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INTERVISTA
XENIA TCHOUMI

Professione: influencer

Con i loro post e le loro foto “influenzano” il popolo del web. Il fenomeno sotto la lente della ticinese Xenia Tchoumi, che conta 7,5 milioni di follower e collaborazioni con brand internazionali.

FOTO
MAD
14 gennaio 2019

Xenia Tchoumi, influencer e public speaker, è cresciuta a Lugano e vive a Londra.

La numero uno al mondo è la makeup artist americana Huda Kattan, con oltre 25 milioni di follower su Instaram. Un suo semplice post si traduce in migliaia di dollari. E che dire dell’italiana Chiara Ferragni, capace di monetizzare ogni sua azione quotidiana? Professione di entrambe: influencer, il mestiere del momento. Tra chi ha sfondato nel digital marketing, c’è anche la svizzera Xenia Tchoumi, cresciuta a Lugano. Tra Facebook e Instagram, conta oltre 7,5 milioni di follower. «Accumulati in quasi quattro anni di duro lavoro».

Duro lavoro? Il vostro sembra una specie di gioco…
Il pubblico vede solo il prodotto finale, la foto che postiamo. Dietro a ogni mio scatto c’è un progetto. Nulla viene lasciato al caso. Nei giorni più stressanti, se c’è uno shooting che coinvolge più persone, e se c’è di mezzo un viaggio, arrivo anche a lavorare 18 ore di fila.

Come funziona il suo lavoro, di “influenzare” il popolo del web?
I grandi marchi mi contattano, mi chiedono di fare da testimonial per le loro campagne con “storie” da pubblicare sui social. Valuto e seleziono ogni proposta. Sono io il capo di me stessa.

Cosa serve per essere un buon influencer?
Bisogna costantemente aggiornarsi. Il social che tira oggi potrebbe essere sostituito, un giorno, da un altro. Occorre avere lo sguardo rivolto al futuro. Quali piattaforme saranno popolari in futuro? Dove si dirige il mercato? Ogni giorno devo ideare i miei prossimi passi. È un mestiere in cui basta un post sbagliato per buttare all’aria anni di lavoro.

Quali sono le sue armi vincenti?
Sono molto svizzera: precisa, puntuale, ordinata. I responsabili dei brand con cui lavoro mi elogiano sempre per questo. E poi ho una grande creatività.

In Spagna è nata la prima laurea per influencer. Casi analoghi anche in altre università. Non è esagerato?
No, è normale. Io stessa, in questi anni, sono stata chiamata dalle università per parlare del mio lavoro agli studenti di comunicazione o di marketing.

In Ticino la vedono ancora in molti come la modella che è arrivata seconda a Miss Svizzera nel 2006…
Sono una donna che ha sempre lavorato, anche durante gli studi. Ho fatto di tutto per crescere come persona. La sostanza c’è sempre stata, solo che tanta gente ha voluto limitarsi all’estetica.

Accanto alla figura dell’influencer è nata anche quella dell’hater (“colui che odia”). Che rapporto ha con i suoi hater?
So che quello che dicono è un riflesso dei loro problemi. Cerco di farmi scivolare le loro offese addosso. Per essere felice mi basta una persona che mi scrive dicendomi di avere preso spunto da me per lanciare un business, per impegnarsi nello studio, o solo per sentirsi più sicura di sé.

Ogni volta che un sito ticinese pubblica una notizia su di lei, sui blog i “leoni da tastiera” la offendono…
Un po’ è colpa mia. Non mi sono mai impegnata per cambiare l’opinione del Ticino. Sono troppo diretta. Dico quello che penso, sempre. Forse qualcuno fraintende questa mia onestà e mi ritiene presuntuosa. Mi dispiace.

Un’esistenza pubblica 24 ore su 24. C’è un giorno dell’anno in cui non prende in mano lo Smartphone?
No. Anche in vacanza lo tengo sempre d’occhio.

Della sua vita privata si sa poco. Strano per un’influencer…
Lo so. Gli influencer che hanno più successo sono quelli che espongono tutto. Io non ci riesco, per carattere.

Come valuta le scelte comunicative della coppia italiana Ferragni e Fedez?
Il loro approccio è agli antipodi del mio. E non sta a me giudicare.

Quando ha capito che col web avrebbe potuto lavorare seriamente?
Per un certo periodo ho lavorato nella finanza e già tenevo d’occhio i social come opportunità di comunicazione. Il resto è arrivato da solo, anche perché la comunicazione ha sempre fatto parte di me.

Lei è anche public speaker…
Vengo chiamata per parlare pubblicamente di argomenti importanti, come quello della comunicazione digitale. Ma mi occupo anche di temi sociali, dell’emancipazione della donna. È un compito legato alla mia attività di influencer.

Negli ultimi anni Ticino Turismo ha puntato parecchio sugli influencer. Soldi sprecati o mossa sensata?
Ticino Turismo ha fatto benissimo. L’influencer giusto può davvero influenzare il turismo, promuovendo una regione anche solo con un paio di post.

Le è già capitato di fare l’influencer per una meta turistica?
Non è la mia specialità, anche se ricevo decine di offerte all’anno. L’ho fatto, ad esempio, per la Repubblica Dominicana, un luogo che adoro.

Gli influencer sono seguiti da milioni di persone. Non le sembra un po’ triste che la gente si aggrappi alle vite dei vip?
Fa parte della natura umana. Abbiamo la propensione a idealizzare le persone, a creare delle star. È chiaro che tutto questo genera anche un sentimento di responsabilità in noi influencer.

Lei è una donna bellissima. E questo indubbiamente la avvantaggia. Non teme che, invecchiando, il suo successo subisca un declino?
Anche per questo ho sempre cercato la via della classe. Non sono la tipa che si mette costantemente e solamente in costume, ostentando il proprio corpo. Io non voglio rappresentare solo un corpo nudo. Una donna è ben altro. Anche col passare degli anni.

Dai commenti di molti suoi follower si nota però come il suo aspetto fisico abbia una grande presa…
Certo, ma in tanti mi scrivono per i messaggi che lancio, per le mie idee. Sono quelle a fare la differenza. Particolarmente apprezzati anche sono i mini video che pubblico su Instagram, onesti e sinceri.

Qual è il suo rapporto con la fama?
È una bella cosa. Se non è troppa. Io voglio la libertà al primo posto.

Che cosa consiglia a una persona che vorrebbe fare l’influencer?
Di studiare tanto. E di non farsi illusioni, c’è tanto stress dietro a questo mestiere. A volte non c’è neanche il tempo di vedere la città in cui ci troviamo. E i successi vanno e vengono, nulla è garantito.

Con una quotidianità così frenetica, cosa fa per spegnere il cervello?
Vado a ballare latino americano. Amo la bachata, il merengue. Sono una persona semplice, nonostante le apparenze. Foto mad


Il ritratto

È il 2006 quando Xenia Tchoumi ottiene il secondo posto a Miss Svizzera, alle spalle di Christa Rigozzi. Da allora la giovane cresciuta a Lugano ha spiccato il volo. Sia nel mondo della moda, sia nel ramo del business. Da diversi anni vive a Londra, dove ha anche studiato economia. Oggi è influencer e public speaker.