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«Donne in sovrappeso? Le vesto io»

Da Lugano a Berlino, passando per Londra: il percorso ad ostacoli di Tanja Nagy, una giovane ragazza che sognava una linea d'abbigliamento tutta sua e alla fine ce l'ha fatta.

12 marzo 2018

Il ritratto

TESTO: ANNALISA FIORILLO – FOTO: SANDRO MAHLER

Ribelle e creativa sono solo due dei tanti aggettivi con cui potrebbe essere descritta la personalità di Tanja Nagy, fashion designer e fondatrice del marchio di moda Van Der Nag, dedicato alle donne dalle linee morbide e dalle forme abbondanti. Il suo lavoro nasce dalla passione per l'abbigliamento, ma anche dalla sua lotta personale legata all'aspetto fisico, affrontata faticosamente fin da ragazzina: «Tante volte mi è stato detto che essere belle non significa necessariamente essere magre, tuttavia spogliarmi di tanti complessi e pregiudizi è stata una lunga battaglia. Per la prima collezione mi sono ispirata a una donna nuova, a una bellezza femminile diversa da quella che, canonicamente, la società impone». Con i suoi occhi vivaci e un sorriso gioviale che ispira fiducia, seduta al tavolo di lavoro del suo Atelier, Tanja mi racconta la sua vita e i progetti per il
futuro.

Una passione sin dall'infanzia
Ma facciamo un passo indietro. Tanja nasce in una famiglia di origini italo-tedesche e il suo amore per la moda si fa sentire già da bambina; anziché giocare con le coetanee, preferisce disegnare gonnelline per le sue barbie: «I miei genitori pensavano fosse una passione passeggera, ma, crescendo, il mio interesse si è fatto ancora più vivo. Così, finita la scuola dell'obbligo, ho intrapreso la strada della sartoria». Una volta ottenuto il diploma, l'allora 18enne ticinese decide di trasferirsi a Londra per frequentare l'Università: «Alla scuola di sartoria di Viganello avevo imparato a cucire, ma la formazione superiore mi ha poi permesso
di conoscere e sviluppare una visione più completa del lavoro che c'è dietro a un marchio». Più facile a dirsi che a farsi. Per accedere all'Università di moda bisogna presentare un portfolio, ovvero alcuni lavori personali, ma l'ancora inesperta Tanja non sa neppure da dove iniziare. Inoltre non parla inglese e per non pesare troppo sui suoi genitori svolge diversi lavori che le permettono di migliorare la lingua e guadagnare qualche extra. Gli sforzi pagano.

Lavoro giorno e notte
Nel 2011 ottiene la maturità artistica e viene ammessa alla Middlesex University: «Sono stati tre anni molto intensi, soprattutto l'ultimo. C'erano pressione e competizione. Lavoravamo giorno e notte e il più delle volte riposavamo solo qualche ora in atelier, per evitare di togliere tempo alle nostre collezioni. In compenso sono cresciuta molto artisticamente e ho abbracciato stili che fino ad allora non avevo considerato». Completato il percorso accademico, Tanja si iscrive al programma “Leonardo da Vinci”, finanziato dalla Confederazione svizzera, che le permette di svolgere una pratica professionale di dodici settimane a Berlino, la città giusta, dove Tanja decide di trasferirsi definitivamente. Qui inizia a collaborare con lo studio Hertzberg, uno spazio di lavoro condiviso da dieci freelance: «Berlino
è una delle capitali europee del co- working, uno stile lavorativo che mi ha permesso di conoscere la realtà dei piccoli imprenditori e di sviluppare la mia immagine non più solo di sarta, ma anche un po' di stilista». E così, arriva “il momento ”. Tanja decide di realizzare la sua prima linea di abbigliamento ispirandosi alle sue generose forme: «Questa collezione è stata concepita più come una sfida personale che professionale. Molto spesso mi sono ritrovata a fare shopping accontentandomi dei capi disponibili in negozio solo perché erano gli unici della mia taglia; facevo davvero fatica a trovare un vestito che mi facesse sentire bella, o quantomeno che non mi facesse sembrare un sacco di patate! Così, ho pensato di realizzare capi che potessero essere una sorta di incoraggiamento a tutte le donne oltre la taglia 42, per valorizzare il proprio corpo con tutte le rotondità al loro posto».

Materiali ecologici
Mentre lavora alla sua collezione, Tanja e la proprietaria dello studio Hertzberg decidono di affittare un secondo negozio a Neukölln, la “piccola Istanbul” della capitale tedesca e lo trasformano in uno spazio adibito alla produzione, nonché alla vendita delle loro creazioni: «Abbiamo puntato sui materiali ecologici e abbiamo cercato di sfruttare il più possibile la luce naturale, per essere più ecosostenibili, un valore molto importante per i berlinesi. Ho terminato la mia linea un paio di giorni prima dell'apertura del negozio e al contempo sono riuscita a lanciarla anche online». E la prossima collezione? «È stata
lanciata qualche mese fa e, come per la prima, ho abbracciato uno stile minimalista, con capi monocolore e linee semplici, per una donna classica che non ha paura di osare», conclude Tanja con un sorriso radioso.