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RITRATTI
CHIARA PRIMAVESI

«Sono una che va molto di cuore»

La giovanissima e promettente attrice Chiara Primavesi ha iniziato a recitare tre anni fa e i progetti in Italia e in Ticino non mancano. Ma i suoi interessi vanno oltre il cinema. Incontro a Lugano.

TESTO
FOTO
SANDRO MAHLER
26 maggio 2019

I nostri lettori si ricorderanno di lei soprattutto per la sua partecipazione alla serie televisiva “Casa Flora”, trasmessa dalla Rsi nel novembre 2017. Stiamo parlando dell’attrice ticinese Chiara Primavesi, che da pochi giorni ha compiuto 21 anni.

L’appuntamento è a Lugano, al parco Ciani, e rimaniamo subito colpiti dal suo bel sorriso, che denota una grande serenità, e dalla sua semplicità. Non ci sembra di avere di fronte a noi una persona che ha già recitato con registi e attori affermati, ma la classica ragazza della porta accanto, tutta acqua e sapone.

Chi è Chiara Primavesi? «Sono ticinese, di Gentilino. Mio papà è svizzero italiano, mia mamma (che ha vissuto per quindici anni in Africa quando era giovane) olandese, con sangue cinese e armeno. Ottenuta la maturità a Lugano, nel 2017 sono partita per gli Stati Uniti per studiare bene l’inglese: ho trascorso sei mesi a New York e uno a Los Angeles. È stata un’esperienza che mi ha cambiato la vita, perché per la prima volta ho imparato a vivere da sola e ad arrangiarmi. Al mio ritorno, mi sono trasferita a Roma, dove abito tuttora; sto facendo casting e portando avanti i miei progetti».

Chiara Primavesi si è appassionata alla recitazione fin da piccola. «Da bambina ho frequentato il circo Fortuna, qui a Lugano, poi ho fatto teatro. Mi piaceva molto recitare perché mi permetteva di comunicare con le persone, di far loro vivere delle emozioni. Già quando avevo 12-13 anni provavo il desiderio di esprimere quello che avevo dentro tramite il teatro e il cinema. Il fatto di interpretare dei personaggi mi evitava di sottopormi al peso del giudizio, che è molto forte quando si è piccoli, e al quale non sarei sfuggita se avessi utilizzato altri registri. Così a quindici anni, mentre frequentavo la prima liceo, dopo non poche discussioni, sono riuscita a convincere i miei genitori a lasciarmi andare all’Accademia di recitazione 09 a Milano, che frequentai per sei mesi prima di tornare a completare i miei studi qui in Ticino, pur continuando a fare casting».

La prima esperienza sul set

L’esordio di Chiara nel cinema avviene nel 2016 nel film di Luca Lucini “Come diventare grandi nonostante i genitori”, accanto ad attori del calibro di Giovanna Mezzogiorno, Margherita Buy o Matthew Modine. «Essere per la prima volta sul set è stata una bellissima esperienza. Per me era tutto nuovo e non mi sembrava vero lavorare con attori che prima avevo visto solo al cinema. Ho imparato molto da loro e naturalmente anche dal regista”. Ma pure di “Casa Flora”, girato a Lugano e Mendrisio, Chiara Primavesi ha un bellissimo ricordo, perché l’ha fatta conoscere al grande pubblico della Svizzera italiana. «Per me, tornare in Ticino e vedere realizzato il mio sogno di fare l’attrice è stato molto emozionante ed è stata un po’ una “rivincita” verso coloro che erano molto scettici o non credevano in me quando me ne sono andata. È stata indubbiamente una bella soddisfazione».

Nel 2018 Chiara ha girato altri tre film, che non sono ancora usciti. I primi due sono “Lamborghini”, dedicato al famoso costruttore di automobili, del premio Oscar americano Bobby Moresco (con, tra gli altri, Antonio Banderas, Maria Grazia Cucinotta e Alec Baldwin, e “Credo in un solo padre”, di Luca Guardabascio, un film contro la violenza sulle donne. Di particolare interesse, per noi, il terzo film: «È del regista ticinese Fabio Pellegrinelli, si intitola “L’ombra del figlio” ed è stato girato a Lugano. Ma non posso dire di più perché non è stato ancora presentato».

Da Roma al Ticino

Come detto, Chiara Primavesi abita a Roma, dove si trova molto bene perché è la città ideale per chi vuole fare cinema e coltivare le belle arti. Ma appena può viene in Ticino a trovare i genitori, il fratello e la sorella, con i quali ha un bellissimo rapporto. «Oltre che da loro, vado volentieri al Sasso della Parole, ad Agra, dove Herman Hesse si recava sovente a dipingere, e anche al Parco Ciani, a Lugano, dove c’è la lapide di Pierino Primavesi, un mio antenato pioniere dell’aviazione, inabissatosi nel Ceresio nel 1913. Io amo molto la natura e da questo punto di vista il Ticino è particolarmente generoso».

Chiara è ancora molto giovane. Legata sentimentalmente all’attore italiano Daniele La Leggia, con il quale dice di avere trovato tanta comprensione e un grande equilibrio, non ha veri e propri progetti per il futuro. «Continuerò certamente a fare cinema, senza però dimenticare le mie altre grandi passioni, che sono la scultura, la pittura, la fotografia, l’arte, la scrittura e, per quanto riguarda lo sport, l’equitazione e l’arrampicata. Io sono una che va molto di cuore, d’istinto e a cui non piace fare programmi (salvo, ovviamente, quando giro dei film). Adoro lasciarmi sorprendere».