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INTERVISTA
WENDY HOLDENER

Coi piedi per terra

La svittese Wendy Holdener è la beniamina nazionale degli appassionati di sci. Nell’intervista, svela gli incontri che non ama fare in seggiovia, il suo rapporto con Lara Gut e se le dà fastidio essere arrivata così spesso “solo” seconda nello slalom.

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gian marco castelberg
11 novembre 2019

Campionessa olimpica e pluripremiata campionessa del mondo, Wendy Holdener è una delle sportive svizzere di maggior successo. La 26enne di Unteriberg (SZ) è molto richiesta come interlocutrice e testimonial pubblicitaria. Ma quando si sente sotto pressione sa anche dire di no. Siamo quindi molto contenti che abbia detto di sì a questa intervista.

Wendy Holdener, quale domanda la fa “inforcare”?

Dipende dalle domande … spero nessuna (sorride).

Ci sono situazioni quotidiane che la mettono in difficoltà?

Direi, quando ho la sensazione di non avere abbastanza tempo o di essere troppo stanca. Non è facile riuscire a compiere tutto il programma e rimanere in equilibrio. Per fortuna imparo a gestire le varie situazioni e mi capita sempre meno di sentirmi eccessivamente sotto pressione.

Nella vita fa… slalom o è un tipo diretto che sa dire anche di no?

So dire dei no. Ho appena ricevuto una proposta da un conoscente e non l’ho accettata, perché non rientra nel mio programma. In ottobre, quando si va verso l’inizio della stagione, il nostro motto è di lasciare poco spazio a ciò che non riguarda lo sci. Lo sport ha la priorità assoluta, tutto il resto scivola in secondo piano.

Ciononostante si è concessa ancora una vacanza.

Sì, ci voleva. Siamo stati in Argentina, dove abbiamo svolto un campo di allenamento per tre settimane. Si trattava quindi di ricaricare ancora una volta le batterie a Mallorca. Con tanto sole e mare, ma meno allenamento. Per contro non sono andata in ferie in luglio. Anche in questo caso è importante mantenere un equilibrio. Una pianificazione sensata delle vacanze può senz’altro favorire lo sport, e poi non è che ho fatto bagordi al Beach Club Six (ride).

Quando si concede del tempo?

Direi, quando mangio, perché è un momento in cui cerco di rilassarmi totalmente e di non permettere a niente e a nessuno di stressarmi.

Quando è stata l’ultima volta che ha dovuto stare in coda allo sci-lift?

È successo in Argentina …

… perché non la conoscevano?

A dire il vero è piuttosto in Svizzera che mi capita di dover stare in fila allo sci-lift. È successo addirittura in occasione dei mondiali di St. Moritz. Non è che al mio arrivo si aprano automaticamente tutte le porte. Ma visto che ci troviamo spesso nelle stazioni sciistiche, quando non c’è tanta gente non è un problema.

Troverebbe imbarazzante avere la precedenza sugli altri e poter saltare la coda?

Se gli altri dovessero iniziare a lamentarsi, beh, per me sarebbe senz’altro imbarazzante. E in Europa non sarebbe un caso isolato.

Davvero?

Sì, in Argentina la gente è molto più comprensiva. Hanno addirittura un lift al quale ci lasciano accedere direttamente per primi. Nessuno si lamenta di questo fatto. Come si suol dire: “paese che vai, usanze che trovi”.

Wendy Holdener è arrivata undici volte seconda e undici volte terza nello slalom. Ma assicura: «Non scoppio in lacrime per questo».

Sulla seggiovia le si può rivolgere la parola o preferisce essere lasciata in pace?

Normalmente non ho nessun problema con le persone che desiderano scambiare due chiacchiere con me. Lo ripeto: due chiacchiere, però. Invece, c’è gente che spesso mi sommerge con centinaia di domande. Non è molto piacevole, soprattutto prima di una gara. In questi casi, chiedo un po’ di considerazione e comprensione.

Le piace la musica après-ski, per esempio quella del DJ Ötzi?

La musica après-ski hardcore non fa per me. Io amo la musica da ballo.

