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RITRATTI
YURAM RUIZ

Una bacchetta per i giovani

L’Orchestra sinfonica giovanile della Svizzera italiana, una splendida realtà nel nostro panorama musicale. Una cinquantina gli elementi, in prevalenza archi, guidati dal direttore venezuelano Yuram Ruiz.

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MELANIE TÜRKIYLMAZ
17 marzo 2019

Yuram Ruiz: «L'Orchestra giovanile della Svizzera italiana è una bella realtà».

Veniva dal mare. Veniva dall’isola caraibica Margarita, in Venezuela. Parlava un’altra lingua, però sapeva suonare. Aveva 21 anni e sognava. Aveva una meta, la Svizzera. Nel suo bagaglio, il violoncello, gli spartiti musicali e tanta voglia di lavorare, di comporre un futuro: Yuram Ruiz. «Sì, vengo da lontano, desideravo un avvenire migliore. Mi sono impegnato e sono scaturite varie opportunità. I grandi cambiamenti sono possibili. Ero laggiù, ora sono qui. Sull’esempio della mia esperienza, vorrei trasmettere ai giovani, oltre la passione per la musica, anche la fiducia in sé stessi».

Tra il Vallese e il Ticino

Impegnato in molteplici attività musicali, il direttore Yuram Ruiz, trentaquatrenne, dirige da cinque anni l’Orchestra giovanile della Svizzera italiana (Ogsi), ha una scuola di musica in vallese, a Sion, dove abita con moglie e figli, dirige l’Orchestra sinfonica del Conservatorio di Sion ed è spesso all’estero per concerti. Un giorno alla settimana si sposta a Lugano per svolgere il suo lavoro di direttore dell’Ogsi, orchestra di una cinquantina di elementi, in età compresa tra i 12 e i 18 anni, giovani delle medie e del liceo, provenienti da tutto il cantone e dalla Lombardia.

Al culmine di un ampio progetto realizzatosi all’interno della Scuola di musica del Conservatorio della Svizzera italiana, l’Ogsi è composta sia da allievi della Scuola di Musica del Conservatorio o del Dipartimento Pre College del Conservatorio stesso, sia provenienti da altre scuole di musica. Sono ragazze e ragazzi appassionati di musica classica, ma capaci di entusiasmarsi pure in discoteca; in essi prevale comunque lo spirito di gruppo, la solidarietà e il rispetto corale, anche per la bacchetta del loro direttore. In oltre vent’anni di attività dell’Ogsi, innumerevoli i concerti e i successi in Svizzera e all’estero.

Il concerto a Bellinzona

Il prossimo appuntamento dell’Orchestra giovanile della Svizzera italiana è fissato il 24 marzo a Bellinzona nella chiesa di San Biagio, alle ore 18 (entrata libera) con musiche di Mozart e Weber.

Il direttore parla con entusiasmo dei giovani musicisti dell’Ogsi, è fiero del loro impegno ed è grato alla direzione del Conservatorio e della Scuola di Musica, oltre che a tutti gli insegnanti, per il sostegno: «senza di loro sarebbe un lavoro incompleto, invece abbiamo un’orchestra di piccoli che suonano come i grandi. Un’orchestra non professionale, anche se questi giovani toccano la professionalità. Una bella realtà giovanile».

Una realtà che il direttore auspicherebbe ampliare sensibilizzando ulteriormente i giovani alla musica classica con concerti nelle scuole, a contatto diretto con i coetanei. L’idea riporta al suo paese. «In Venezuela s’impara già da bambini, nelle scuole, a suonare in gruppo, in piccole orchestre. È un sistema di apprendimento gratuito dell’orchestra giovanile - infantile del Venezuela, che favorisce processi di socializzazione e consapevolezza del proprio ruolo».

Yuram Ruiz suona il violoncello dal- l’età di dieci anni, un percorso la cui prima tappa è a Caracas, dove si laurea all’Istituto universitario di studi musicali. Violoncellista e direttore d’orchestra, otterrà in seguito, a Sion, il bachelor in arte musicale e successivamente un master in performance. Proseguirà gli studi di violoncello a Losanna, Berna e all’Accademia di Pavia. A Lugano, invece, otterrà il master in pedagogia strumentale al Conservatorio. Praticamente un passaporto necessario all’insegnamento in Svizzera, diventata la sua seconda patria. Famiglia e impegni professionali lo tengono lontano dal Venezuela da diversi anni, anche se tristemente attento alle due facce del suo paese: fame nera e miliardi offshore. «La situazione, già problematica da anni, sta precipitando. Con un salario minimo mensile non si riesce a mangiare neanche un toast. Medicinali e soccorsi sono bloccati alla frontiera. Si sopravvive in nuclei famigliari allargati».

Il primo impatto del direttore Ruiz con la Svizzera risale alla sua gioventù, in tournée a Lucerna con l’Orchestra Simon Bolivar, diretta da Claudio Abbado. Decide di dare una svolta alla sua esistenza e con la compagna di studi (pure violoncellista) e di vita (ora sua moglie), mette su casa a Sion. Lavora, studia e ritaglia il tempo per dedicarsi anche ai suoi bambini di 4 e 2 anni. Il maggiore, già a scuola di contrabbasso. «Voglio essere un buon marito e un buon padre. Però quando sono in viaggio per concerti non posso portare la famiglia. Ho bisogno di concentrazione e i figli richiedono attenzione. Perciò dico loro: papà va a una battaglia, è preparato, motivato, ma non può essere disturbato. Poi torna a casa… quasi sempre vincitore».