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RITRATTI
FLAVIA BRüHLMANN

La signora dei gioielli

Il suo negozio festeggerà dieci anni la prossima primavera. Nel cuore di Bellinzona, Flavia Brühlmann accoglie i suoi clienti con le sue creazioni e con un gran sorriso.

FOTO
Melanie Türkyilmaz
15 gennaio 2019

Flavia Brühlmann: «Creo e vendo soltanto gioielli che vorrei indossare io».

«Diamond are a Girl’s best Friends», i diamanti sono i migliori amici di ogni ragazza, cantava Marylin Monroe nel film Gli uomini preferiscono le bionde.

Non è d’accordo Flavia Brühlmann, una che di gioielli se ne intende. Quasi dieci anni fa, nel maggio 2009, Flavia ha aperto Voilà gioielli, un piccolo negozio nel cuore di Bellinzona. Basta superare un’arcata a pochi passi da piazza Nosetto e ci si ritrova nel suo regno, che difende orgogliosa.

«Qui non troverete oro o diamanti, ma gioielli unici in materiali come rame, ottone e argento. A dire il vero – aggiunge sorridendo – i diamanti non mi piacciono proprio! Creo e vendo soltanto gioielli che vorrei indossare io…». Intanto, esibisce fiera quello che rappresenta il suo vero “diamante”: un anello d’argento dal diametro esagerato, che si nota subito. Perché porta una scritta singolare, a spirale: «contrarre i muscoli facciali ed emettere dalla gola un suono particolare in segno di allegria».

Lo spettacolo dell’artigiana

Ovvero, semplicemente, ridere. E da qui bisogna partire per raccontare chi è Flavia. Una persona felice, che fa il lavoro che ama, pur con tutte le incertezze economiche dei piccoli negozi indipendenti. «Quando arrivo qui la mattina ho sempre il sorriso! Appena mi sveglio, ho voglia di andare a lavorare. So già che mi metterò al mio banchetto, con una bella musica in sottofondo, magari da canticchiare… Non potrei mai fare altro. Ho studiato alla Csia, diploma di decoratore espositore, poi ho frequentato tre anni lo Ied (Istituto Europeo di Design) a Milano, studiando proprio design del gioiello. La scelta è nata così, non ci avevo mai pensato… Sì, da bambina facevo le collanine, però non ho mai avuto una fissa per i gioielli... Allo Ied ho capito che mi interessava non soltanto il design del gioiello ma anche la sua realizzazione. Ma due ore la settimana di corsi pratici non mi bastavano, così sono andata a studiare Arti orafe, per due anni a Firenze: ore e ore a saldare, limare, tagliare… Lì è sbocciata la passione! Tanto che sono poi andata anche a Barcellona a lavorare e a imparare presso un noto atelier di oreficeria».

Per pagarsi il soggiorno in Spagna, Flavia svolge piccoli lavori, fa sostituzioni in Posta (dove già lavora suo padre) e supplenze di educazione visiva alle scuole medie (da bambina sognava di fare la maestra). «Qui non si diventa ricchi ma non tornerei mai indietro – confida – perché non sarei mai riuscita a fare un altro lavoro. Me ne sono accorta stando alla Posta: tre ore mi sembravano dieci! In Ticino ho anche lavorato nelle gioiellerie ma ho scoperto di non essere una venditrice: c’è chi potrebbe vendere ghiaccio agli eschimesi, io no… mi sento un’artigiana». Vederla lavorare (ci sono video su facebook) è come assistere a uno spettacolo: le sue dita si destreggiano veloci sul banco da lavoro consumato, vissuto, il trapano da una parte, dall’altra la bombola del gas con la bocchetta da cui “soffiare” il fuoco. «In compenso – confessa lei sorridendo – mi sono limata le impronte digitali e mi sono pure slogata la spalla!».

La fabbrica delle idee

Questo è un lavoro anche fisico, impegnativo, ma pur sempre con una dose notevole di creatività. Da dove vengono le idee? «Diciamo che i miei gioielli si creano da soli: a volte basta uno spunto, un sogno, una visione… Ad esempio, in vacanza, dove stacco ma la mente è sempre attiva: dal Giappone viene l’idea degli orecchini Ginkbo, che hanno la stessa forma a ventaglio delle foglie della pianta di Ginkgo Biloba. Poi adoro mescolare elementi grafici, lettere, giochi di parole: così sono nate le Definizioni, il Punto fermo… Mi piace anche collaborare con le illustratrici dello studio grafico Officina 103. La serie dello Sciamano è nata ad esempio con Monica Imperatori… In generale, faccio le cose che piacciono a me, i gioielli che comprerei io! E sono felice quando vedo i miei clienti felici. Ed è grazie a loro che questo negozio festeggerà 10 anni la prossima primavera. Ho un mio sito, sono attiva su facebook e instagram, ma più di tutto funziona il caro, vecchio passaparola, quelli che chiamo i cartelloni pubblicitari umani: le persone che indossano i miei gioielli. I primi clienti sono stati i miei amici!».

Aprire la mente

Nonostante il cognome svizzero tedesco, Flavia Brühlmann è nata e cresciuta a Bellinzona. “Anche se penso di avere un antenato spagnolo”, ride.

Sarà per questo che da sette anni balla nel gruppo di flamenco “Rosa de fuego” di Castione, dove si è formata una piccola grande famiglia. L’infaticabile Flavia canta da due anni col gruppo goliardico Los Fernandos. E poi suona la chitarra, fa corsi di cucina con la sorella… In questo modo “apre la mente”. Sarà così che nascono i suoi gioielli unici?