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I segreti e le bugie di Chiara Dubey

Con “Secrets and Lies” la giovane di Ronco Sopra Ascona rappresenterà la Svizzera italiana alla finale nazionale di Eurosong. E tenterà di staccare il biglietto per l'atto conclusivo di Lisbona. — di PATRICK MANCINI

29 gennaio 2018

www.chiaradubey.com

L'intervista

La ninna nanna che nonna Carmen le cantava sempre pri ma di dormire è tra i primi ricordi musicali che riaffiorano dal passato di Chiara Dubey. La 24enne rappresenterà la Svizzera italiana alla finale nazionale di Eurosong, il 4 febbraio a Zurigo. Per lei sarà la terza volta, dopo le esperienze del 2011 e del 2012, entrambe culminate con tanti applausi, ma anche con la mancata qualificazione alla finale internazionale. «In me ha sempre prevalso l'orgoglio piuttosto che la delusione – precisa–. Già essere selezionata per la finale nazionale è un onore».

Chiara ci dà appuntamento in una splendida sala della biblioteca cantonale di Locarno. «Qui ho fatto il mio primo saggio musicale, con il mio violino». Ed è da qui che, virtualmente, la 24enne lancia la sua corsa verso Lisbona, sede dell'atto conclusivo di Eurosong. Lo fa con discrezione e raffinatezza. «Perché – dice – io le mie idee le ho chiare. A giugno terminerò il bachelor in composizione al conservatorio di Lugano. Poi voglio concentrarmi sulla carriera da cantautrice. Forse andrò a Londra a seguire un master, indipendentemente da come andrà con Eurosong».


Nel nome della scienza
E pensare che a un certo punto della sua vita, Chiara voleva studiare medicina. «Arrivavo dal liceo scientifico. Con un papà biochimico e una mamma biologa, ho sempre avuto interesse per la scienza. Ma quando si è trattato di fare il grande passo, ho capito che la mia strada era un'altra. Così ho preso il mio violino e mi sono iscritta al conservatorio di Zurigo. In un secondo tempo, ho proseguito gli studi a Lugano. Non mi bastava più che la musica fosse un hobby e non volevo più solo suonare. Avevo il desiderio di creare, fare composizione è qualcosa di magico. Devi avere un'ottima conoscenza della teoria, sei tu che decidi quali strumenti suoneranno e perché». A Eurosong, tuttavia, Chiara presenterà una canzone, “Secrets and Lies”, scritta e composta da altri. Per giunta in inglese, dopo avere cantato spesso in italiano in passato. Uno sgarbo alla patria? «No. Mia mamma è ticinese. Ma mio padre è di origini indiane. A casa mia ho sempre parlato anche l'inglese. Mi viene naturale». I rimandi alla famiglia, nella nostra chiacchierata, sono continui. «Perché siamo come una tribù. Nonna Carmen, con cui ho trascorso tantissimo tempo da piccola, oggi ha quasi 90 anni. È la prima a farmi i complimenti, ma è anche la prima a criticarmi. Mio papà, mia mamma e mia sorella mi seguono sempre. Verranno anche alla finale di Zurigo. E si divertiranno come matti».

L'amore per l'India
Inevitabile una parentesi sull'India e sul suo rappor to con questa terra. «Ci sono stata due volte. È un posto affascinante. Adoro le credenze a cui gli indiani sono ancora legati: come l'usanza di leggere la mano, per non parlare della cucina indiana. L'India mi ha trasmesso, probabilmente, una certa spiritualità. So di essere fortunata e non so mai bene chi ringraziare per questo. Ma ho la sensazione che qualcuno o qualcosa mi aiuti da un'altra dimensione». Agli esordi Chiara non era certo spigliata come lo è oggi. Indimenticabile la serata del primo concerto da cantante, in Valle Verzasca. «Ero sul palco con Filippo Leoni, un amico chitarrista. Mi salì la febbre e mi venne il mal di gola. Tutto per lo stress. Ero nervosa, agitata, somatizzavo le mie sensazioni. La gavetta, anche in gruppo, con i mitici Griots, mi è stata d'aiuto. Oggi mi sento più sicura, e sono diventata un'estrema perfezionista». Una voce delicata. Un timbro inconfondibile. E un testo impegnativo. Chiara si ripresenta al grande pubblico con un brano che lancia un messaggio forte. «”Secrets and Lies” significa Segreti e bugie. Viviamo in un mondo in cui prevale l'apparenza. Ma il nostro è un mondo vero. Le persone dovrebbero capire che non hanno bisogno di maschere. Al contrario dovrebbero credere maggiormente in se stesse». E che Chiara non sia una che si omologa facilmente, lo si intuisce anche dal suo rapporto con i social network. «Non ci investo abbastanza tempo. Sono sempre rimasta indietro in queste cose. Mi chiedo sempre se alla gente possa interessare davvero quello che sto per pubblicare in un post. Però sono anche consapevole che nel mondo della musica oggi non contano solo le canzoni. Il pubblico vuole conoscere anche dettagli e curiosità sulla vita degli artisti. Beh, qualche anno fa non avevo neanche un sito internet. Ora ce l'ho. È già un bel passo, no?».

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