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RITRATTI
FELICIA BAGGI

Un mondo sempre colorato

La musica di Guccini e Morandi, il volontariato in Ticino e all’estero, lo sport nonostante quel problema alle articolazioni. Felicia Baggi, 22enne di Malvaglia, è una ragazza dai mille volti. E dall’eterno sorriso.

TESTO
FOTO
HSASKIA CEREGHETTI
06 novembre 2018

Felicia Baggi: «Sono sempre impegnata. Mi ricarico a energia naturale».

Quando te la ritrovi di fronte, l’immagine che ti viene in mente è quella di un arcobaleno. Allegro, spontaneo. Poi scopri che Felicia Baggi, 22enne di Malvaglia, vive davvero in un mondo colorato, variopinto.
Adottata dalla Romania, abita in valle di Blenio, parla il dialetto ed è un vulcano di idee. Calciatrice, allenatrice e arbitro di unihockey, monitrice di sci, animatrice di colonie, volontaria in giro per il mondo. «Sono sempre impegnata – ammette –. Mi ricarico a energia naturale».

Col fischietto in bocca

Tre anni di apprendistato in una casa per anziani, in vari settori legati all’economia domestica. Un presente professionale al bancone della farmacia della mamma, a Biasca. Oltre al lavoro, però, c’è molto di più. Quella di Felicia è la storia di una ragazza fuori dal tempo e fuori dagli schemi. Di una 22enne che non ama le nuove tecnologie e che ascolta musica piuttosto démodé. Da Guccini a De André, passando per Aznavour e Garou. «Il mio preferito, però, resta Gianni Morandi. Non so perché sono attratta da questi cantanti. È così e basta».
Appassionata di fotografia, la giovane bleniese convive da anni con un problema alle articolazioni che, a tratti, le causa forti dolori. «Lo sopporto e non mi lamento. Mi ritengo, anzi, fortunata di non avere qualcosa di grave. E di certo non rinuncio allo sport. Di recente ho ripreso a giocare a calcio, nell’Arzo e poi nell’Ascona, in difesa, o all’occorrenza in porta. Per un anno ho pure fatto l’arbitro, nel settore allievi. Ho smesso perché notavo veramente poco rispetto in campo».
Felicia continua, tuttavia, a fischiare come arbitro di unihockey, disciplina che la vede protagonista anche come allenatrice.
«Dirigo una squadra giovanile del Ticino Unihockey, ho a che fare con adolescenti. E riesco a farmi seguire. Non sono una persona autoritaria, penso che nessuno possa dire di avermi mai sentita urlare. Arrabbiarsi, d’altronde, non serve a nulla, nello sport come nella vita».

 Felicia Baggi.

Madagascar, mon amour

Ed è una filosofia che Felicia applica anche nelle sue attività di volontariato. Responsabile della colonia Prossimondo a Cugnasco-Gerra, dedicata ai ragazzi delle scuole dell’obbligo, la 22enne milita in varie associazioni religiose e non. «Ho avuto un’educazione cristiana. Vado a messa almeno una volta alla settimana. Penso di avere una fede “giusta”».
Proprio grazie a un’associazione religiosa, di recente Felicia ha vissuto un’esperienza in Madagascar. «Insegnavo italiano, materie inerenti la sartoria, e matematica ai bambini di Ilanivato, frazione della capitale Antanarivo. In seconda elementare sanno già le tabelline a memoria, è impressionante come in quel contesto si badi agli aspetti pratici, concreti. Eppure, gli insegnanti, almeno sulla carta, non sono così qualificati come da noi. Lì ho capito che, forse, il mio futuro potrebbe essere proprio in Africa, in una realtà povera in cui io possa davvero rendermi utile. Certo, anche in Ticino chi vuole fare volontariato ha solo l’imbarazzo della scelta. Ma il Madagascar mi ha conquistata». C’è solo un piccolo, grande, problema.
Un punto debole che Felicia non è ancora riuscita ad affrontare. «In Madagascar ci sono un sacco di cani in giro per le strade. E io, dai cani, solitamente scappo. Sono schizzinosa e ho paura. È un mio grosso limite, che mi crea disagi anche quando sono in Svizzera. Sembra assurdo per una ragazza cresciuta a Malvaglia. Beh, sto già migliorando. Qualche tempo fa ho preso una tartaruga…».

Vedi cara…

Dal cassetto dei ricordi riaffiorano fotogrammi del viaggio a Santiago di Compostela in bicicletta, una lunga pedalata che risale a qualche anno fa. Parlare con Felicia diventa un continuo “pingpong” tra passato e futuro. «Ho diversi progetti per la mia vita, anche quello di conseguire la patente di guida del pullmino». Tra una chiacchiera e l’altra, Felicia fischietta una canzone, “Vedi cara” di Francesco Guccini. Note d’altri tempi, un brano di nicchia, marchiato con la erre inconfondibile del cantautore modenese. «Adoro questa canzone. È una poesia, la colonna sonora della mia vita. È semplice, e io in fondo sono una persona proprio così. Semplice». Una giovane a cui piace anche improvvisare. Soprattutto per quanto riguarda il tempo libero. «Solitamente ho l’agenda così piena di impegni entusiasmanti, che ogni tanto voglio uscire dai binari, pensare alle mie necessità del momento, decidere le cose all’ultimo secondo. Sempre e comunque col sorriso».