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Incontri

A tutto… pattino

I fratelli Tamagni sono una speranza in questa disciplina in parte ancora sconosciuta.

17 marzo 2014

Andrea (in bianco) e Matteo Tamagni (in giallo) pronti a lanciarsi a rotta di collo.


Uno, Andrea, 21 anni, è timido e riservato. L'altro, Matteo, di due anni più grande, è espansivo e giocoso. Tratti caratteriali agli antipodi per i fratelli Tamagni di Sant'Antonio, in valle Morobbia, due giovani che si sono scoperti, quasi per caso, talenti dell'ice cross downhill, la spericolata attività sportiva in cui ci si lancia a capofitto, con i pattini ai piedi, lungo un pendio ghiacciato. «Siamo sempre stati un po' fuori di testa» ammette Andrea. «D'altra parte – aggiunge Matteo – chi cresce in val Morobbia è abituato a provare discipline particolari. Pelli di foca, sci fuori pista, pesca in valle, arrampicata».

Il sogno è quello di raggiungere i livelli di Kim Müller, l'airolese che si sta facendo valere nella Coppa del Mondo del Red Bull Crashed Ice. «Ci proviamo – dice Andrea –, e se non ce la facciamo, pace. L'importante è divertirsi». Alla loro prima gara ufficiale, lo scorso anno ad Ambrì, sono riusciti a piazzarsi al 10° (Andrea) e all'11° posto, su un totale di 30 concorrenti. «I primi 8 – sottolinea Matteo, ricorrendo anche a qualche parola in dialetto – sarebbero stati selezionati per il circuito internazionale. Basterebbe questa premessa per capire che siamo riusciti a fare subito qualcosa di speciale».

Matteo, nella vita di tutti i giorni, gestisce una ditta di impianti sanitari e riscaldamenti. Andrea, invece, studia ingegneria termica a Yverdon. Due quotidianità, in apparenza, piuttosto tranquille. «Eppure siamo sempre in movimento – riprende Andrea –. Fa parte del nostro modo di essere». Per tenersi in forma, i due fratelli giocano anche a hockey su ghiaccio, in una squadra amatoriale. «Nell'ice cross downhill – fa notare Matteo – devi avere buone doti di pattinaggio. Si affronta il pendio, a oltre 70 chilometri orari, a fianco di altri atleti. E per questo le protezioni che si usano sono simili a quelle dell'hockey. Il rischio di urtarsi c'è».

«Ma non basta essere bravi pattinatori – sostiene Andrea –. Ti aiuta anche il fatto di essere un bravo sciatore. Questo sport coniuga pattinaggio, sci cross e hockey». La stagione 2013/2014, intanto, sta volgendo al termine. «E tra acciacchi vari, per noi non è stata positiva» sussurra Matteo. I fratelli Tamagni, tuttavia, non abbassano la guardia. «Siamo già proiettati in avanti – conclude Andrea –. Con lo spirito che ci contraddistingue. L'adrenalina prima di tutto».

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