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Bimbe ribelli che parlano d'amore – di Sabrina Guglielmetti Soldati

TESTO
12 febbraio 2018

A casa nostra compiti e ripassi vengono rigorosamente fatti in cucina, su un tavolino. Quando solo lui ha da fare, va tutto bene, ma quando sono in due, la faccenda si complica.

I primi dieci minuti li passano a discutere sull'equa distribuzione degli spazi, poi fanno merenda ridefinendo gli accordi presi e infine cominciano. La piccola è impegnata a misurare angoli con il goniometro, mentre il maggiore deve finire dei compiti di italiano e di tedesco.


Febbraio, il mese dell'amore
«Vorrei proprio sapere se le due soresse sono amiche», sbotta dopo un po'. «Non è possibile che per italiano dobbiamo terminare una storia di due innamorati separati dalla guerra, mentre il dialogo di tedesco è tutta una smanceria amorosa. Secondo me si sono messe d'accordo. Ma non potevano scegliere un tema più interessante? Per fortuna a mate non ho compiti! Ci mancava solo di descrivere alla soressa le relazioni particolari tra i numeri» commenta il maggiore ridendo sotto i baffi. «Guarda che esistono! – sentenzia veloce la piccola –. Noi abbiamo fatto i numeri amici con il nostro maestro! E poi le tue soresse fanno così perché noi donne sappiamo che febbraio è il mese dell'amore. Non vedi che ci sono cuori dappertutto? Certo che se devo spiegarti io queste cose che ho solo nove anni» commenta alzando teatralmente gli occhi al cielo.


A tutte le bambine ribelli
«Ma che cosa vuoi saperne tu di dialoghi amorosi – ribatte il maggiore –. Comincia ad arrivare in quarta media e poi ne riparliamo». «Ma tanto io farò come la piratessa. Aspetta che vado a cercare quello che ha detto». Dopo un po' è di ritorno con il libro “Storie della buonanotte per bambine ribelli”. Il segnalibro è nella pagina della piratessa Jacquotte Delahaye che sostiene: «Non potrei amare un uomo che mi comanda, più di quanto potrei amare un uomo che si lascia comandare da me». La piccola sorride mentre il maggiore mi guarda scuotendo la testa: «Certo che anche voi genitori che regalate questi libri…». La sera sfoglio il libro incriminato. Questa la dedica delle autrici: «A tutte le bambine ribelli del mondo: sognate più in grande, puntate più in alto, lottate con più energia. E, nel dubbio, ricordate: avete ragione voi». Che il mio sia un autogol?


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