X

Argomenti popolari

Incontri

Una vita da nomade

Michele Pellerani è il responsabile dell'unico luna park itinerante ticinese. Con le sue giostre nei prossimi giorni sarà a Mendrisio per la fiera di san Martino.

22 settembre 2014

Michele Pellerani è discendente di una famiglia di giostrai itineranti, attività iniziata nel 1915.


Articolo principale

Di notte sogna montagne russe e tagadà. E la prima cosa che vede quando si alza al mattino sono i suoi autoscontri. Conoscere Michele Pellerani, classe 1958, di Caslano, è un'esperienza che ti riporta bambino. Michele è il responsabile dell'unico luna park itinerante ticinese. Ed è figlio d'arte, perché questo lavoro lo facevano già suo padre, i suoi nonni, i suoi bisnonni. «Mi annoierei a morte se dovessi avere una professione normale – dice –. Ho fatto l'apprendista disegnatore e mi sentivo un uccello in gabbia. In quel ­periodo ho avuto la consapevolezza che avrei dovuto raccogliere l'eredità di mio padre…».  

Michele in queste ore sta piazzando le sue giostre a Mendrisio. Faranno da contorno alla storica fiera di San Martino, teatro dell'ultima tappa di un lungo tour in giro per la Svizzera. «La fiera di san Martino è uno di quegli eventi che bisogna salvaguardare. Queste manifestazioni stanno sparendo. Ed è un peccato, fanno parte delle nostre tradizioni». Oltre a coprire il Ticino, Michele si sposta parecchio tra la zona di San Gallo e quella di Zurigo. «Ma mentre a Sud delle Alpi non c'è concorrenza, oltre San Gottardo mi tocca sgomitare, sono un po' come l'ultima ruota del carro. Le certezze sono poche, anche a livello di permessi».

È un vero e proprio tuttofare, Michele. Da una parte si occupa della burocrazia, della gestione di acqua, luce e corrente elettrica; dall'altra dei montaggi e degli smontaggi delle giostre, dei trasporti, dell'organizzazione delle trasferte. «Ho una casa a Caslano, ma vivo in roulotte per oltre otto mesi all'anno. È un po' come fare parte di un circo. Ma a me non pesa, al contrario mi dà fastidio stare fermo. E poi io all'aria da luna park sono ormai affezionato. Da piccolo, quando con i miei genitori tornavo in Ticino per la pausa invernale, facevo sempre fatica ad addormentarmi. E sapete perché? Perché non sentivo più la musica delle giostre in sottofondo». Michele, due figli già grandi e due divorzi alle spalle, dipinge la vita da roulotte con un velo di romanticismo. «Si respira un'aria familiare, anche se cambi sempre posto. Alla mattina apri la porta e sei già al lavoro, il tuo vicino è diverso ogni settimana e nei periodi più freddi l'acqua rischia di gelare. La verità è che mi piace l'imprevisto, perché mi tiene giovane e attivo. Nel lavoro del giostraio, ad esempio, c'è l'incognita della meteorologia. Se piove per tre giorni di fila, gli affari vanno male. Ma sai che soddisfazione se prevedono acqua e poi spunta il sereno?».  

Un'esistenza fuori dagli schemi e fuori dal tempo. Una vita senza orari e senza troppe restrizioni. Michele in questa situazione si sente un re. «A me non frega niente di avere i weekend liberi. Quando ho bisogno di fare ossigenare la testa, prendo la moto e vado dove capita. Macino chilometri e mi ricarico mente e spirito. Sono figlio di artisti. Giostrai d'estate, teatranti in inverno. Senza contare che la mia famiglia discende da una popolazione nomade. Come fa uno come me a mettere radici? Impossibile».

È dal 1915 che il luna park dei Pellerani va a spasso per la Svizzera. Quasi un secolo. Un'eternità. «Una volta il luna park era uno dei pochi divertimenti a disposizione dei giovani. Oggi invece i ragazzi hanno tutto. Ai miei due figli ho consigliato di buttarsi su altre strade. Perché io, il futuro dei luna park lo vedo un po' grigio. Soprattutto perché in Svizzera i posti dove piazzare le giostre sono sempre più rari. In altri Paesi ci sono grandi piazzali destinati appositamente alle fiere e ai luna park annessi. In Svizzera, invece, i Comuni vendono ogni spazio. Non c'è sensibilità da parte delle autorità su questo tema. E per noi giostrai è una lotta all'ultimo piazzale».

Ha un carattere aperto, Michele, cordiale, autoironico. Ogni tanto gli scappa una battuta. D'altra parte lui è uno che adora stare in mezzo alla gente. Dai giovani agli anziani. «Perché poi il luna park è un luogo d'incontro di più generazioni. È anche per questo che noi giostrai non possiamo permetterci errori, siamo sotto gli occhi di tutti. Di conseguenza, i controlli devono essere precisi, puntuali». Michele si fa serio. Quello della sicurezza è un argomento che gli sta a cuore. «È la priorità. I controlli sono severi e ogni giostra ha le sue particolarità, oltre che i suoi esperti di riferimento. E poi basta con questa leggenda metropolitana che ­dipinge i parchi divertimenti fissi più sicuri di quelli ­iti­neranti... Noi “girovaghi” smontiamo e rimontiamo i pezzi tutte le settimane, se qualcosa non va ce ne accorgiamo sempre per tempo».

Per Michele ora è arrivato il periodo del letargo. Qualche mese di stop, in cui tirare il fiato. «Si fa per dire, visto che in inverno c'è tanta burocrazia da sbrigare in vista del­l'anno che verrà e c'è tutta la manutenzione annuale da fare. A gennaio mi faccio qualche settimana al caldo, poi a inizio marzo si riparte, da Agno, con la fiera di San Provino. È un ciclo che si ripete. Sono le giostre a scandire i ritmi delle mie stagioni, delle mie settimane, dei miei giorni».

Sono le giostre a scandire i ritmi delle mie stagioni, dei miei giorni»

Michele Pellerani

In pillole

Michele Pellerani nasce il 13 aprile del 1958 a Lugano. Vive a Caslano, ha due figli Andrea (29) e Cristina (22).
Professione: giostraio, è gestore ­dell'unico luna park itinerante ticinese. La sua è una vocazione di famiglia, genitori, nonni e bisnonni hanno portato avanti un'avventura iniziata nel lontano 1915. Dal 9 all'11 novembre sarà alla fiera di San Martino a Mendrisio, ultima stazione di un tour lungo una quindicina di tappe in giro per la Svizzera.
Segni particolari: «Sono uno spirito libero, senza orari e senza vincoli».
Cosa detesta: «Vedere i ragazzini che alla sera si ubriacano al posto di divertirsi in modo sano».
Piatto preferito: «Carne alla griglia».
Il film: «Tutte le pellicole d'avventura».
Musica: «Gotthard e Vasco Rossi».
Il libro: «Il socio, di John Grisham».

fiera san Martino