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In serie A per restarci

LO SPORT — Michele Vanoni, 22enne attaccante (hockey su prato), approda nel massimo campionato svizzero con il “suo” Lugano. — Leggi anche «L'angolo» di Armando Ceroni!

15 settembre 2014

Michele ha fiuto per il gol e senso della posizione.


Il reportage

«L'hockey su prato? Per me è soprattutto sinonimo di corsa». Poche parole, molta concretezza. Michele Vanoni, 22enne attaccante dell'Hockey Athletic Club Lugano, si presenta in serie A con le doti del lottatore: buona visuale di gioco, senso della posizione e capacità di buttarla dentro. «Era da una decina d'anni che il Lugano non giocava in A – dice – e ora ci vuole restare a lungo».

Insegue un piazzamento nelle prime quattro, lo storico club luganese, fondato nel 1927. «Certo, prima viene la salvezza – ammette Michele –. Però il gruppo è valido, lo si è capito già dalla prima giornata di campionato, quando a Cornaredo siamo riusciti a imporci ai rigori contro l'ostico Lucerna».  A contendersi il posto nell'undici di base, una ventina di giocatori. «Tra questi, diversi giovani. In allenamento ci impegniamo tutti parecchio per potere essere in campo il giorno della partita. C'è una sana concorrenza interna, ma c'è anche unità».

Contrariamente a quanto accadeva in passato, l'hockey su prato moderno si gioca prevalentemente su terreni sintetici. «Questo rende l'hockey su prato una disciplina sempre più tecnica. Ed è un aspetto che prendiamo molto in considerazione durante gli allenamenti». Michele non è l'unico in famiglia a praticare questo sport. Suo fratello Francesco (20), infatti, gioca con lui nel Lugano. E poi c'è il fratello maggiore, Alessandro (23), portiere nel Grasshoppers di Zurigo. «Presto giocheremo contro. E io non vedo l'ora di infilargli la pallina alle spalle».

Il link: www.hacl.ch

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