I tabloid svizzeri tedeschi la definiscono “tesoro dello slalom”, “paladina della nazione”. Cosa pensa di questi appellativi?

Mi dico: meglio così che il contrario. È bello sapere di dare una buona impressione alle persone. Mi sento onorata per questo, non certo offesa. Naturalmente, spero anche che non si scrivano cose negative se il successo una volta non dovesse arrivare…

Una rivista l’ha definita la “controparte di Lara Gut”.

È vero. Siamo molto diverse. Io sono sicuramente più tranquilla. E attualmente anche più aperta nei confronti del pubblico, per esempio sui social network. Anche quando parliamo abbiamo spesso punti di vista molto diversi. E va assolutamente bene così. Io d’altronde non sto con un calciatore (ride). Di solito stiamo bene insieme. In Argentina quest’anno c’era anche lei.

È una sfortuna per lei praticare sci nell’era di Mikaela Shiffrin?

Finora ho vinto meno di lei, perché lei è ancora attiva. Ma considero la situazione in senso positivo: non so se senza di lei avrei mai potuto raggiungere il livello che ho come sciatrice. Perché Mikaela ci obbliga a inserire una marcia più alta e a migliorare. Per me è una condizione stimolante della quale non mi posso lamentare.

Il suo record di slalom in Coppa del Mondo: undici volte seconda, undici volte terza, ma neanche una volta prima. È brutale!

Assolutamente. Ma non scoppio in lacrime per questo (ride). Si vede che non è ancora arrivato il momento giusto.

Chi sono per lei i più grandi dello sci alpino?

Per quanto riguarda gli uomini, Marcel Hirscher. Otto volte vincitore della Coppa del Mondo e detentore di così tante medaglie che non occorre aggiungere altro. Nella categoria femminile, se continua così, e rimane in salute, Mikaela Shiffrin prenderà il posto di Lindsey Vonn.

Dove si sta meglio?

In inverno a casa, perché è la stagione in cui non ci sono quasi mai. In estate, al mare. La cosa più importante, comunque, sono le persone con cui condividi le esperienze di vita. In buona compagnia non importa dove ci si trova.

Lei è una receptionist con un diploma di commercio. Questo la porta ad avere uno sguardo critico nei confronti degli alloggi dove soggiornate durante la stagione?

No, per niente. Vediamo di tutto, dal perfetto hotel da sogno alla peggiore spelonca. Una volta ci siamo trovati in un ambiente che ha richiesto tutte le nostre capacità di adattamento: aveva tre diversi strati di rivestimento del pavimento, in legno, moquette e nylon, o una cosa analoga. Diciamo che simili esperienze mi hanno aiutato a tenere i piedi per terra (ride). E sono stata fortunata ad avere il bagno in camera. Ma non sono un tipo difficile. In un albergo, le uniche cose importanti per me sono avere un buon letto e poter mangiare bene. Intendo avere a disposizione pasti adatti a sportivi d’élite.

Quali sono gli alimenti meno adatti?

Se per cena ti offrono solo salsicce e patatine fritte, non ci siamo. È già successo, ma per fortuna solo di rado. Allora bisogna farsi avanti e ordinare qualcos’altro.

Qual è l’errore più grave che un cliente può fare in hotel?

Mancare di rispetto al personale. Secondo me è un comportamento inaccettabile.

Cosa si concederà al termine di una giornata di “shooting” così lunga?

Mi sono già concessa un tè freddo prima con un’amica.


Sciatrice di successo

Oro alle Olimpiadi e ai Mondiali

Wendy Holdener, classe 1993, è cresciuta a Unteriberg (SZ) e ha assolto la formazione di receptionist e impiegata di commercio alla Sportmittelschule di Engelberg (OW). Il suo esordio risale alla Coppa del Mondo di sci del 2010, mentre 6 anni dopo segna la prima vittoria al City Event di Stoccolma. Nel 2017 (combinata) e nel 2019 (combinata e gara a squadre) si aggiudica l’oro ai Mondiali, mentre nel 2018 arriva prima nella gara olimpica a squadre. È legata sentimentalmente all’ex sciatore agonista Nico Caprez (28).