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«Cantare dal vivo fa vivere le emozioni»

L'INCONTRO — Charlie Roe, cantante e autrice che in poco meno di un anno ha tagliato numerosi traguardi nel mondo della musica. E niente sembra poterla fermare. VIDEOCLIP

14 ottobre 2014

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L'intervista

Simpatica, solare, intelligente ma soprattutto umile e sincera.  Così ci appare subito Charlie Roe, cantante e autrice di Melide, cresciuta a Giubiasco. Sembra essere se stessa per natura, ma in ambito artistico non è scontato essere veri. Lei però, cercando negli anni lo stile musicale con cui presentarsi al pubblico, si è resa conto di come la naturalezza e l'aderenza alla propria interiorità siano la chiave del successo, non solo nella vita, bensì anche in ambito artistico.

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«Spesso si hanno dei modelli che si vogliono imitare, si sogna di essere come loro e li si scimmiotta. Io per esempio, amando il rock, l'ho fatto con personaggi come Skunk Anansie, Anouk o Janis Joplin, senza però essere mai soddisfatta, perché non permettevo di far uscire un mio lato originale e unico. Finché un giorno ho tratto la mia conclusione: non sempre, purtroppo, ciò che ci piace corrisponde a ciò che sappiamo fare, e allora ho deciso di prendere la mia strada, seguendo quel che mi veniva da dentro. Ho cercato di cantare aderendo alle mie caratteristiche vocali e lasciando uscire la mia personalità, ho accantonato il perfezionismo ed è stato proprio a quel punto che le cose hanno iniziato a funzionare», ci racconta la cantante esordiente, che da gennaio 2014 cavalca i palchi di festival o eventi locali con la sua band The Washing Maschines. 

Suonare in Ticino le dà grandissime soddisfazioni, perché il pubblico è caloroso e accogliente, ma il suo sogno la porta più lontano: «Suonare in città ricche di stimoli come Londra o Berlino, dove la musica si respira, dev'essere un'esperienza fantastica. Il Ticino ha fatto tanto per me e ho potuto far strada così in fretta proprio perché è piccolo: in una grande realtà probabilmente nessuno mi avrebbe mai notata e non avrei potuto contare sul sostegno di amici, radio e persone attive nel campo musicale che mi han dato aiuti preziosi», dichiara Charlie Roe, dicendosi comunque pienamente soddisfatta della strada fatta. E le crediamo, perché in meno di un anno ha raggiunto diversi importanti obiettivi, tra cui la registrazione di un EP, la partecipazione alla semifinale di «The Voice o Switzerland» e alla recente finale del MyCokeMusic Contest, l'utilizzo di «Ukulele Song»  per uno spot televisivo, session live radio, la partecipazione a trasmissioni televisive ticinesi e svizzere e la creazione di una band indie rock con cui esibirsi dal vivo. Il tutto ad un'età in cui ormai si è già un po' smesso di sognare, e si canta, si dipinge o si fa sport solo per passione, senza più aspettarsi di fare carriera. «Fin da piccolissima amavo cantare, ma non mi sono mai buttata.

Sapevo di avere qualità musicali e vocali, ma non avendo basi teoriche e non sapendo da dove partire e a chi appoggiarmi, ho sempre lasciato perdere. Ho iniziato a 23 anni a scrivere qualche brano per piacere personale, talvolta ho avuto l'occasione di prestare la mia voce per cori o progetti, ma niente di più – ci spiega Charlie Roe –. Finché nel 2011, rientrata dagli studi da Milano, mi sono rivolta a Giuseppe Pugliese, un amico produttore, che con me ha composto il primo EP e le prime canzoni e voilà! Ho scoperto che con impegno e tanto lavoro è possibile farcela, perché il successo va al di là dei corsi di canto che si sono fatti o delle teorie studiate: si tratta essenzialmente di trasmettere emozioni e vibrazioni, e questo viene da dentro».

Dal primo EP ai concerti live
Ed è proprio per questo che dopo aver registrato il suo primo EP a settembre 2013, ha subito guardato oltre. «Ero felicissima di vedere in vendita il mio CD, è stata una soddisfazione enorme che ha coronato mesi e mesi di duro lavoro. Ciò nonostante, sentivo di desiderare di più: volevo potermi esibire dal vivo, perché è lì che si vivono le emozioni più forti e che si vedono le reali capacità di un artista: in studio non deve essere sempre buona la prima, puoi fare e rifare, mentre su un palco, deve filare tutto liscio subito». Detto fatto, Charlie Roe si è messa subito alla ricerca di musicisti che volessero suonare con lei; formare la band attuale, The Washing Maschines,  non è stato facile. «Occorrono affinità caratteriali, di gusti musicali, la voglia di dedicare tantissimo tempo alla musica  senza sapere esattamente dove si va a finire e pochi sono disposti a farlo. Abbiamo scartato parecchi musicisti e alcuni se ne sono andati, ma ora il gruppo, formato da me, Simone Giannattasio alla batteria, Simone Poncioni al basso e Shane Kerins alla chitarra è al completo e c'è un grande entusiasmo» afferma. I ragazzi della band, seduti accanto a Charlie Roe, ci raccontano dei loro primi mesi insieme e ribadiscono la loro soddisfazione. «Lavorare con Charlie Roe è stato bello fin da subito, ha talento e credevamo nel suo progetto. Ci siamo affiatati in fretta e si è subito aperta a una collaborazione costruttiva: vogliamo continuare a crescere», affermano, e lo faranno presto con nuove canzoni, un video e qualche sorpresa .

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