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Passaporto nuovo, vita nuova

Il luganese Marco Serventi vive da sette anni a Sydney e di recente ha ottenuto la cittadinanza australiana.

30 luglio 2018

Una grande città ma a misura d?uomo, baciata dal sole e bagnata dal mare. Marco Serventi ammira lo skyline di Sidney.


Il ritratto

TESTO: MATTIA BERTOLDI - FOTO: MAD

Nella vita di ogni emigrante arriva il momento in cui ci si rende conto che la patria d'adozione è diventata qualcosa di più. Per Marco Serventi, 31 anni di Lugano, quel momento è coinciso con l'ottenimento di un secondo passaporto (quello australiano) che qualche settimana fa ha suggellato un viaggio iniziato nel 2011. «In sette anni sono certamente cambiato molto.  Vivere in un Paese dove più del 25% degli abitanti è nato all'estero ha ampliato le mie vedute, mi ha reso più aperto e fatto conoscere altre culture. Inoltre penso di essere diventato un po' più estroverso: gli australiani sono calorosi e amano fare due chiacchere, anche se non ti conoscono. Noi svizzeri siamo più riservati».

Una nuova vita, quasi per caso
Marco si è laureato in lettere a Losanna, ha preso un anno sabbatico e si è cimentato nel mondo del lavoro. Voleva conseguire un Master in inglese ed è partito per l'Australia all'inizio del 2010 per migliorare le sue competenze nella lingua di Shakespeare. Dopo esser rimasto in Oceania per quattro mesi, è tornato in Ticino, ma solo per un breve periodo. Nel 2011 è ripartito e ha conseguito un Master in comunicazione alla University of Technology di Sydney. Infine, il lavoro. «Dopo aver lavorato per tre anni come Marketing Manager per un grande gruppo alberghiero, da tre mesi a questa parte mi sono messo in proprio con Sons of Social, dove offro consulenza marketing per piccole e medie imprese. Potrà sembrare un cliché, ma penso che la proverbiale efficienza svizzera e la nostra etica del lavoro siano apprezzate in ambito professionale, così come la conoscenza delle lingue. E anche per quanto riguarda il tempo libero, Sydney mi offre tutto ciò che m'interessa: è una grande città ma a misura d'uomo, baciata dal sole per gran parte dell'anno e dotata di spiagge a poca distanza».

Una grande città ma a misura d'uomo, baciata dal sole e bagnata dal mare.
Marco Serventi ammira lo skyline di Sidney.

Sono però molti i ticinesi che alla metropoli più popolosa del continente preferiscono Melbourne, considerata più “europea”. «Melbourne è una bellissima città che per molti versi (offerta culturale, eventi, musei, ecc.) offre più di Sydney, ma il clima freddo mi ha sempre frenato. In posti come questo si fa tutto all'aperto, e ormai ci ho fatto l'abitudine». L'acclimatamento culturale è stato facilitato dalla compagna (Flora, australiana), ma passa anche attraverso piccoli gesti. «La grigliata in spiaggia la domenica è sicuramente una delle cose più tipicamente australiane che faccio. Inoltre mi capita di andare ovunque in infradito, sedermi a fianco del conducente quando prendo un taxi, gridare “thank you” all'autista quando scendo dal bus e fare colazione nei caffè con toast, uova e avocado».
La mente, però, torna spesso e volentieri al Ticino. «Ormai posso dire di vivere su Skype e WhatsApp. Al giorno d'oggi, per fortuna, la tecnologia rende tutto molto facile, anche se talvolta qualche familiare sbaglia a calcolare il fuso orario e mi chiama alle tre di notte. Non appena mi sveglio, inoltre, mi connetto a internet per controllare cosa è successo in Ticino; durante gli ultimi playoff di hockey, per esempio, verificavo come prima cosa i risultati dell'HC Lugano».
Contro la nostalgia, però, non c'è schermo digitale che tenga. «Mi mancano soprattutto i nostri paesaggi: i laghi e le montagne. E poi mi manca essere al centro dell'Europa, a due passi da altri Paesi. Qui per viaggiare all'estero o vai in Nuova Zelanda o devi farti almeno otto ore di volo».

Da bravo ticinese, uno dei compiti di Marco è stato mostrare a Flora questo piccolo angolo del Vecchio Continente. «Le ho mostrato come si vive da noi. Trova che la Svizzera sia bellissima, ma dopo aver passato due ore in giro per Lugano mi ha chiesto dov'era “il centro città”. Le ho dovuto dire che l'avevamo già visto tutto!».

Cicerone in Australia
Il nostro intervistato non è un perfetto cicerone solo in terra elvetica: anche in Australia ama mostrare agli amici ticinesi gli scorci migliori. «Adoro fare da guida turistica a parenti e amici. Cerco di mostrar loro non solo le attrazioni turistiche, ma anche alcuni locali “nascosti” che non hanno insegna e che solo la gente del posto conosce. Li porto a mangiare cibo malese, libanese, nepalese: ristoranti che in Ticino non si trovano facilmente e che invece qui abbondano. E poi, ovviamente, andiamo in spiaggia. Ma mentre i turisti vanno tutti a Bondi Beach io li guido verso piccole spiagge dove non c'è quasi mai nessuno». Che sia la Svizzera o l'Australia, quindi, non importa: Marco Serventi è determinato a mostrare il meglio delle sue due patrie. Quella di nascita, e quella di adozione.