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RITRATTI
MAURO BROGGINI

«L'entusiasmo è la chiave di tutto»

È stato docente per 45 anni e nel 2006 ha ideato InOltre: un programma di formazione per detenuti. Oggi è felicemente pensionato, sempre impegnato e con un sogno nel cassetto.

14 ottobre 2019

Mauro Broggini con Richard, il suo pastore australiano ?intelligente e affettuosissimo?.

“Scrivimi la tua storia”. Per più di 4 decenni, alla fine della prima lezione di scuola, ha sempre assegnato ai suoi allievi questo compito. Ora invece tocca a lui, a Mauro Broggini, da poco in pensione dopo 45 anni di insegnamento. Ma queste due pagine non bastano certo per raccontare un’esistenza di incontri, di amicizie, di lezioni (talvolta di vita), sui banchi di scuola, dalle elementari al penitenziario, come coordinatore della scuola InOltre. A briglia sciolta, con energia e passione, Mauro ricorda: «Ho iniziato a vent’anni come maestro di una pluriclasse a Loco, dalla prima alla quinta elementare. Nel 1977 sono passato agli apprendisti della Spai a Locarno, dove sono rimasto fino al 31 agosto. Sono contento di aver portato in Ticino la figura del docente mediatore, ovvero quell’insegnante che segue i casi più difficili nel corso dell’apprendistato, segnalati da docenti, famiglia, enti o datori di lavoro. Dalle professionali, questo ruolo si è via via esteso anche alle altre scuole. Ora i docenti mediatori in Ticino sono una cinquantina e dallo scorso anno scolastico anche nei licei».

Figlio di un doganiere, nato a Dirinella, Mauro Broggini ha vissuto a Cadro, Camedo, Palagnedra, Verscio, seguendo gli spostamenti del padre da un posto di confine all’altro. E anche la sua vita professionale è stata fra diverse frontiere: scuola e mondo del lavoro, e pure dentro e oltre il carcere. «Proprio seguendo alcuni allievi difficili che finivano al penitenziario – racconta Mauro – mi sono avvicinato alla realtà del carcere e nel 2006 sono riuscito a realizzare un mio sogno: una scuola all’interno del carcere. Così è nata InOltre (In perché è dentro, Oltre perché guarda al dopo), che proponeva ai detenuti della Farera (donne e minorenni) corsi di cultura generale, informatica, ginnastica, sartoria e cucina. L’anno successivo abbiamo iniziato alla Stampa, per i maschi maggiorenni. Ora è un modello per la Svizzera, realizzata con ragionevoli mezzi: una Rolls Royce che costa come un Maggiolino. Anche perché sono riuscito a portare, sempre a costo zero, un centinaio di ospiti importanti (Dimitri, Christa Rigozzi, Marco Zappa, Petkovic, Busacca, tra gli altri) a tenere conferenze e concerti in palestra. Per chi sta in carcere, l’occasione di parlare di qualcosa d’altro e di incontrare il bello».

Non problemi, ma soluzioni

Ora che l’esperienza di InOltre è consolidata e in mano a due nuovi coordinatori, per Mauro il tempo della pensione è iniziato con un cane che ha fatto prepotentemente ingresso nella sua vita. «È Richard – spiega con un sorriso largo così –, un pastore australiano, di quelli per il gregge, intelligente e affettuosissimo. È stato amore a prima vista: da tempo cercavo un cane e quando mia moglie ha visto la sua foto siamo subito andati a prenderlo. Ora seguo con lui un corso, ogni settimana: mi affascina sapere tutto quello che si può fare con i cani». Ma “il Mauro”, con l’energia che si porta addosso, non è certo un pensionato che porta a spasso il cane. Anzi. «Dopo 21 anni ho lasciato l’incarico di giudice di pace al circolo della Melezza. Continuerò invece a impegnarmi con la Fondazione Amilcare, che segue giovani in condizioni difficili. Credo di avere un know how, come si dice oggi, che sarebbe bello mettere a disposizione. Noi pensionati abbiamo costruito relazioni e conoscenze che ci permettono di essere utili». In effetti, il suo telefono continua a squillare. Una risposta veloce, in dialetto. Per lui non ci sono problemi, solo soluzioni. L’unica grana, magari, la burocrazia. «Il segreto? L’entusiasmo è la chiave di tutto, nei rapporti di amicizia, di coppia, di lavoro, nel piacere di fare le cose insieme» risponde con un lampo negli occhioni azzurri che ti fissano diretto.

Una lettera dal passato

Al Mauro piace partire con la lavagna bianca, ancora tutta da scrivere. Con la cooperativa Area sta cercando uno spazio nel Locarnese per avviare un laboratorio/negozio per favorire l’ingresso nel mondo del lavoro a persone svantaggiate. La stessa Area è pronta a far partire l’albergo sociale Ul Bigatt, che aprirà il prossimo anno tra Paradiso e Pazzallo, nella storica tenuta Morchino. «Ma c’è ancora un sogno che cullo da tempo –, svela Mauro Broggini–. Fare il deejay alla radio con una trasmissione notturna di musica rock e blues, per proporre la mia musica e le mie riflessioni». Se qualcuno è interessato, si faccia avanti. Parlantina, passione e competenza ci sono. E pure un titolo, sorride il Mauro: «Nostalrock, come nostalgia rock». La storia, insomma, è ancora tutta da scrivere. A proposito di temi in classe, il maestro Mauro conclude: «ho plichi così di storie dei miei ex allievi che andrò a leggere. Mi piacerebbe poi spedirglieli come regalo!». Se nelle prossime settimane ci sarà posta per voi, potrebbe essere il vostro tema dal passato.