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RITRATTI
GARY BERNASCONI

Meravigliarsi delle piccole cose

Senza saperlo, Gary Bernasconi lo avrete già visto tutti, sui cartelloni di Lovelife. Il giovane ticinese però è molto più di un modello: musicista, pittore, performer, da due anni lavora al Circus Chnopf. Incontro con un “ragazzo” dai mille talenti.

TESTO
FOTO
PINO COVINO
09 ottobre 2018

La relazione umana non poteva che essere al centro della vita di Gary Bernasconi. I genitori sono albergatori e lui cresce tra la hall inondata di musica jazz, i corridoi e le vicissitudini dell’Hotel Colorado di Lugano. Lo incontro in Piazza Riforma, in occasione del Buskers, il festival degli artisti di strada. Da due anni infatti è entrato a far parte del Circus Chnopf, e se gli chiedi dove abita ti risponde «sparpagliato in giro».

Una vita all’insegna dell’arte

«Il movimento del corpo è una mia grande passione, credo molto nei benefici dell’avere una pratica fisica a tutti i livelli – racconta –; io ho avuto la fortuna di avere un papà sportivo che mi portava sulle piste da sci e a praticare altri sport già da molto piccolo». Studia sport a Friborgo e consegue un master in preparazione fisica di sportivi di élite a Macolin. Gary ha in sé in geni del successo e la vita lo chiama a bruciare le tappe. «Durante gli studi, sono stato proiettato nel mondo lavorativo come capo allenatore del settore freestyle snowboard della federazione sci della svizzera italiana Fssi nella disciplina del boardercross – ricorda – . Sono uno che si butta, che se ha un’opportunità ci prova». Dato che ha praticato lo snowboard sin da piccolo, in poco tempo si ritrova proiettato dall’altra parte. «Ho iniziato a gareggiare ottenendo ottimi risultati prima a livello svizzero e poi, accedendo a una tappa della coppa del mondo, le cose si stavano facendo serie – spiega – ma rendendomi conto sia dell’investimento economico e di tempo che dei rischi di infortunio altissimi ho cambiato rotta». Ne approfitta allora per fare il servizio civile, che era rimasto in stallo, in un asilo della Montessori in Ticino. «Un’esperienza che ha aperto ancora un’altra dimensione, stare con i bambini, gli esseri più autentici, puri, creativi e spontanei che ci siano, mi ha dato tantissimo: nessuno come loro sa meravigliarsi delle piccole cose».

La meraviglia fa parte delle qualità che Gary più ricerca nel quotidiano, sia professionale che personale. Ha un cuore d’artista e, da quando è ragazzo, suona il basso e con la band reggae e funk ABC, gira Ticino, Svizzera e paesi limitrofi. «Ricordo ancora quando macinavo Lugano-Melide sul mio lentissimo motorino per andare alle prove – dice sorridendo –. I compagni del gruppo sono amici con cui sono cresciuto, condividendo mille avventure: un mese ogni anno partivamo per il tour vivendo da veri gitani». Poi sente il bisogno di una nuova sfida e si lancia in un progetto solista dove unisce al basso, con una loop station, la sua voce. Questa apertura creativa gli apre le porte del Circo. «Sono due anni che giro con il Circo, un’esperienza unica con questo progetto artistico fantastico che esiste già da 28 anni. Facciamo oltre 56 spettacoli per stagione: ho la fortuna di poter dire che amo la mia vita ed il mio lavoro e sono molto grato alla famiglia Chnopf!». Oltre alla musica ed alle acrobazie, quando trova il tempo, Gary ama anche dipingere. «Attraverso l’arte, nelle sue varie forme, mi piace l’idea di offrire un sorriso, far stare chi mi incontra e far tornare tutti un po’ bambini: con gli occhi grandi e pieni di meraviglia». Prova molta gratitudine per la famiglia che lo ha sempre sostenuto in tutte le sue scelte e imprese fuori dagli schemi.

“Coming out” in grande formato

Madre natura è stata generosa con Gary che, grazie alla sua bellezza e alle capacità sceniche, si diverte anche a fare il modello. La scorsa primavera ha deciso di esporsi a livello personale lanciando un messaggio di libertà e tolleranza. «Sono stato scelto per la nuova campagna di Lovelife che promuove il sesso sicuro – racconta Gary – e ho deciso di fare una sorta di “coming out” pubblico dato che appaio sui cartelloni pubblicitari di tutta la Svizzera assieme al compagno con cui sto da due anni». Una sfida per Gary che, ammette, nel 2018 è ancora difficile metabolizzare l’essere parte di una minoranza. «Ho preso la proposta di Lovelife come una sfida per far capire al Ticino che essere gay non vuol dire valere meno – prosegue Gary –; bisogna imparare a lottare contro i pregiudizi, ad amarsi per quello che si è. Essere gay non è sempre facile: personalmente ho speso moltissimo tempo a lavorare su me stesso e cercare di accettarmi e, attraverso le difficoltà, sono cresciuto molto». E per il futuro che cosa sogni? «Vorrei continuare su questa strada, crescendo come performer, senza smettere mai di stupirmi della magia del quotidiano: mi piacerebbe continuare nel mondo dello show, concretizzare il mio progetto musicale solista GaryLaLoupe, continuare a dipingere e a far emozionare il pubblico come performer!».