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Agilità organizzativa - Elena Lidonnici, Manager

TESTO
16 luglio 2018

Nel mondo del lavoro si sta diffondeno un fenomeno che prende il nome di agility organizzativa.

È l'abilità di riconfigurare velocemente strategia, struttura, processi, persone e tecnologie attraverso la creazione di valore e la capacità di cogliere le opportunità in un'epoca dominata da cambiamenti rapidi. Il bisogno di diventare “agili” è una priorità aziendale che inizia a permeare ogni ambito dalle vendite alle risorse umane. L'agility è basata su quello che è definito il paradigma di autonomia condivisa*, contrapposto al paradigma di predizione e controllo che domina le aziende più lente e imprigionate nella burocrazia. Gayatri Shenai, una manager della nota società di consulenza McKinsey, ha raccontato nel blog dell'azienda i risultati dell'agile day organizzato a New York lo scorso anno. Il punto di partenza per il percorso di ciascuna organizzazione verso l'agilità è diverso. La vera sfida è in realtà una sfida culturale poiché implica la necessità di cambiare la mentalità organizzativa e farla virare verso il paradigma di autonomia condivisa. Mentre nel vecchio paradigma c'è una netta separazione tra chi prende le decisioni e chi esegue il lavoro mettendole in pratica, in quello nuovo le decisioni vanno dall'accentramento al decentramento operativo. Questo significa prima di tutto far sapere ai collaboratori qual è la direzione per poter prendere decisioni coerenti con la visione. La manager evidenzia che uno dei motivi per cui fare mutamenti agili è difficile è che non c'è una formula sul come farlo. Diverse aziende eccellenti hanno seguito ognuna un suo percorso per raggiungere la meta.
Ci sono cinque fattori che le accomunano. Il primo è una visione chiara e un chiaro impegno comunicato dall'alto. Il secondo è imparare dagli errori e correggersi durante il percorso adattandosi al contesto. Il terzo è andare oltre la tecnologia toccando tutti i reparti di un'organizzazione. Il quarto è rendere i manager delle persone che ingaggiano i collaboratori attraverso semplici domande come “tu come lo faresti?”. L'ultimo è che le persone vengono per prime, quindi occorre muoversi rapidamente o si perdono i candidati giusti che sono al contempo anche i più allineati alla cultura aziendale. I risultati dell'agilità sono sorprendenti: le aziende sono in media del 40 % più efficienti e più innovative delle organizzazioni tradizionali, hanno una riduzione media dei costi del 30 % e sono anche più rapide delle start-up.  La sfida è aperta. Anche solo per curiosità, vale la pena iniziare a spostare la nostra attenzione di manager verso il nuovo modello operativo.

* Il quinto paradigma. Come trasformare la propria azienda in un'organizzazione agile; di F. Lisca; ed. Franco Angeli.


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