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«Io, vagabondo ecologico»

Tiziano Di Valerio, 47enne di Biasca, ingegnere meccanico, ha vissuto avventure in ogni angolo del pianeta. Da una sparatoria in Messico all'uragano in Texas. La sua passione? Le auto elettriche.

29 maggio 2018

Il ritratto

TESTO: PATRICK MANCINI - FOTO: MELANIE TUERKIYLMAZ

L'ultima grande avventura l'ha vissuta in Texas, con l'uragano Harvey a mettere in ginocchio migliaia di statunitensi. Tiziano Di Valerio, 47 anni, ha le stigmate del globetrotter. Ingegnere meccanico freelance, per lavoro gira il mondo. E quando torna a casa, nella “sua” Biasca, si rifugia all'ombra della cascata di Santa Petronilla. «È qui che partorisco le mie pensate».

Col salamino in valigia
Il rumore dell'acqua in sottofondo. La pace, il silenzio. E Tiziano che si racconta. «In mezzo alla natura cerco il mio equilibrio interiore. Anche nella mia cascina sopra Largario, in Val di Blenio. La montagna è la cosa che più mi manca quando sono all'estero. Mi dà un senso di protezione, è un punto di riferimento». Brutta bestia, la nostalgia. «A volte, quando sono in viaggio, mi porto in valigia il salamino ticinese».

Sparatoria al matrimonio
L'Europa percorsa in lungo e in largo, l'Asia, l'America. «A lungo mi sono occupato dell'avviamento di centrali elettriche». Con una tappa cruciale in Messico, a cavallo dei primi anni 2000. Proprio in Messico, Tiziano conosce Hortensia, la donna che diventerà sua moglie. «Tutto inizia quando finisco nel bel mezzo di una sparatoria, durante un matrimonio. In Messico gli invitati possono invitare gli amici. E poi capita che arrivino pure gli amici degli amici. Con tutte le incognite del caso. Sta di fatto che una persona muore, lo sposo viene ferito al braccio. E io resto molto colpito da quell'episodio». Tiziano sente il bisogno di cambiare aria. E così decide di andare a trovare una donna, che vive a migliaia di chilometri di distanza e con cui sta chattando via internet ormai da qualche mese. «All'epoca pesavo 30-40 chili in meno, avevo i capelli, ero un viveur. Con questa ragazza, però, non mi ero mai incontrato dal vivo. Chattavo soprattutto per perfezionare lo spagnolo. Ora avevo finalmente il pretesto per andare a trovarla. Non ci pensai due volte. Ricordo ancora il nostro primo incontro all'aeroporto. Fu un colpo di fulmine».

Amore a distanza
Nel 2003 i due si sposano. Tiziano riduce gradualmente gli impegni all'estero. Per qualche anno, si occuperà di formazione tecnica in un'azienda di Svitto. Fino alla chiamata da Houston, nell'estate 2017. E l'ennesima partenza. «Mia moglie è rimasta in Ticino. Io ho fatto qua e là. Un amore a distanza, insomma». In Texas l'ingegnere ticinese incontra una mentalità totalmente incompatibile con quella degli svizzeri. «Lo svizzero vuole essere assicurato, vuole avere un conto risparmio. Laggiù si vive alla giornata, costantemente al limite delle proprie possibilità. C'è una cultura completamente basata sul credito. A livello di formazione, inoltre, gli americani sono un po' indietro. Non hanno manualità nelle cose».

Conflitti interiori
Tiziano per sei mesi collaborerà con un'azienda petrolchimica. Un ruolo che gli crea non pochi conflitti interiori. «La mia anima ecologica ne ha sofferto. In passato avevo sempre cercato di lavorare con ditte che avevano a cuore l'ambiente. Forse anche per questo poche settimane fa ho deciso di rientrare in Ticino e prendermi un periodo di pausa. Per me l'impegno ecologico è una priorità».


Tiziano Di Valerio a bordo della sua auto elettrica.

Ricordi terribili
Poi si torna a discutere dell'uragano dello scorso settembre. Il viso di Tiziano si fa cupo. «Tutto era allagato. Molta gente era senza casa. Mi sono sentito scomodo, non potevo avere il controllo sulla situazione, avevo addosso un senso di inquietudine. Forse per il fatto di essere così lontano dagli affetti. Ho visto persone perdere tutto quello che avevano, c'erano montagne di macerie per strada. Eppure, questo popolo è stato in grado di rialzare la testa quasi subito». Tiziano palleggia l'inglese, ma si esprime egregiamente anche in francese, in tedesco, in spagnolo. Conosce addirittura un po' di turco, di russo e di arabo. «Sono un artista del “fai da te”. Le lingue le ho imparate quasi sempre per conto mio, mentre ero in giro. Il trucco è quello di apprendere ogni giorno cinque parole utili, per poi memorizzarle». Nonostante questa sua propensione per il viaggio, ora però sente il bisogno di stabilizzarsi. «Ho pure una mamma di una certa età. Voglio starle vicino. Nei prossimi mesi rifletterò sul mio futuro». Anche perché, nel frattempo, sono cresciute le adesioni al gruppo Teslari (gli appassionati dell'auto Tesla, nella Svizzera italiana). Che lo reclama come presidente. «Abbiamo creato una bella comunità di appassionati. È nato un forum di discussione su internet e ci si incontra puntualmente dal vivo. La sensibilità per le auto elettriche è in ascesa continua. Chissà che il mio futuro non possa essere in questo ramo».