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RITRATTI
DANIELE MERCOLLI

«Qui mi sento a casa»

Un doppio anniversario al Romanisches Seminar di Zurigo: il bibliotecario locarnese Daniele Mercolli festeggia 25 anni di carriera nel 125esimo anno di giubileo del seminario.

TESTO
FOTO
Pino Covino
25 novembre 2019

Una delle attività più care a Daniele Mercolli sono le visite guidate, organizzate per gli studenti in biblioteca.

«Il vantaggio di lavorare da 25 anni nello stesso posto è che qui mi sento a casa» rompe il ghiaccio con un sorriso Daniele Mercolli, classe 1958, bibliotecario al Romanisches Seminar di Zurigo da ormai un quarto di secolo. Lo incontriamo in quest’oasi mediterranea dell’Università della Limmat, che da 125 anni accoglie gli studenti di lingue romanze da tutta la Svizzera. Molti di loro vengono dal Ticino, come Daniele, nato e cresciuto nel Locarnese: «Aiutare gli studenti a orientarsi in biblioteca, a trovare i libri o ad usare il catalogo è la cosa che mi piace di più. Con i ticinesi ho un rapporto speciale. Soprattutto quelli del primo anno, alle prese con grandi cambiamenti; apprezzano di avere un punto di riferimento, qualcuno con cui parlare italiano o dialetto anche oltralpe».

La passione per la cultura tedesca

L’inizio degli studi, il trasferimento in una nuova città e l’immersione in un’altra lingua sono state tappe decisive anche nella vita di Daniele. Dopo le scuole dell’obbligo, ottiene il diploma di maestro delle elementari alla magistrale di Locarno. «Per qualche anno ho insegnato a Gerra Piano. Purtroppo venne tagliato un posto, così mi rimisi in gioco e trovai un nuovo impiego come animatore per ragazzi con difficoltà al CPS (Centro professionale e sociale) – all’epoca CFPI – sempre a Gerra Piano» ripercorre con emozione i primi anni della sua gioventù, contrassegnati dalla voglia di diventare indipendente, di camminare con le proprie gambe.

Nonostante il lavoro nel sociale gli piacesse molto, coltivava il desiderio di dedicarsi anche ad un’altra delle sue più grandi passioni: l’arte. Comincia quindi a frequentare corsi di belle arti a Milano, continuando a lavorare come animatore in Ticino. Un periodo intenso, un su e giù continuo che però lo appagava. Dopo sei anni di impegno, arriva il momento di scrivere il lavoro di diploma. Decide di approfondire il tema dell’espressionismo tedesco. Ne rimane affascinato, tanto da prendere la decisione di trasferirsi nel Nord della Germania, nella Renania Settentrionale-Vestfalia, dove rimarrà per una decina d’anni: «Un periodo bellissimo. Il mio obiettivo era di imparare subito il tedesco. All’inizio fu faticoso, ma col passare del tempo, tra un lavoretto e l’altro per arrivare a fine mese, raggiunsi una buona padronanza della lingua, affezionandomi sempre di più anche alla cultura tedesca».

Un nuovo inizio a Zurigo

Qualcuno bussa alla porta dell’ufficio dei bibliotecari, dove stiamo chiacchierando, riportandoci bruscamente nel presente. È uno studente che chiede aiuto per prendere in prestito un libro. «Ich komme gleich!» Daniele lascia la stanza e lo raggiunge. Durante la sua assenza, notiamo una collezione di statuette di cani, tutti boxer, sulla scrivania. «È la mia passione più grande – ci confida rientrando –; è da quando sono arrivato a Zurigo, una trentina d’anni fa, che coltivo l’hobby dei cani, in particolare dei boxer. In passato ne ho avuti tre, uno dopo l’altro: Gin, Woody e Janoush. Grazie a loro mi sono avvicinato alla cinofila di Aesch (ZH), dove sono ancora attivo, nonostante Janoush sia venuto a mancare qualche mese fa».

La decisione di lasciare la Germania per rientrare in Svizzera è stata in parte dettata dalla voglia di riavvicinarsi alla famiglia. «La città di Zurigo mi parve un buon compromesso, perché vicina ai miei parenti in Ticino e immersa in una realtà germanofona» spiega Daniele. Do- po una prima esperienza lavorativa nella biblioteca d’architettura del Politecnico (GTA) – dove sono archiviati un terzo dei lavori di Gottfried Semper, architetto tedesco che verso metà Ottocento progettò il Politecnico federale di Zurigo e l’edificio dove si trova oggi il seminario – e dopo aver concluso la formazione di bibliotecario alla Zentralbibliothek, si presenta l’occasione al Romanisches Seminar. «Cercavano qualcuno che parlasse tedesco, francese e italiano. Grazie alla mia esperienza in Germania, alle mie conoscenze scolastiche di francese e alle mie origini ticinesi, mi sono candidato. Ha funzionato!» dice compiaciuto. E continua a funzionare. «Festeggiare 25 anni in una biblioteca che ne compie 125 è un bel traguardo. Ma non è la fine, ho ancora tanti progetti per il futuro. Quando sarò in pensione, mi piacerebbe vivere più a contatto con la natura, sempre qui in Svizzera interna. Avrò senz’altro più tempo per dipingere, cucinare e camminare». Ovviamente, in compagnia del suo futuro cane, Danilo.

Il programma della festa di giubileo del Romanisches Seminar, che si terrà il 6 dicembre, è su: www.rose.uzh.ch