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INTERVISTA
CLAUDIO BROGGINI

Il termovalorizzatore dieci anni dopo

L’impianto cantonale di termovalorizzazione di Giubiasco raggiunge il traguardo dei 10 anni di esistenza. Un percorso che, a volte, ha sollevato dubbi e discussioni. Un bilancio con il direttore Claudio Broggini.

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Melanie Türkyilmaz
28 luglio 2019

Claudio Broggini: «Prima i rifiuti dovevamo esportarli in Svizzera interna per poterli trattare secondo il diritto svizzero».

A Giubiasco si stappa lo champagne e si brinda tra l’immondizia. Dieci anni fa, il 10 agosto 2009, l’impianto cantonale di termovalorizzazione dei rifiuti (Ictr) metteva in funzione la prima linea di combustione. Dieci anni in cui non sono mancate riflessioni e polemiche. Claudio Broggini, direttore dell’Azienda cantonale dei rifiuti (Acr), ci ha aperto le porte della struttura per fare un bilancio.

Direttore, come sta festeggiando il giubileo?

Con sobrietà. E con la consapevolezza che in questi dieci anni l’azienda ha correttamente adempiuto ai compiti affidatigli. Prima i rifiuti dovevamo esportarli in Svizzera interna per poterli trattare secondo il diritto svizzero. Ora li possiamo gestire in Ticino.

Parliamo della parola termo- valorizzatore. Per alcuni resta un rebus.

Un termovalorizzatore è finalizzato a recuperare l’energia contenuta nei rifiuti. Il calore che scaturisce dalla combustione dei rifiuti produce, tramite una turbina, energia elettrica. Una piccola parte è utilizzata per il fabbisogno dell’impianto, il rimanente è immesso in rete, per un quantitativo corrispondente alle necessità annue di circa 23.000 famiglie. E non è tutto.

Ci dica…

Spillando una parte del vapore della turbina, si recupera l’energia termica per scaldare l’acqua a favore delle utenze allacciate al teleriscaldamento del Bellinzonese. Ciò corrisponde a un risparmio annuo di circa 5,5 milioni di litri di nafta.

Sono previsti ulteriori sviluppi?

Dal profilo della produzione energetica, i margini per un’ulteriore crescita sono limitati. Il termovalorizzatore, fin dalla sua entrata in servizio, funziona praticamente sempre a pieno carico.

Claudio Broggini: «Con la tassa sul sacco, il Consiglio di stato prevede una diminuzione dei rifiuti comunali del 15%».

Altri progetti in cantiere?

Diversi. A livello nazionale, per esempio, si sta cercando di concretizzare dei sistemi per il recupero di materiali preziosi quali lo zinco e il fosforo.

Le vostre giornate con visite guidate sono “sold out”. Perché?

Perché c’è grande interesse sul tema smaltimento dei rifiuti. In dieci anni abbiamo accolto circa 22 mila visitatori.

Non è anche sintomo di una certa sfiducia?

Penso, al contrario, che le persone percepiscano il termovalorizzatore quale tassello indispensabile di una corretta gestione dei rifiuti e vogliono sapere come funziona.

Quali sono le principali preoccupazioni che emergono dalla gente?

Le emissioni in atmosfera. Anche se i dati monitorati online e consultabili sul sito del Cantone dimostrano che sono ben al di sotto dei limiti fissati dalla licenza di costruzione. Per quel che concerne le polveri fini, comprese le nanoparticelle, un recente studio ha dimostrato l’efficacia del trattamento che applichiamo ai fumi.

Quali sono le domande ricorrenti che i visitatori pongono?

Spesso ci chiedono quanti camion arrivano − sono circa un’ottantina in media al giorno − e la temperatura dei forni, che può raggiungere mille gradi. Ci viene pure domandato se i sacchi consegnati al termovalorizzatore vengono controllati. E la risposta è negativa. Perché il sistema di gestione dei rifiuti in Svizzera prevede che è compito del singolo cittadino separare alla fonte quello che non è destinato alla termovalorizzazione.

