. Oggi non sono contenta, anzi arrabbiata per come vanno le cose. Ma, al tempo stesso, sento dei focolai di ribellione, forse qualcosa si sta muovendo, si sta risvegliando un certo senso civico. Ho fiducia nei giovani e nella loro voglia di cambiare: non sono quei fannulloni disimpegnati come vengono dipinti.

A maggio partirà in tour: che concerto sarà?

Sto pensando alla scaletta ed è il solito dilemma. Io farei tutto il nuovo disco, ma è giusto anche dare spazio ai vecchi successi e ogni volta tocca convivere con dolorose esclusioni. Di sicuro sarà un live meno elettronico, seguendo la direzione dell’album. E ci sarà tanta musica suonata: la mia band si divertirà molto, spero anche il pubblico.