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Incontro con... Moira Albertalli

IL PERSONAGGIO — La giovane artista Moira Albertalli è l'unica ticinese nel cast artistico della Compagnia Finzi Pasca con cui, da cinque anni, calca i palcoscenici di mezzo mondo.

20 gennaio 2015

L'intervista

Il teatro non è solo tecnica, è passione»

Moira Albertalli

L'avventura iniziata cinque anni fa, porta Moira sui palcoscenici di mezzo mondo, facendole scoprire nuove realtà, ma senza farle montare la testa. «Ero in tournée a New York, e passeggiando per la città ho avuto bisogno di 10 minuti per raccontare a me stessa il mio percorso. È incredibile: sono partita da Morbio ed eccomi a recitare in un teatro di New York! Oppure a Sochi, alla cerimonia d'apertura delle Paralimpiadi. Indimenticabili! La più grande organizzazione che io abbia mai visto: tra amministrazione, figuranti e volontari, erano centinaia le persone implicate nello spettacolo. La scenografia era immensa. Io volavo sullo stadio a 30 metri d'altezza. Mi sono sentita una formichina. Vedevo Daniele (Finzi Pasca, ndr), il pubblico, Putin. Durante lo spettacolo ripetevo a me stessa “ricordati di questo momento”» e mentre Moira ce lo racconta ha ancora le scintille nello sguardo e un sorriso da bambina che vive la magia del teatro, trasmettendola a chi la osserva. Già, perché se attori e tecnici sono importanti, che sarebbe il teatro senza spettatori? Come reagisce il pubblico agli spettacoli?



«In Russia siamo stati in tournée per tre mesi, anche in paesini sperduti. Durante lo spettacolo il pubblico restava silenzioso, era quasi inesistente. Poi alla fine, venivamo applauditi per 20 minuti. Ci portavano mazzi di fiori con gli occhi ancora lucidi d'emozione. In Brasile invece sembrava di recitare in uno stadio: il pubblico partecipa, le persone sono molto espansive». È il momento della foto. Moira improvvisa qualche posa, si mette nelle posizioni più assurde, sempre con il sorriso sulle labbra, come se fosse la cosa più naturale del mondo. Chissà quante ragazzine nel pubblico l'ammirano con gli occhi sgranati, senza essere ancora consapevoli che portano già in sé il fuoco sacro dello spettacolo... l