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Incontri

Alla corte dei rugbisti più forti d'Europa

Lara Di Ferdinando, 26enne di Vezia, ha raggiunto la quadratura del cerchio in Gran Bretagna: a metà strada tra sport e grafica. – MATTIA BERTOLDI

22 gennaio 2018

Il ritratto

«A volte mi riguardo indietro, rianalizzo le svolte del mio percorso e penso: se sono arrivata fino a qui, non può essere che il destino». Lara Di Ferdinando ha pochi dubbi sui motivi che l'hanno portata ad appena 26 anni a essere la grafica ufficiale dei Saracens, la squadra di rugby più forte d'Europa. «Unisce il mio lavoro al mio sport preferito. In pratica, il lavoro dei miei sogni». Ma come si passa da un piccolo comune come Vezia a una carriera del genere nel cuore di Londra? Ecco la sua storia.

L'amore per il design
Le scuole medie a Massagno, il Centro scolastico per le
industrie artistiche (Csia) a Lugano e la Nuova Accademia di Belle Arti (Naba) a Milano per studiare design del prodotto. È proprio l'amore per questa disciplina che ha portato Lara a esplorare il mondo. «Già durante gli studi a Milano ho aderito a un programma di scambio che mi ha portato per sei mesi in Giappone, dove ho potuto abbracciare un modo del tutto nuovo di vedere il mondo del design. Una volta ottenuto il diploma mi sono iscritta alla Glasgow School of Art. La Scozia mi aveva sempre affascinato per cultura, tradizioni e gente. Ma soprattutto, ho sempre pensato fosse un Paese con carattere, e io adoro i Paesi con carattere».

Un sacco di botte
Chi emigra non ha sempre facilità a integrarsi con la gente del posto. Così Lara ha scelto di lanciarsi in uno degli sport più amati dai britannici: il rugby. «È nata come una pazzia, una sfida, considerato il mio fisico da scricciolo. Mi sono lanciata: ho preso un sacco di botte, ma sapevo che non dovevo buttarmi giù. Poi ho iniziato a ingranare e capito che non importa la stazza o l'estrazione sociale – nel rugby c'è posto per tutti e tutti hanno un ruolo. Ho condiviso il campo con donne disoccupate, casalinghe e lavoratrici; dall'amica impegnata in un dottorato in matematica alla ranger attiva sulle sponde del lago più grande del Paese, Loch Lomond. È grandioso sentirsi parte di qualcosa di così bello, così forte. Tutte insieme».

Una scuola di vita
Dal rugby Lara ha imparato molto, nozioni che le sono state molto utili anche fuori dal campo. «Far parte di una squadra di rugby ti porta a intraprendere un cammino di accettazione di te stesso: ti apprezzi per come sei e diventi più consapevole delle tue capacità. Alla fine del percorso accademico, mi sono imbattuta in un annuncio di lavoro che veniva da Londra: La squadra di rugby più forte d'Europa cercava una grafica. Mi sono candidata, mi hanno presa
e da settembre 2017 lavoro qui. Uno dei primi progetti mi ha portata a impostare dal punto di vista grafico il derby tra i Saracens e gli Harlequins. Ho dovuto ideare cartelloni, immagini e locandine che sono state spedite ai media; in più mi sono occupata dell'allestimento al London Stadium, teatro della partita con una capienza di 60mila spettatori».

Comunità di talenti
Nonostante viva in Gran Bretagna dal 2015, Lara ha mantenuto molti legami con la Svizzera italiana. «In Ticino il mercato è chiaramente più ristretto rispetto a dove mi trovo ora, ma è bello poter dire di conoscere la maggior parte dei professionisti che lì si occupano di design e grafica: una piccola comunità sulla quale so di poter sempre contare, piena di talenti che – dopo aver vissuto nel resto della Svizzera o all'estero – hanno riportato a casa la loro esperienza professionale».

A chi dire grazie
Difficilmente, però, Lara percorrerà la loro stessa strada. «Al momento non considero la possibilità di trasferirmi
in Ticino: qui l'orizzonte è molto ampio e non ho voglia di fermarmi. Quando studiavo, c'erano molte persone che non trovavano il coraggio di andarsene all'estero e così mi sono sempre detta che se avessi avuto l'opportunità di fare qualcosa di grande, avrei dovuto coglierla. La famiglia ha poi giocato un ruolo determinante: sono molto fortunata ad avere i genitori che ho, perché mi hanno spronata ad andare avanti e si sono sempre detti aperti a qualunque mia destinazione. Mi hanno sostenuta finanziariamente e moralmente, ogni volta. E poi vengono spesso a trovarmi, anche loro si sono innamorati della Scozia. E quando ho comunicato che mi sarei trasferita a Londra, mi hanno risposto: “Ah, okay. Però noi in Scozia ci andiamo lo stesso in vacanza, anche senza di te”. Ecco, i miei genitori sono così: loro sono molto orgogliosi di me, ma anche io lo sono nei loro confronti, perché so che non è sempre facile avere una figlia che vive a più di mille chilometri di distanza».

Pubblicato il: 22.01.2018/ Foto: mad