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Energia dal colore

Ogni sfumatura cromatica ha un’influenza sul nostro umore. In una vita sempre più stressante, le mura domestiche sono un nido confortevole. L’esperienza della cromoterapeuta Michela Giacomini.

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MASSIMO PEDRAZZINI
07 gennaio 2019

L'azzurro è rilassante, adatto alla camera del figlio adolescente.

Tanto verde pastello, sull’armadio all’entrata, sulle sedie della cucina, in bagno. Poi l’arancione tenue della credenza, il viola della stanza da letto e l’azzurro nella cameretta del figlio adolescente. È un inno all’armonia, la casa di Michela Giacomini, 45enne di Ascona. Nella sua “vita precedente”, Michela ha lavorato nel grigio mondo della finanza. Oggi fa la cromoterapeuta. E racconta come l’equilibrio di ognuno di noi possa partire da quanto si vive tra le mura domestiche. «Soprattutto in autunno e in inverno – sottolinea – abbiamo tanto bisogno di colore nel nostro nido».
È una storia curiosa, quella di Michela che a un certo punto ha sentito come una sorta di richiamo dal mondo dei colori. «Mi sono sempre piaciuti. Ma solo attorno ai 30 anni ho iniziato a documentarmi seriamente sulle loro potenzialità e sull’effetto che hanno sulla persona. In seguito, ho pure seguito la formazione per diventare terapista complementare».
I profani indicano che un colore freddo ingrandisce l’ambiente e che un colore caldo lo rimpicciolisce. Ma anche che i colori accesi, agitano, mentre quelli tenui rilassano. Quelli scuri, invece, deprimono. Michela va oltre: «Di sicuro il colore ha un impatto fortissimo sulle nostre emozioni. Siamo fatti di energia, vibriamo a una certa frequenza. Determinati colori possono andare a smuovere e a riequilibrare la parte di energia che, in qualche modo, è stata alterata in precedenza. È un discorso individuale. Ognuno di noi ha i “suoi” colori».

La via del benessere

Ecco perché, tra le mura domestiche, c’è poco da scherzare. D’altra parte già Plinio, il vecchio, scrittore e filosofo romano del primo secolo Dopo Cristo, scrisse che la «casa è dove si trova il cuore». «Personalmente l’ho arredata seguendo l’istinto – spiega Michela –. Ho cercato di creare un’atmosfera rilassante e confortevole. Con un’unica ­eccezione. Il rosso vivo su una parete delle scale. Era come se volessi creare un angolo di energia pungente nella mia abitazione. E forse il contesto migliore era proprio a lato dei gradini e della ­“salita”».

Missione relax

Michela punta molto anche sull’illuminazione. «Alla sera, spesso, spengo tutto e lascio accese solo le lucine colorate in cucina e in soggiorno. Il divano? L’ho voluto sul bianco neutro, per bilanciare il tutto. Non bisogna mai esagerare». Colpisce il bagno verdino. «Il bagno è un posto importante, in cui ci si rigenera, e nel quale si trascorrono momenti di solitudine, con sé stessi. Dobbiamo sentirci a nostro agio». Al piano di sopra, le due stanze: «la mia è molto incentrata sul viola chiaro, perché è un colore che mi richiama ciò che va oltre il materialismo. L’ideale per accompagnarmi nel sonno. Quella di mio figlio è azzurra. Un colore rilassante, che calma. Sto molto attenta anche agli accessori. Mai un copriletto rosso, ad esempio».
Missione relax, dunque. Con tutti gli accorgimenti del caso. Anche perché fuori la vita è sempre più frenetica. «Dalla mia esperienza come terapista, vedo sempre più persone con emicranie, disturbi del sonno, depressioni. E poi, tanta gente stressata. Si tratta dello stesso stress che divoravo io quando ero in banca. C’è sempre più bisogno di equilibrio. Noto che anche i bambini fanno fatica a dormire, hanno mal di pancia a causa del nervoso. Il colore, in tal senso, è una medicina che possiamo coltivare anche nell’intimo della nostra quotidianità, a casa nostra». 


 

Intervista a Isabella Panizza, architetta e arredatrice d'interni.

Con i colori bisogna osare o essere prudenti?
Con i colori bisogna osare. Però quando si scelgono è bene identificarsi con essi, senza seguire le tendenze. La casa è il nostro rifugio. A deciderne le sorti non sono gli specialisti a tavolino. Negli ultimi anni è tornata ad essere un luogo in cui stare bene con gli amici e con gli affetti. Sempre più si tende a invitare la gente a casa, anziché uscire.

Quali sono le mode più stravaganti?
Sta tornando alla ribalta la tappezzeria. Non per tutte le pareti, ma per angoli specifici. Molte riproducono una vegetazione quasi realistica. È un segnale che ci indica un bisogno umano di ritrovare il contatto con la natura. Personalmente, trovo più saggio dare un colore neutro alle pareti, sul grigio, sul marrone, sul beige. E di sbizzarrirsi, piuttosto, con gli accessori.

Da cosa deriva questa sua convinzione?
Noi attraversiamo diverse fasi nella nostra vita. In certi periodi siamo frizzanti. In altri, no. Un cuscino o una sedia li puoi cambiare. Ripitturare un’abitazione è più impegnativo. Il colore deve essere un compagno delle nostre emozioni, senza condizionarci.