Già. Ma il cittadino non sempre fa la cosa giusta…

C’è sempre qualcuno che sgarra e getta nel sacco quanto andrebbe separato. Ma il sistema in generale ha dato prova di funzionare e il tasso di riciclaggio raggiunto a livello cantonale lo dimostra.

Okkio, l’associazione per il controllo del termovalorizzatore, vi ha spesso criticati. Che rapporto avete oggi con questo organo?

Abbiamo discussioni serene.

Alcuni cittadini del Piano vi accusano di produrre cattivi odori.

Dopo aver effettuato tutte le verifiche necessarie, riteniamo di non essere all’origine di questi cattivi odori. Ricordiamo che per evitare la fuoriuscita di eventuali odori, la fossa del termovalorizzatore è mantenuta in depressione. Da parte nostra abbiamo prontamente segnalato il problema al Dipartimento del territorio.

Dalla vostra struttura, tuttavia, esce fumo in continuazione…

Certo, come accade per ogni processo di combustione. Ma non dimentichiamo che la maggior parte di quanto esce dai camini è costituito da vapore e che l’impatto ambientale, grazie a un sistema di trattamento dei fumi a quattro stadi molto performante, è contenuto.

E delle scorie che ne fate?

Le scorie, ossia le componenti che resistono alla combustione, vengono trasferite in discarica a Lostallo (GR). Prima del loro stoccaggio definitivo, sono passate al setaccio, al fine di estrarre e quindi riciclare eventuali metalli.

È allarme plastica nel mondo. Da noi non si ricicla. Un controsenso?

La plastica è un materiale eterogeneo. Ne sono state individuate 125 tipologie diverse nei nostri negozi. Questo ne rende difficoltoso il riciclaggio.

La Svizzera è al terzo posto, dopo Danimarca e Norvegia, nella produzione di rifiuti in Europa. Perché?

È il benessere economico a stimolare la produzione di rifiuti. Ci deve però in parte consolare il fatto che gli svizzeri, statistiche alla mano, sono considerati i migliori riciclatori al mondo.

Il 2019 è l’anno della generalizzazione della tassa sul sacco in Ticino. Che ne pensa?

Il Ticino ha concretizzato il principio di causalità fissato dalla legislazione federale, che mira a responsabilizzare il singolo consumatore. Lo facciamo anche noi, cercando di sensibilizzare le persone sulla corretta gestione dei rifiuti.

Ad esempio, come?

Prima di tutto cercando di ridurre i rifiuti alla fonte, attraverso l’acquisto di beni durevoli, utili e riciclabili. In seguito riciclando i rifiuti, separandoli e reintroducendoli nel ciclo economico sotto forma di prodotti. E, da ultimo, smaltendo correttamente i rifiuti, ricordando che l’incenerimento nel camino o all’aria aperta, l’abbandono dei rifiuti o la loro eliminazione tramite lo scarico fognario, sono pericolosi per l’ambiente.

Con la tassa sul sacco generalizzata, calerà il vostro lavoro?

Il Consiglio di stato prevede, comunque, una diminuzione dei rifiuti comunali (circa 85mila tonnellate) del 15%.

Lei è al timone sin dall’inizio. C’è una cosa di cui va fiero?

Il termovalorizzatore ha dimostrato di essere affidabile e performante, garantendo costantemente lo smaltimento dei rifiuti prodotti nella nostra regione ad un costo di circa il 40% in meno rispetto a 10 anni fa. Questo è senz’altro motivo di soddisfazione per tutti.


Il ritratto

Claudio Broggini, classe 1963, vive a Cureglia. Studi in diritto alle Università di Zurigo e Ginevra, è stato capo staff dei servizi generali del Dipartimento del territorio. Dal 2007 è direttore dell’Azienda cantonale dei rifiuti.