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RITRATTI
ROBERTO ORSATTI

Moto d'epoca, che passione

Roberto Orsatti, presidente dell’associazione Amici Moto d’Epoca Ticino, si prepara al grande evento: il 13 e 14 luglio si terrà la 37a edizione della Tremola ad Airolo. Decine di moto correranno sulla strada del Gottardo.

FOTO
Ghigo Roli
09 luglio 2019

Roberto Orsatti: «Ammattisco per riportare vecchi rottami all'antico splendore».

Nel suo laboratorio-officina di Bissone Roberto Orsatti – restauratore e collezionista di moto d’epoca – ha appeso un quadrettino che incornicia una frase di Albert Einstein: «Quando si smette d’imparare, si comincia a morire». Orsatti ha fatto proprio questo motto tentando di applicarlo nella vita di ogni giorno, e soprattutto nei settori che predilige: i veicoli d’epoca e il patrimonio storico-artistico del canton Ticino. Sembra un ragazzo spinto da curiosità giovanili, incurante dell’imminente giro di boa dei 70 anni.

È allegramente aperto a nuove iniziative, come il volume che dovrebbe uscire in autunno su Bissone nel Novecento, ed è altrettanto partecipe della vita comunitaria del paese di cui è patrizio. Ha infatti ricoperto sino al 2009, per 16 anni, la carica di vicesindaco di Bissone e dal 2012 è Presidente dell’associazione “Amici Moto d’Epoca Ticino (Amet)”. Sono diverse le iniziative che ogni anno, col comitato direttivo, organizza per i soci, e non solo per loro. La più significativa è l’appuntamento a metà luglio per la Salita della Tremola: «La manifestazione – ci racconta – si svolge in due giorni. Il sabato è una giornata scandita da una passeggiata motociclistica, una merenda nel pomeriggio e una bella cena in compagnia. La domenica invece rappresenta la giornata clou con lo svolgimento della gara di regolarità che si tiene sulla Via delle Genti, la vecchia strada a serpentina del San Gottardo, che un tempo era l’unico collegamento tra Italia e Germania. L’appuntamento sarà il 13 e il 14 luglio e sono molte le curiosità dell’evento. Non ultima, poter vedere una vecchia diligenza che in circa sei ore copre il percorso tra Airolo e Andermatt. È un’attrazione singolare, oltre ovviamente al fatto di poter ammirare tutte le antiche due ruote che si cimentano nell’impresa». Il programma di ogni anno dell’AMET prevede 7 - 8 manifestazioni. «Nel 2019 – aggiunge Orsatti – abbiamo ormai fissato le date per una giornata di allenamento all’aeroporto di Ambrì per le moto da corsa e per una gita a metà maggio in Val Verzasca. Un mese dopo a Vezio ci sarà il raduno di moto inglesi e a settembre invece è prevista una gita in Val di Muggio».

L’amore di Roberto Orsatti per le motociclette e la meccanica ha radici profonde, sin da quando osservava il babbo Achille che aveva un’officina proprio a Bissone. Già a 7 anni il piccolo Roberto riusciva a lavorare sulle ruote di cicli e motocicli. L’imprinting è stato quello e da allora, sia nel tempo libero sia nell’ambito professionale (minuteria metallica, meccanica di precisione, elettrotecnica), la strada è stata tracciata.

Dalle quattro alle due ruote

Per alcuni anni si è dedicato anche alle automobili, e in particolare ai Maggiolini, cioè alle Volkswagen Typ 1, divenendo dal 1990 e per una decina d’anni Presidente del FAU VEE, il club di appassionati di questa vettura. In seguito Roberto ha preferito spostare la sua attenzione sulle moto d’epoca. «In fondo sono sempre stato essenzialmente motociclista; ho preferito “abbandonare” il restauro di quattroruote e i raduni dei Maggiolini. Ho cominciato a raccogliere soprattutto moto svizzere degli anni Venti e Trenta del Novecento come la Motosacoche del 1928 che ho recentemente restaurato. Parto da rottami, veri rottami e ammattisco per riportarli all’antico splendore. Nel caso di questa moto, mi veniva da piangere pensando a tutto quello che dovevo fare partendo da un vero e proprio mucchio di ruggine!».

 Foto ritratto di Roberto Orsatti.

La sua collezione di una decina di moto d’epoca copre il periodo che va dagli anni Venti ai Settanta del secolo scorso. Il fiore all’occhiello è una Zehnder 110 cc, modello che partecipò per ben cinque volte alla Parigi-Nizza dal 1923 al 1927. «Un vero gioiello che macinò 32mila chilometri senza alcun problema – aggiunge Orsatti –. Curiosamente questo esemplare appartenne al conosciutissimo Pigazzini, nonno dell’attuale proprietario della Bottega del Pesce di Bissone, che negli anni Trenta vendeva in tutto il Mendrisiotto la sua mercanzia, facendo l’ambulante sulla sua Zehnder e “convocando” i clienti con una squillante trombetta».

La raccolta di Roberto Orsatti, oltre a divertenti memorabilia come il casco d’epoca Elva che veniva prodotto proprio a Bissone, comprende anche una Condor Gran Sport del 1928, un’Honda Four del 1971 e un’Honda 3 cilindri 250 cc del 1985, un raro modello che arrivò dal Giappone in 16 esemplari solo in Svizzera e in Olanda. Il suo cuore però palpita soprattutto per i cinquantini, quei motori che lo infiammarono in gioventù e che Roberto Orsatti non ha mai dimenticato.