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RITRATTI
DANIELE RAFFA

L'informatico che ridà qualità

Paraplegico dalla nascita, Daniele Raffa si concentra sugli obiettivi da raggiungere più che sugli ostacoli da superare. E per mestiere migliora la qualità di vita di chi si trova in difficoltà.

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ALAIN INTRAINA
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ALAIN INTRAINA
11 novembre 2019

«Ho sempre avuto un bel rapporto con l’acqua. Anche perché è un elemento privo di barriere».

Nato con la spina bifida – «la colonna vertebrale non si chiude come dovrebbe, il midollo esce e rimane danneggiato» – Daniele Raffa è l’unico paraplegico in Svizzera ad avere ottenuto il brevetto di istruttore per nuotatori di salvataggio. Ma non solo. Appassionato di sub, svolge questa attività da 25 anni e ha raggiunto il grado di dive master, ovvero «chi ti porta a passeggio sott’acqua in vacanza».

Adesso, a causa di nuovi e maggiori impegni sul lavoro, ha messo un po’ da parte le attività acquatiche. Ma non si è fermato, anzi. E sebbene sulla terraferma per lui ci sia qualche ostacolo in più, il fatto di non poter camminare non lo ha mai sentito come un peso. «In fondo questa è la mia normalità, sin da quando sono nato».

Semplicemente, prima di visitare un nuovo cliente chiede se ci sono barriere architettoniche. «Non dico né “handicappato” né “disabile”. Tutti abbiamo un nome e ci chiamiamo per nome. Io sono Daniele e mi sposto con una sedia a rotelle. Tutto qui».

Fare di necessità fantasia

L’ufficio di Daniele Raffa, a Mendrisio, trabocca di apparecchi elettronici di vario tipo. Descrivere la sua attività professionale con precisione ci appare subito complicato. Per fortuna è lui a spiegarci quello che fa: «Cerco di migliorare la qualità di vita di persone che hanno un problema». E il bisogno esiste, come dimostra il fatto che lo scorso settembre la sua ditta Handy Systems ha tagliato il traguardo dei 10 anni di attività.

«In molti casi devi veramente viaggiare con la fantasia, per risolvere i problemi», ci racconta Daniele. Ed è così che, per esempio, un particolare tappeto, sviluppato per allertare la sicurezza di una banca nel caso di una rapina, diventa un accessorio da cucina, per evitare che una persona anziana con problemi di memoria dimentichi una pentola sul fuoco, causando un incendio.

Ma fra tutti i suoi racconti, quelli che meglio rendono l’idea dell’importanza della sua attività professionale sono legati alle persone affette da Sla (Sclerosi laterale amiotrofica), una malattia neurodegenerativa che porta a un’atrofizzazione dei muscoli.

Tornare a comunicare

«Nel caso della Sla, per la quale al momento non esiste ancora una cura, risolvo soprattutto problemi legati alla possibilità di comunicare. A causa della patologia, a un certo punto queste persone non riescono più a parlare. Io permetto loro di tornare a farlo, tramite la sintesi vocale e un computer che possono gestire con lo sguardo».

Grazie all’intervento di Daniele, «alcune persone possono addirittura ricominciare a lavorare e a fare una vita sostanzialmente normale, per quello che può essere la normalità in una situazione del genere. Ma la paura più grande, per queste persone, resta quella di non essere più in grado di comunicare ciò di cui hanno bisogno – o anche semplicemente quello che pensano – alle persone del loro quotidiano».

Le emozioni sono spesso forti, quando ci si confronta con questo tipo di situazioni. «Mi ricorderò sempre la prima volta che mi è capitato un lavoro del genere. Terminato il mio intervento, la persona si è rivolta alla moglie e le ha scritto quello che non poteva più dirle da diverso tempo. Sono tornato a casa euforico».

Un altro settore importante della sua attività è l’aiuto alle persone tetraplegiche. «Dipendono dall’aiuto di famigliari, infermieri o badanti. Ma al giorno d’oggi, grazie a un semplice telefonino, si permette loro di cambiare di nuovo il canale del televisore, accendere e spegnere le luci, chiamare l’ascensore, aprire le porte. Può sembrare poca cosa, ma si tratta di un guadagno importante di autonomia».

Anziani e informatica

Nella vita professionale di Daniele Raffa c’è però spazio anche per un po’ di leggerezza. «Uno dei settori che mi dà sempre tantissima gioia è quello dei corsi di informatica per gli anziani. Immagino di avere davanti a me otto miei nonni che cercano di “capirci fuori qualcosa”. In questi anni ho conosciuto veramente delle belle persone, che poi magari tornano, anche dopo il corso, perché hanno comprato un tablet nuovo e non sanno come fare determinate cose».

«Insomma», conclude Daniele, «mi capita di assistere le persone anche con materiale normalissimo». E il più “normalissimo” di questi materiali ci sembra di averlo proprio davanti ai nostri occhi, mentre gli parliamo. È la sua grande voglia di aiutare il prossimo a superare le barriere e gli ostacoli che la vita gli pone davanti.