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Un'incorreggibile "precisina"

Broker assicurativa e appassionata di golf. Ma soprattutto Ilaria Broggini, classe 1984, è una delle anime di Caléa, gruppo teatrale locarnese che punta sul musical e sui giovani.

22 maggio 2018

Il ritratto

TESTO: PATRICK MANCINI - FOTO: MASSIMO PEDRAZZINI

Dietro le quinte, è la classica “precisina”, che puntualizza e cura ogni dettaglio. Forse è anche per questa dote che Ilaria Broggini sta riuscendo fare conoscere il gruppo teatrale Caléa in tutta la Svizzera italiana. Classe 1984, losonese doc, Ilaria è l'addetta alle pubbliche relazioni di questa simpatica compagnia che punta tutto, o quasi, sul musical. «Perché il musical è tornato di moda. Il pubblico forse vuole andare oltre la semplice recita classica. E qui si uniscono teatro, danza e musica, appunto».  

Sarà uno spettacolo ispirato agli anni ‘50 quello che Ilaria Broggini con la compagnia Caléa porteranno in scena a Locarno.

La pianta dei sogni
Caléa, come il nome di una pianta considerata una guida spirituale dagli antichi sciamani. Ma anche come un punto di incontro, ormai dal 2012, tra più generazioni. Il più giovane ha 16 anni. Il più “anziano” 63. «Tutti attori amatoriali. Tutti ticinesi». Quest'anno la compagnia è in scena con All Shook Up (prossimo appuntamento il 26 e il 27 maggio al Teatro di Locarno), spettacolo che rievoca le magiche atmosfere degli anni '50.
«Cerchiamo sempre di portare sul palco qualcosa di giovane e coinvolgente, che scateni il pubblico. Per questo puntiamo sempre sulla musica live, coinvolgendo musicisti della regione». Sì, perché Ilaria lo sa benissimo. Nell'immaginario collettivo il teatro è spesso visto come qualcosa di élitario. «Addirittura noioso. Portare ragazzi di 20 anni in platea è una soddisfazione che non ha prezzo. La nostra missione è quella di “svecchiare” l'immagine che il palco teatrale risveglia nei giovani. Ci eravamo, ad esempio, già riusciti con “Carnivora”, show portato in scena nel 2016 e ispirato al film “La piccola bottega degli orrori”. Partiamo da copioni già esistenti e poi siamo noi ad adattarli, a tradurli, a renderli appropriati al tipo di pubblico che vogliamo coinvolgere».

Ilaria Broggini: «Cerchiamo sempre di portare sul palco qualcosa di giovane e coinvolgente»

Un poker a briglie sciolte
Quattro ragazze scatenate. Jesaia, Alexandra, Giulia e, appunto, Ilaria. È lo “zoccolo duro” su cui si fonda Caléa. Il poker di artiste che, in un certo senso, manda avanti la baracca. «Tutte noi abbiamo esperienze importanti alle spalle. Jesaia ha studiato addirittura oltre Oceano. Selezioniamo i protagonisti dei nostri musical con una serie di casting. Siamo sempre alla ricerca di nuovi talenti, anche se non è così semplice: la gente si blocca, ha vergogna di mostrarsi. Nella vita di tutti i giorni non si è abituati a ballare, a cantare…». Già, la vita di tutti i giorni. Quella che vede Ilaria fare carriera nel ramo assicurativo. Quella che la vede impegnata in lunghi pomeriggi sul campo da golf. «Mi ci rifugio per pensare, per staccare da tutto. Forse è la mia ossessione per la precisione ad avermi spinta verso questa disciplina. In fondo, è uno sport in cui non puoi sbagliare niente. Devi essere in equilibrio totale per centrare la buca. Quasi come nella danza, che pratico sin da quando avevo sei anni. Il golf, pur essendo un divertimento, mi ha insegnato a gestire le emozioni, anche nei momenti difficili».
E, infatti, Ilaria è una che non si scoraggia mai facilmente. Nemmeno quando si tratta di raccogliere decine di migliaia di franchi per mettere in piedi uno spettacolo. «Tocca a me, in prima persona, cercare e trovare i nostri sponsor. Una sfida non da poco, anche perché di gruppi teatrali nella Svizzera italiana ce ne sono una marea. E, allora, mi tocca raccontare chi siamo, cosa vogliamo proporre».
E poco importa se il pregiudizio comune vuole che nella cultura i privati non abbiano interesse a investire. Ilaria va avanti a testa bassa. Cocciuta. «Creiamo collaborazioni con persone che operano in settori correlati al teatro. Magari tecnici, sarti, grafici, artigiani. Ogni piccolo sostegno è vitale. Di recente un interior designer ci ha messo a disposizione alcune costruzioni scenografiche. L'obiettivo per noi è soprattutto quello di coprire le spese. I conti, però, alla fine devono quadrare. Non possiamo permetterci di sforare. Poi se resta qualcosa, si esce tutti insieme a cena». È come una famiglia, Caléa. In cui tutti fanno la loro parte. «E abbiamo pure coinvolto famigliari e amici. Tiziano, il mio moroso, e l'amico Daniele, ad esempio, ci danno una mano con la grafica e per il sito web. Il rapporto con i media, inoltre, è ottimo. Ci danno spazio. Per noi è un attestato di stima». Anche se, sotto sotto, Ilaria convive sempre con il timore che qualcosa vada storto. «Ma fa parte del gioco. L'adrenalina te la senti addosso già due settimane prima dello spettacolo. Hai paura di eventuali concomitanze, o che qualcosa non funzioni durante lo show. E allora sì che mi torna utile il verde dei campi da golf. Con il loro silenzio e con la loro armonia».