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RITRATTI
ANNA MARIA SURY

Quella bambina che aiutava i malati

Anna Maria Sury, 57 anni, vice sindaco di Muralto, ha appena vinto il Prix Sana 2019, il premio socio sanitario più prestigioso della Svizzera. Un riconoscimento legato al suo impegno nell’ambito del turismo inclusivo.

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massimo pedrazzini
16 dicembre 2019

C’era una volta una bimba svizzera che viveva sul lago di Como, a Domaso. Nella regione la conoscevano perché dava una mano alla sua compagna di classe, che aveva il papà gravemente malato. A soli 10 anni andava a casa sua e la aiutava a imboccare l’uomo.

Quella bambina si chiama Anna Maria Sury, oggi ha 57 anni, è vice sindaco di Muralto, e ha appena vinto il Prix Sana 2019. Il premio socio sanitario più prestigioso della Svizzera, condiviso con Fra Martino Dotta e con la bernese Margaretha Rieser. «Sono stata premiata in particolare – precisa Anna Maria – per il mio impegno nell’ambito del turismo inclusivo, per persone affette da SLA».

La partenza per i Grigioni

Anna Maria cresce su suolo italiano in seguito al trasferimento dalla Svizzera della sua fami- glia. «Dopo la seconda guerra mondiale era intenzionata ad aprire un’industria metallurgica. In Svizzera questo non è stato possibile. Ecco perché sono cresciuta sulle rive del Lario. Quando aiutavo il papà della mia compagna ero felice. Perché allo stesso tempo sapevo che, grazie al mio sostegno, lei poteva dedicarsi allo studio. A poco a poco è nata dentro di me la voglia di fare questo per tutta la vita. E così nel 1979 mi sono trasferita in Engadina, a Samedan, dove c’è un’importante clinica. Nel frattempo ho seguito la scuola professionale per infermieri a Ilanz».

Proprio a Samedan lo sguardo di Anna Maria si incrocerà con quello di Adrian, medico che in futuro diventerà suo marito. «È stato proprio l’amore a portarmi nel Locarnese, dove Adrian lavorava. Nel frattempo però ho avuto esperienze in mezza Svizzera, con una dozzina di traslochi».

Attiva anche con Telethon

Attualmente la 57enne lavora a tempo parziale per il centro Myoswiss, che sostiene i pazienti ambulatoriali con malattie rare neuromuscolari, ed è attiva in un’infinità di iniziative a sfon- do benefico. «Nel periodo dell’Avvento, mi concentro su Telethon, in diverse località. Telethon, tuttavia, mi coinvolge anche durante il resto dell’anno».

Dal 2011 collabora con l’associazione Claire & George, proponendo vacanze in Ticino a persone che soffrono di malattie degenerative.

«La sclerosi laterale amiotrofica è una malattia parecchio invalidante. Spesso colpisce persone giovani, che non riescono ad adeguarsi in fretta al nuovo stato in cui si ritrovano. Lo scopo delle vacanze che promuovo è di dare loro la possibilità di avere momenti di normalità. Perché in fondo è ciò di cui hanno più bisogno, la leggerezza di sentirsi ancora in grado di vivere determinate emozioni. Queste vacanze sono rese possibili grazie alla Clinica Santa Chiara, alla Residenza Al Lido e ad altri alberghi del Locarnese. A volte i pazienti vengono con i famigliari, spesso da soli».

Un importante impegno civico che ha coinvolto numerosi volontari. «Cerco sempre di contagiare tutti con il mio entusiasmo, sono una persona solare. E mi fa piacere constatare che diversi giovani si lancino in questa sfida e ne escano gratificati».

Un messaggio positivo

Dal matrimonio con Adrian, Anna Maria avrà tre figli. Nel frattempo, oltre a fare la mamma, non ha mai smesso di lavorare. «A un certo punto è arrivata la politica. E anche lì, come responsabile del Dicastero opere pubbliche, mi sono battuta per i più deboli. Ad esempio, lanciando uno dei primi parchi giochi in Ticino accessibile a qualsiasi persona disabile. O, ultimamente, introducendo un sollevatore per disabili al Porto di Muralto, di modo che anche il portatore d’handicap possa usufruire delle imbarcazioni private».

Della vita privata di Anna Maria Sury si sa poco. Quando va in vacanza, in luoghi rigorosamente lontani e caldi, lascia il cellulare a una persona fidata, capace di prendere nota di eventuali incombenze. «Così posso staccare la spina per quelle poche settimane all’anno».

Grande amante degli animali, Anna Maria ha un cane, 4 gatti, e un laghetto con diverse decine di pesciolini e 6 tartarughe. Per il resto, non si sbottona più di tanto. Appare, anzi, come una donna parecchio discreta. «Può sembrare paradossale, ma non mi piacciono tanto i riflettori. Anche a Lucerna, mentre ricevevo il Prix Sana 2019, ho cercato di non rivelare troppo di me. Sono fatta così».

Ma come ci si sente a essere ambasciatrice socio sanitaria in Svizzera? «Viviamo in una società sempre più individualista. Voglio però vedere l’altro lato della medaglia. C’è ancora tanta gente che ha voglia di mettersi in gioco».